Ucraina, aspettano per ore il comandante sull'attenti: il massacro dei soldati russi
di Gianluca Di FeoLi hanno fatti schierare all’aperto, come se fosse una parata: tanti soldati russi allineati in una raduna, pronti a fare il present’arm a un generale. Ma il comandante se l’è presa comoda, accumulando un lungo ritardo, forse ore. E nel frattempo i suoi solerti subordinati hanno lasciato i fanti in bella mostra.
Un bersaglio che non poteva sfuggire agli occhi elettronici dei droni ucraini: giusto il tempo di trasmettere le coordinate e sul raggruppamento sono piovuti i proiettili dell’artiglieria, provocando dozzine di vittime. Si parla addirittura di cento morti e di altrettanti feriti.
Un massacro insensato. Sembra il racconto di un libro sulla follia bellica, nello stile di “Comma 22”, o di film come “Uomini contro” e, per restare nella stessa area geografica dell’attuale conflitto, “I seicento di Balaklava”. Una vicenda incredibile, che testimonia il disprezzo di alcuni ufficiali russi verso la vita dei…
Li hanno fatti schierare all’aperto, come se fosse una parata: tanti soldati russi allineati in una raduna, pronti a fare il present’arm a un generale. Ma il comandante se l’è presa comoda, accumulando un lungo ritardo, forse ore. E nel frattempo i suoi solerti subordinati hanno lasciato i fanti in bella mostra.
Un bersaglio che non poteva sfuggire agli occhi elettronici dei droni ucraini: giusto il tempo di trasmettere le coordinate e sul raggruppamento sono piovuti i proiettili dell’artiglieria, provocando dozzine di vittime. Si parla addirittura di cento morti e di altrettanti feriti.
Un massacro insensato. Sembra il racconto di un libro sulla follia bellica, nello stile di “Comma 22”, o di film come “Uomini contro” e, per restare nella stessa area geografica dell’attuale conflitto, “I seicento di Balaklava”. Una vicenda incredibile, che testimonia il disprezzo di alcuni ufficiali russi verso la vita dei loro uomini, trattati letteralmente come “carne da cannone”.
A rivelarla però non è stata la propaganda di Kiev, prodiga di notizie sui fallimenti degli avversari: la notizia è stata diffusa dai blogger militari russi, che hanno dato voce all’ira di “radio fante”. “Quel reparto - scrivono - ha avuto meno vittime in battaglia di quelle causate dalla stupidità criminale del comandante di divisione”.
Alcuni dei blogger di Mosca hanno chiamato in causa il comandante del ventesimo corpo d’armata: il maggiore generale Sukhrab Akhmedov, uno degli ufficiali più controversi. Sarebbe stato lui a ordinare la cerimonia per pronunciare un discorso di incitamento prima del trasferimento al fronte: un’occasione per farsi riprendere dagli operatori tv ed esaltare il suo ruolo di condottiero.
Era già stato contestato per le perdite subite lo scorso novembre dalla 155ma brigata della fanteria di marina, che avrebbe spedito all’attacco in colonne troppo esposte al fuoco nemico. Secondo Grey Zone, uno dei canali Telegram più seguiti, è stato promosso nello scorso febbraio grazie a rapporti gonfiati sui suoi meriti. Allo stesso tempo, Akhmedov è malvisto per le sue origini caucasiche dalla maggioranza degli altri ufficiali russi.
I “MilBlogger” sono i nuovi protagonisti della comunicazione sul conflitto. Lo dimostra il fatto che Vladimir Putin per la seconda volta li abbia convocati al Cremlino e si sia confrontato con loro: una circostanza che dimostra la diffidenza del presidente rispetto ai resoconti trasmessi a lui dalle forze armate e mette anche in luce la necessità di trovare formule diverse per alzare il morale delle truppe.