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Arresto per fondi illeciti. Nuove ombre sul ritiro dell’ex premier scozzese Sturgeon

L'ex premier scozzese Nicola Sturgeon 
Fermata per i finanziamenti al partito, interrogata per sette ore e rilasciata: “Sono innocente”. A febbraio aveva detto addio alla politica
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LONDRA - Il 15 febbraio scorso, quando si dimise clamorosamente da prima ministra scozzese poco dopo la collega neozelandese Jacinda Ardern, Nicola Sturgeon confessò di “non riuscire più a sopportare le pressioni, di non avere privacy, di lavorare 24 ore al giorno. La politica è brutale. E anche io sono un essere umano”.

Ora il sospetto oltremanica è: quelle dimissioni dell’ex Lady di Ferro scozzese, o “Lady MacBeth” per i critici, avevano solo queste motivazioni? O c’era dell’altro? I suoi oppositori, sui giornali conservatori e sui social, insinuano che Sturgeon, che sino ad allora aveva camminato su tutti i suoi avversari politici, in realtà abbia mollato perché aveva già intravisto le nuvole di una tempesta giudiziaria. Che ora sta affondando il suo partito Snp (Scottish National Party) e con lui anche il sogno dell’indipendenza da Londra, oggi sempre più un miraggio, visto che…

LONDRA - Il 15 febbraio scorso, quando si dimise clamorosamente da prima ministra scozzese poco dopo la collega neozelandese Jacinda Ardern, Nicola Sturgeon confessò di “non riuscire più a sopportare le pressioni, di non avere privacy, di lavorare 24 ore al giorno. La politica è brutale. E anche io sono un essere umano”.

Ora il sospetto oltremanica è: quelle dimissioni dell’ex Lady di Ferro scozzese, o “Lady MacBeth” per i critici, avevano solo queste motivazioni? O c’era dell’altro? I suoi oppositori, sui giornali conservatori e sui social, insinuano che Sturgeon, che sino ad allora aveva camminato su tutti i suoi avversari politici, in realtà abbia mollato perché aveva già intravisto le nuvole di una tempesta giudiziaria. Che ora sta affondando il suo partito Snp (Scottish National Party) e con lui anche il sogno dell’indipendenza da Londra, oggi sempre più un miraggio, visto che i sondaggi vedono i favorevoli alla permanenza nel Regno in vantaggio di oltre 10 punti.

Perché ieri Sturgeon, nata in Ayrshire 52 anni fa, Giovanna d’Arco con la Croce di Sant’Andrea, figlia di un elettricista e un’infermiera, è stata arrestata nell’ambito dell’inchiesta finanziaria sul suo partito che ha già visto il fermo del marito ed ex presidente Snp, Peter Murrell, e del tesoriere Colin Beattie. Il suo portavoce sottolinea che Sturgeon si sia “presentata volontariamente al commissariato”, dove è stata interrogata per 7 ore. Lei twitta: “Sono sotto shock, ma innocente, senza alcun dubbio. E lo dimostrerò”.

Ma da qualche giorno le voci di un suo imminente arresto erano sempre più insistenti. Alla fine, Sturgeon viene rilasciata in serata, per ora senza incriminazioni. “Ma l’inchiesta va avanti”, sottolinea la polizia scozzese, e la “braveheart” indipendentista potrebbe essere riarrestata se le indagini portassero a nuovi indizi o prove contro di lei. Per quella che pare la fine ingloriosa di una carriera fino a qualche mese fa stellare e apparentemente inarrestabile.

Il 19 aprile scorso c’era stato l'ultimo arresto eclatante dell’inchiesta sulle finanze Snp, quello del tesoriere Beattie, anche lui rilasciato dopo 11 ore di interrogatorio della polizia scozzese. Lo stesso era capitato due settimane prima a un altro colosso del partito, ossia Peter Murrell, marito di Sturgeon dal 2010. In quella circostanza, alla coppia allora più potente di Scozia era stato sequestrato un camper da circa 130mila euro.

Perché qualcosa non quadra, secondo gli inquirenti scozzesi, riguardo alle finanze del partito indipendentista. Nello specifico, le 666.953 sterline (oltre 750mila euro) raccolte da iscritti e sostenitori in varie campagne dal 2017 al 2020. Il sospetto è che questo gruzzolo sia stato deviato altrove, visto che lo Snp alla fine del 2019 aveva in cassa ufficialmente solo 97mila sterline e i suoi asset totali netti ammontavano a 272mila sterline.

C’è poi un altro caso bizzarro. Perché Murrell avrebbe personalmente prestato al partito oltre 120mila euro nel giugno 2021 e sinora gliene sono stati restituiti solo la metà - ma l’Snp non ha mai pubblicato i dati ufficiali. Insomma, misteri ancora senza soluzione. Di certo, c’è solo una persona che sta festeggiando oggi: il leader laburista, Keir Starmer. Perché, con il probabile crollo Snp, il Labour potrebbe tornare a vincere in Scozia dopo due decenni di dominio indipendentista. E a quel punto trionfare in tutto il Paese, alle prossime elezioni del 2024.