✕

L'avvicinamento di Kiev alla Nato sul tavolo di Macron, Scholz e Duda

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz, il presidente francese Emmanuel Macron e il presidente polacco Andrzej Duda (reuters)
Nell'incontro del "Triangolo di Weimar", il presidente polacco preme per una chiara tabella di marcia. Più cauti gli omologhi francese e tedesco: "prospettive di ingresso"
2 minuti di lettura

PARIGI - " Segnale inequivocabile". "Prospettiva di adesione". La terminologia varia ancora, ma l'incontro di ieri tra Emmanuel Macron, Olaf Scholz e Andrzej Duda serviva a mostrare una convergenza nel dibattito sull'ingresso dell'Ucraina nella Nato e sulle garanzie di sicurezza a medio termine da fornire a Kiev.

I leader si sono incontrati per una cena all'Eliseo nel cosiddetto "Triangolo di Weimar ", formato diplomato tra Francia, Germania e Polonia creato nel lontano 1991 e improvvisamente riattivato nell'ultimo anno per scongiurare la frattura tra vecchia e nuova Europa che si sta scavando con la guerra scoppiata sul continente. E con la Polonia che allarga la sua influenza sugli equilibri dell'Ue e minaccia l'egemonia del tradizionale motore franco-tedesco.

PARIGI - " Segnale inequivocabile". "Prospettiva di adesione". La terminologia varia ancora, ma l'incontro di ieri tra Emmanuel Macron, Olaf Scholz e Andrzej Duda serviva a mostrare una convergenza nel dibattito sull'ingresso dell'Ucraina nella Nato e sulle garanzie di sicurezza a medio termine da fornire a Kiev.

I leader si sono incontrati per una cena all'Eliseo nel cosiddetto "Triangolo di Weimar ", formato diplomato tra Francia, Germania e Polonia creato nel lontano 1991 e improvvisamente riattivato nell'ultimo anno per scongiurare la frattura tra vecchia e nuova Europa che si sta scavando con la guerra scoppiata sul continente. E con la Polonia che allarga la sua influenza sugli equilibri dell'Ue e minaccia l'egemonia del tradizionale motore franco-tedesco.

In vista del vertice Nato di luglio, Duda ha invitato gli stati membri della Nato a fornire a Kiev una tabella di marcia chiara sui tempi di adesione del paese all'Alleanza. "L'Ucraina sta aspettando un segnale inequivocabile" ha detto il presidente polacco.

Macron e Scholz preferiscono parlare di "prospettiva di adesione" con garanzie rimodulate, in particolare sull'automatismo articolo 5 che, dice un diplomatico francese, provocherebbe "il rischio di una terza guerra mondiale".

Quello che invece i tre leader hanno ribadito in coro è il sostegno militare, logistico e finanziario all'Ucraina. "Un sostegno convinto e senza limiti di tempo " ha precisato Macron, stimando che la controffensiva ucraina appena cominciata durerà "diverse settimane, se non mesi".

"Abbiamo intensificato le forniture di armi e munizioni, di veicoli blindati e di supporto logistico" ha proseguito Macron, aggiungendo che si sta provvedendo anche alla manutenzione delle attrezzature danneggiate durante i combattimenti. Il leader francese ha espresso la speranza che la controffensiva sia "la più vittoriosa possibile, in modo da poter poi avviare un fase negoziale nelle giuste condizioni".

Nell'entourage del capo di Stato è netta la sensazione che la Russia in questo momento non sia disposta a trattare su nulla. Per un ritorno in campo della diplomazia si guarda a dopo l'estate, in particolare al G20 previsto in India a settembre, tappa cruciale per spingere India e Cina a fare pressione su Russia.

"L'Ucraina sarà sostenuta al meglio delle nostre capacità, anche con le armi, e lo faremo per tutto il tempo necessario" ha assicurato il cancelliere tedesco, sottolineando che l'appoggio proseguirà sulla fornitura di carri armati, artiglieria e difesa aerea.

Il "triangolo" fra Macron, Scholz e Duda ha quindi voluto dare un'immagine di unità in un momento in cui le differenze rischiano invece di emergere sempre di più, anche su altri temi, a cominciare dall'immigrazione, con la Polonia che blocca l'accordo sul nuovo Patto europeo.

"Siamo uniti e ci coordiniamo strettamente l'uno con l'altro. Questa unità è la nostra forza" ha concluso Scholz. I leader sanno che non possono permettersi di dividersi davanti a Vladimir Putin.