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Mauritania, dove il divorzio è donna e si festeggia come un matrimonio

Una donna del villaggio di Mafoundou in Mauritania 
Nel Paese musulmano quasi la metà delle persone di sesso femminile ha interrotto l'unione almeno una volta. Ma c'è chi lo ho fatto fino a venti. Ogni volta si celebra con un grande party, così gli uomini sanno che le ex spose sono pronte a nuove relazioni
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Un Paese musulmano quasi al 100% della sua popolazione. E molto conservatore. Eppure, le donne divorziano liberamente e senza remore: la Mauritania, terra desertica, abitata da 4,6 milioni di abitanti, è il Paese del mondo dove tradizionalmente si divorzia di più.

Iszeleke Jeilaniy è una giovane donna di Ouadane, paesone di poche migliaia di persone, in pieno deserto, a più di 600 km a nord-est da Nouakchott, la capitale. Un reportage pubblicato dal New York Times racconta la sua festa di divorzio. Sì, perché in Mauritania, quando la donna prende quella decisione, festeggia, come se si sposasse. L’obiettivo è lanciare un messaggio alla comunità: lei è di nuovo libera e pronta ad …

Un Paese musulmano quasi al 100% della sua popolazione. E molto conservatore. Eppure, le donne divorziano liberamente e senza remore: la Mauritania, terra desertica, abitata da 4,6 milioni di abitanti, è il Paese del mondo dove tradizionalmente si divorzia di più.

Iszeleke Jeilaniy è una giovane donna di Ouadane, paesone di poche migliaia di persone, in pieno deserto, a più di 600 km a nord-est da Nouakchott, la capitale. Un reportage pubblicato dal New York Times racconta la sua festa di divorzio. Sì, perché in Mauritania, quando la donna prende quella decisione, festeggia, come se si sposasse. L’obiettivo è lanciare un messaggio alla comunità: lei è di nuovo libera e pronta ad altre unioni. E così Izeleke ha chiamato l’artista che le fa i tatuaggi con l’henné sulla pelle, per prepararla alla festa. Guardano insieme lo smartphone per ottenere i dettagli precisi del motivo che la donna ha selezionato. Izeleke ha aspettato tre mesi per finalizzare il divorzio, come previsto dalla legge. Ha deciso di separarsi dal marito, perché era troppo geloso e certe volte si rifiutava addirittura a farla uscire. La festa di divorzio si è oggi aggiornata ai tempi del selfie, che la divorziata fa e invia sui social, per diffondere più in fretta la voce che è disponibile a un nuovo matrimonio.

Non ci sono dati affidabili, ma sarebbe quasi la metà delle donne della Mauritania a essersi già divorziata almeno una volta. E ce ne sono che ne vivono cinque o dieci o fino a venti, nel corso della loro esistenza. Questo avviene in un Paese dove l’alcool è vietato e l’apostasia e la blasfemia sono puniti con la pena di morte. Il divorzio è diffuso soprattutto tra i Mori, che costituiscono il 70% della popolazione. Si dividono in Mori neri o Haratin (“uomini liberati”: di discendenza berbera e africana, erano schiavi), che costituiscono il 40% dei mauritani. E Mori bianchi o Bidan (il 30%), che discendono dagli arabi. Tra i gruppi africani (come i Fulbe e i Wolof), di cui è composto il resto della popolazione, il divorzio, invece, non è frequente.

Secondo Nejwa El Kettab, sociologa specializzata nel ruolo delle donne nella Mauritania, la comunità dei Mori “ha ereditato tendenze matriarcali dai loro antenati berberi”. “Per una giovane donna essere divorziata non è un problema – continua la studiosa -. Anzi, è vista come più esperta e, quindi, più desiderabile”. Il divorzio, in ogni caso, è anche la risposta a un problema della Mauritania: il fatto che il primo matrimonio sia spesso forzato. I genitori scelgono il marito per la figlia (un terzo delle donne si sposa intorno ai 18 anni). Dopo poco tempo, se non funziona, lei divorzia e prende coscienza anche di quello che vuol fare nella vita. È quello che è successo da giovane a Salka Bilale, la madre di Izeleke. Si era sposata troppo presto e non aveva potuto studiare, come avrebbe voluto. Dopo aver avuto cinque figli, si è divorziata, ha aperto un piccolo negozio e a un certo momento è riuscita a finanziare i suoi studi da farmacista. Alla soglia dei sessant’anni è stata finalmente assunta nell’ospedale che è stato appena inaugurato a Ouadane.

Certo, non è stato facile. L’ex marito, ormai defunto, inizialmente non le dava nulla per i figli e poi appena 30 dollari al mese. Le donne in genere hanno la priorità sui mariti per la custodia di eventuali figli dopo il divorzio. Ma, sebbene gli uomini debbano pagare per il mantenimento della prole, l’applicazione della legge è inefficace e sono le donne che spesso finiscono a sostenere l’onere finanziario. O, molto spesso, i nuovi mariti.

Alla festa di Izeleke le donne (sono solo loro a parteciparvi) intingono i datteri nella panna in scatola. Poi mangiano carne di cammello. E cantano e ballano. La Mauritania è una terra di poeti. “Ci sono così tante poesie sulla seduzione delle donne divorziate”, sottolinea Elhadj Ould Brahim, professore di antropologia culturale all’università di Nouakchott. Il suo Paese è in netto contrasto con gran parte del mondo musulmano, “compresi i Paesi vicini al nostro, come il Marocco, dove lo stigma sociale è fortissimo per la donna che decide di divorziare: è come morire”. A proposito: alla festa di Izeleke guardano proclamare una poesia sul tema del divorzio. Ma ormai solo su Snapchat.