Il capo dei servizi segreti militari ucraini, Kyrylo Budanov, gira un video di trenta secondi e non dice una sola parola. Resta muto, assoluto silenzio. Solo alla fine accenna un sorriso sornione: "Novità in arrivo. I piani richiedono il silenzio", è scritto nella didascalia.
È uno squillo di tromba a volume zero, ma non per questo meno roboante di quello della cavalleria all'assalto: lancia una nuova fase attiva della guerra di liberazione ucraina, e in poche ore se ne vedono i risultati.
L'affondo conquista stabilmente i primi tre villaggi sotto occupazione russa. Si issano le bandiere gialle e blu sui tre insediamenti lungo le sponde sinuose del Mocri Yaly, un fiumiciattolo che irriga le campagne nel sud a cavallo tra le regioni di Donetsk e Zaporizhzhia.
Nei combattimenti salta in aria una chiusa irrigua e per gli ucraini sono i russi che hanno "fatto saltare una nuova diga" per fermare la loro avanzata inondando le aree in c…
Il capo dei servizi segreti militari ucraini, Kyrylo Budanov, gira un video di trenta secondi e non dice una sola parola. Resta muto, assoluto silenzio. Solo alla fine accenna un sorriso sornione: "Novità in arrivo. I piani richiedono il silenzio", è scritto nella didascalia.
È uno squillo di tromba a volume zero, ma non per questo meno roboante di quello della cavalleria all'assalto: lancia una nuova fase attiva della guerra di liberazione ucraina, e in poche ore se ne vedono i risultati.
L'affondo conquista stabilmente i primi tre villaggi sotto occupazione russa. Si issano le bandiere gialle e blu sui tre insediamenti lungo le sponde sinuose del Mocri Yaly, un fiumiciattolo che irriga le campagne nel sud a cavallo tra le regioni di Donetsk e Zaporizhzhia.
Nei combattimenti salta in aria una chiusa irrigua e per gli ucraini sono i russi che hanno "fatto saltare una nuova diga" per fermare la loro avanzata inondando le aree in cui era in corso. Niente a che vedere con il disastro di Nova Kakovka, ma è un altro segnale che la posta sul tavolo si è improvvisamente alzata.
Dopo settimane di assaggi di controffensiva lungo l'intera linea di attrito per testare la reazione dei russi, ieri è dunque scattato il primo vero affondo. Neskuchne e Blahodatne sono due paesini ormai disabitati in cui prima della guerra vivevano poche centinaia di abitanti, insediamenti in "zona grigia" - cioè contesa dai due eserciti - alla periferia della cittadina di Velyka Novosilka, cinquemila anime sotto controllo ucraino.
Più a valle, in serata Kiev ha annunciato la liberazione di un terzo villaggio, Makarovka. Secondo la compagnia mercenaria russa Wagner "gli ucraini sono riusciti ad avanzare di 6-7 chilometri negli ultimi giorni".
La milizia di Prigozhin conferma che Neskuchne e Blagodatnoye "sono saldamente sotto il loro controllo" e aggiunge che "anche il villaggio di Storozhevoye è presumibilmente occupato da Kiev mentre sull'altra sponda del fiume Mokry Yaly il nemico sta attaccando le nostre truppe nel villaggio di Urozhaynoye".
Ma i paesini conquistati sono piccoli avamposti presidate da pochi soldati, la vera linea difensiva con le trincee protette da campi minati e artiglieria pesante sono qualche chilometro a sud. Presto vedremo se gli ucraini proseguiranno l'azione o se era l'ennesimo diversivo.
E intanto si segnalano nuovi attacchi alle ferrovie russe in Crimea, a Belgorod e vicino a Mariupol per tagliare i rifornimenti e la logistica militare, una tattica rivendicata dai servizi militari ucraini in un'intervista a Repubblica nelle scorse settimane. E Mosca ha denunciato ieri il tentativo di far colare a picco con i droni una sua fregata a difesa dei gasdotti nel mar Nero, attacco respinto "senza danni".