Zaporizhzhia, situazione tesa: l'Aiea costretta a rimandare la missione di Grossi alla centrale
dalla nostra inviata Laura LucchiniKIEV - La città di Zaporizhzhia nel Sud-Est ucraino rimane il centro più caldo di questi giorni di controffensiva. A confermarlo è giunta questa mattina la notizia che il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), l’argentino Rafael Grossi, ha dovuto posticipare la sua visita alla centrale nucleare prevista per oggi.
La missione, che richiede coordinamento da parte di Mosca visto che la centrale è sotto il controllo di soldati filorussi, è stata posticipata a domani, e tra alluvione e combattimenti continui i nodi da sciogliere non sono pochi. Ieri sera Grossi ha presentato al presidente ucraino Volodymyr Zelensky un piano per superare le conseguenze dell’esplosione della diga di Nova Kakhovka.
La diga e la missione dell’Aiea
La visita di Grossi si era prefigurata immediatamente dopo l’esplosione della diga di Nova Kakhovka, che ha causato l’inondaz…
KIEV - La città di Zaporizhzhia nel Sud-Est ucraino rimane il centro più caldo di questi giorni di controffensiva. A confermarlo è giunta questa mattina la notizia che il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), l’argentino Rafael Grossi, ha dovuto posticipare la sua visita alla centrale nucleare prevista per oggi.
La missione, che richiede coordinamento da parte di Mosca visto che la centrale è sotto il controllo di soldati filorussi, è stata posticipata a domani, e tra alluvione e combattimenti continui i nodi da sciogliere non sono pochi. Ieri sera Grossi ha presentato al presidente ucraino Volodymyr Zelensky un piano per superare le conseguenze dell’esplosione della diga di Nova Kakhovka.
La diga e la missione dell’Aiea
La visita di Grossi si era prefigurata immediatamente dopo l’esplosione della diga di Nova Kakhovka, che ha causato l’inondazione delle regioni meridionali e l'abbassamento dei livelli delle acque intorno alla centrale che si trova sulla linea del fronte di guerra.
Grossi è arrivato a Kiev ieri sera dove ha incontrato il presidente ucraino. Secondo il readout della presidenza ucraina, i due hanno discusso i rischi per la centrale nucleare dopo il disastro della diga. Zelensky ha elogiato la decisione di Grossi di visitare l'impianto di persona e ispezionare la situazione sul campo.
All'indomani della distruzione della diga di Nova Kakhovka, l'Aiea ha affermato che non c’era "alcun rischio immediato" per la sicurezza nucleare della centrale. Gli esperti dell'Aiea sono sul posto per monitorare la situazione. L’approvvigionamento idrico dal fiume Dnepr è fondamentale perché rifornisce il bacino usato per raffreddare i suoi reattori nucleari. Il livello dell'acqua si è abbassato velocemente nei giorni dopo l’esplosione. L’impianto è però dotato di altre fonti d’acqua, con le quali la centrale può raffreddare i nuclei par alcuni mesi.
La linea di Zelensky e il piano di Grossi
Durante l'incontro con Grossi, Zelensky ha ribadito la sua linea: l'unico modo per garantire la sicurezza della centrale è la smilitarizzazione, de-occupazione e ripristino del controllo ucraino. Zelensky e Grossi hanno discusso le misure che possono essere adottate per ridurre al minimo il rischio di incidenti nella centrale nucleare.
Grossi, da parte sua, ha presentato ieri al presidente ucraino un programma di assistenza al Paese per superare le conseguenze della distruzione della diga di Kakhovka. "Ho presentato al presidente Zelensky un programma di assistenza all'Ucraina basato su tecniche nucleari nei settori della salute umana, della sicurezza alimentare e dell'acqua potabile, della salute degli animali, della gestione del suolo e dell'acqua e nella valutazione della salute delle infrastrutture critiche dopo l'inondazione", ha scritto su Twitter.
I due hanno infine discusso i passi necessari per ridurre al minimo i rischi alla centrale così come la proposta di inviare un gruppo di esperti dell'Aiea per valutare le conseguenze dell'esplosione della centrale idroelettrica di Kakhovka.
L’offensiva
L’attacco alla diga ha di fatto ostacolato pesantemente l’offensiva ucraina a Sud del Paese. Da allora gli sforzi dell’esercito di Kiev si sono concentrati su Zaporizhzhia, e più a Nord nel Donetsk. Secondo il bollettino serale della viceministra della Difesa Anna Malyar, “l’esercito è avanzato di un chilometro in 24 ore, riconquistando una superficie di tre chilometri quadrati in quell’area”. Anche fonti russe hanno indicato l’intensificazione dei combattimenti nella zona nelle ultime ora.