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Ecuador, colpo di scena alle pompe funebri: una donna dichiarata morta si sveglia nella bara

La famiglia aveva già organizzato il funerale. La veglia si trasforma in una festa quando apre gli occhi "stralunata". L'imbarazzo del medico che aveva redatto il certificato di decesso dopo l'ictus
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“Guardate, si muove. Ma sì, le dita, e adesso le mani. Mamma, mamma, svegliati! Respira, ecco, tranquilla. Ma sei viva!”. Sconcerto e poi scene di giubilo nella sala dell’impresa di pompe funebri dove veniva vegliata, prima dell’estremo addio, la signora Bella Montoya, 76 anni, ufficialmente morta per un ictus. La sorpresa e le grida emozionate del figlio Gilbert Balteràn, 37 anni, hanno fatto il giro d Babahoyo, piccolo centro nell’entroterra dell’Ecuador, 100 chilometri da Guayaquil.  

La scoperta è avvenuta cinque ore dopo che la donna era stata dichiarata morta dal medico che l’aveva in cura in ospedale per una grave crisi respiratoria. Ricoverata in fretta e furia per un attacco, Bella era stata assistita a dovere ma poi, nel corso della notte, aveva avuto una nuova crisi culminata con un ictus. Il sanitario non aveva potuto fare altro che registrare il decesso con tanto di referto medico.

“Guardate, si muove. Ma sì, le dita, e adesso le mani. Mamma, mamma, svegliati! Respira, ecco, tranquilla. Ma sei viva!”. Sconcerto e poi scene di giubilo nella sala dell’impresa di pompe funebri dove veniva vegliata, prima dell’estremo addio, la signora Bella Montoya, 76 anni, ufficialmente morta per un ictus. La sorpresa e le grida emozionate del figlio Gilbert Balteràn, 37 anni, hanno fatto il giro d Babahoyo, piccolo centro nell’entroterra dell’Ecuador, 100 chilometri da Guayaquil.  

La scoperta è avvenuta cinque ore dopo che la donna era stata dichiarata morta dal medico che l’aveva in cura in ospedale per una grave crisi respiratoria. Ricoverata in fretta e furia per un attacco, Bella era stata assistita a dovere ma poi, nel corso della notte, aveva avuto una nuova crisi culminata con un ictus. Il sanitario non aveva potuto fare altro che registrare il decesso con tanto di referto medico.

Avvertita, la famiglia aveva organizzato il funerale con tanto di locandine appese per il paese e messa programmata per il giorno dopo. La salma della donna è stata trasferita nella sede dell’agenzia contattata per preparare le esequie e piazzata nella bara al centro della camera ardente. Parenti, amici e conoscenti sono venuti a fare le loro condoglianze ma una volta rimasti soli, il figlio con le sorelle hanno deciso di cambiare d’abito alla madre per preparala degnamente alla cerimonia.

“Avevamo deciso di farle indossare il suo vestito più bello, quello che amava di più”, ricorda al El Universal Gilbert. “A un certo punto ho visto che muoveva un dito, e poi la mano intera. Lei ha aperto gli occhi: era stralunata, respirava a fatica, non capiva dove si trovava. Ho gridato, l’ho aiutata a sollevarsi. Era viva”.

La veglia si è trasformata in una festa. Con la gente che tornava a vedere se fosse vera la notizia che aveva iniziato a circolare in tutta Babahoyo. È accorso anche il medico che l’aveva curata e che aveva steso il referto di morte, indicando arresto circolatorio avvenuto dopo il sopraggiungere di un ictus. Felice anche lui di essersi sbagliato ma anche visibilmente imbarazzato per un errore per fortuna positivo.

Gli esperti consultati dalla Bbc che ha ripreso la notizia sostengono che non si tratta di un caso raro. È già avvenuto, nel recente passato, di assistere a un risveglio di qualcuno dato per morto. Nulla di miracoloso, anche se chi ha questo tipo di esperienza, è portato a crederlo. Nel febbraio scorso unadonna di 82 anni ha ripreso a respirare tre ore dopo essere stata dichiarata defunta in una casa di cura a New York.

“La morte”, dice al sito britannico Stephen Hughes, docente di medicina presso la School of Medicine della Anglia Ruskin University di Chelmsford, “è un processo. A volte qualcuno può sembrare morto ma in realtà non lo è ancora del tutto”. Di solito dopo aver ascoltato il polso i medici sentono il cuore e poi osservano se e quanto il paziente respira. “Se tutto questo è assente, allora si può affermare che clinicamente sono morti”, spiega ancora Hughes alla Bbc. Non era il caso della signora Montoya che, frastornata ma sorridente, è tornata alla vita.