Nottingham, la strage del killer rasta: Tre morti e città assediata dalla polizia
dal nostro inviato Antonello GuerreraNOTTINGHAM - Barnaby Webber, 19 anni come l'altra vittima Grace Kumar, è una stellina del cricket dell'Università di Nottingham. Entrambi, matricole del vicino ateneo, vengono uccisi ieri alle 4 di mattina, mentre tornano dalla discoteca. A coltellate, in un "bagno di sangue" raccontano i testimoni, nella periferia Ovest di Ilkeston Road. A pochi metri da casa e da un muro di mattoncini rossi con una scritta: "The love of life. Love life".
Ma l'amatissima vita di Barnaby e quella di Grace vengono tranciate dal loro assassino. Il sospetto arrestato, 31 anni, un "nero con i capelli rasta" secondo il Telegraph, un "immigrato di origine africana già responsabile di atti violenti" secondo Gb News, viveva sulla stessa strada, pochi numeri più su. Una casa fatiscente, con le finestre polverose e una scarpa bianca a tacco alto sul davanzale. La porta è a terra perché l'h…
NOTTINGHAM - Barnaby Webber, 19 anni come l'altra vittima Grace Kumar, è una stellina del cricket dell'Università di Nottingham. Entrambi, matricole del vicino ateneo, vengono uccisi ieri alle 4 di mattina, mentre tornano dalla discoteca. A coltellate, in un "bagno di sangue" raccontano i testimoni, nella periferia Ovest di Ilkeston Road. A pochi metri da casa e da un muro di mattoncini rossi con una scritta: "The love of life. Love life".
Ma l'amatissima vita di Barnaby e quella di Grace vengono tranciate dal loro assassino. Il sospetto arrestato, 31 anni, un "nero con i capelli rasta" secondo il Telegraph, un "immigrato di origine africana già responsabile di atti violenti" secondo Gb News, viveva sulla stessa strada, pochi numeri più su. Una casa fatiscente, con le finestre polverose e una scarpa bianca a tacco alto sul davanzale. La porta è a terra perché l'ha sfondata l'antiterrorismo in un blitz. Zoraiz, 21 anni, studente e calciatore della Nottingham University, ci passa davanti, tornando a casa: "Molti studenti vivono qui, me compreso", ci dice, "in questa zona non ho mai avuto problemi. All'università siamo tutti sotto shock".
Ma l'unico sospetto di questa strage ha fatto di peggio: dopo aver ucciso i due giovani, probabilmente scelti a caso, "è salito con calma nella sua auto", racconta un altro testimone, e all'alba è andato dall'altra parte della città, Magdala Road, periferia Est. Lì, intorno alle 5 di mattina uccide a caso un 50enne e gli ruba il furgone. Con il quale, in un quartiere ancora diverso di Nottingham - Milton Street, pieno centro - travolge i pedoni alla fermata del bus: tre feriti, di cui uno gravissimo, oltre ai tre morti di due ore prima. Alla fine, viene fermato, taserato e arrestato, "dopo alcuni colpi di pistola", in un'ennesima zona, Bentrick Road, periferia Nord-Ovest. Risultato: mezza Nottingham va praticamente in lockdown per tutta la mattinata.
Una folle mattanza che neanche la polizia riesce a spiegarsi: "Non conosciamo ancora i motivi, tutte le ipotesi restano aperte, è una vicenda terribile e stiamo collaborando con l'antiterrorismo, anche se in questi casi è la prassi". Un attentato o la furia di uno squilibrato a questo punto restano le uniche due ipotesi, visto che le vittime dei tre singoli attacchi non avevano alcun legame, qui nella città di Robin Hood e dei "Garibaldini". Ossia i calciatori del Nottingham Forest, che si definiscono così in onore del coraggio del patriota italiano Garibaldi e delle camicie rosse risorgimentali ai tempi della fondazione del club nel 1865.
Osman è sconvolto: "Il mio takeaway è proprio di fronte a dove hanno ucciso i due ragazzi", ci racconta balbettando, "e chissà quante volte ho servito Barnaby e Grace. A quell'ora, molti giovani tornano dal centro dopo la discoteca e si fanno un kebab prima di rientrare a casa o negli studentati". Il quartiere pare losco: la zona universitaria è stretta tra capannoni, officine e fabbriche abbandonati. "Ogni tanto ci sono ubriachi", continua Osman, "ma mai seri problemi di criminalità". Centinaia di studenti commossi, intanto, posano fiori sull'altare della chiesa di San Pietro, in una veglia improvvisata.
Sembra un romanzo di Agatha Christie. Invece, questa città nel cuore delle Midlands è patria di altri colossi della letteratura come Lord Byron, D. H. Lawrence e il ribelle incazzato Alan Sillitoe. Una ex capitale delle fabbriche di lacci, decaduta come tante altre negli ultimi anni qui. Ma ancora uno dei centri più autentici d'Inghilterra, e da ieri anche di un horror ancora senza spiegazione. Il primo ministro Rishi Sunak si dice "scioccato", il presidente francese Macron manda le condoglianze "per questo orrendo attacco contro i nostri amici britannici".
Un giovane nero e rasta che vive su Ilkeston Road e si fa chiamare "nessuno" ci spiega: "Questo è il crocevia di tutte le contraddizioni di Nottingham: sulla collina c'è il quartiere posh, dove sono stati ammazzati i due 19enni invece è la via degli studenti. E a fianco... quello lo chiamiamo "the ghetto"... amico, non sai mai cosa può capitarti lì". Una donna con lui, con un bambino in braccio, annuisce, ma precisa: "Sono certa che sia stato terrorismo. Qui ne vediamo ogni giorno di tutti i colori, ma mai un massacro del genere. Non è criminalità".