Non solo George Floyd, il report della Giustizia Usa sulla polizia di Minneapolis: violenza, sparatorie e razzismo
di Massimo BasileNEW YORK - Uso "sconsiderato" della forza, sparatorie immotivate, "esagerata applicazione" del taser per immobilizzare le persone, arrestati presi a pugni, persone diabetiche trascinate come sacchi, episodi di razzismo, denunce ignorate. Il ritratto sconvolgente della polizia di Minneapolis, Minnesota, non viene da qualche organizzazione no-profit, ma dal dipartimento della Giustizia americana.
Le 89 pagine del report pubblicate oggi sono il risultato di quasi due anni di inchieste portati avanti dagli investigatori federali e partite dal caso che aveva portato i riflettori su questa città dell'America rurale: la morte di George Floyd, l'americano ucciso dalla polizia nel maggio 2020 durante l'arresto per strada avvenuto dopo che l'uomo era sospettato di aver smerciato venti dollari falsi.
NEW YORK - Uso "sconsiderato" della forza, sparatorie immotivate, "esagerata applicazione" del taser per immobilizzare le persone, arrestati presi a pugni, persone diabetiche trascinate come sacchi, episodi di razzismo, denunce ignorate. Il ritratto sconvolgente della polizia di Minneapolis, Minnesota, non viene da qualche organizzazione no-profit, ma dal dipartimento della Giustizia americana.
Le 89 pagine del report pubblicate oggi sono il risultato di quasi due anni di inchieste portati avanti dagli investigatori federali e partite dal caso che aveva portato i riflettori su questa città dell'America rurale: la morte di George Floyd, l'americano ucciso dalla polizia nel maggio 2020 durante l'arresto per strada avvenuto dopo che l'uomo era sospettato di aver smerciato venti dollari falsi.
Due anni dopo i poliziotti di Minneapolis uccisero un asiatico di 52 anni con problemi mentali e ubriaco, che si era asserragliato a casa da dove aveva sparato con il fucile. Nel 2018 avevano freddato Thurman Blevins, afroamericano di 31 anni, dopo un inseguimento a piedi. E nel 2022 Amir Lock, 22 anni, durante un'irruzione nell'appartamento sbagliato. Un uomo con problemi mentali che si era accoltellato, colpendosi al collo, era stato prima colpito con il taser e poi riempito di pallottole da due agenti. Un altro poliziotto aveva sparato verso un'auto con sei persone a bordo, senza accertarsi se fossero quelli segnalati da una telefonata. Non lo erano.
Tra queste, un ispanico, in evidente stato di alterazione, che stava prendendo a calci una macchina e si era presentato come il "Creatore". Mentre stava discutendo con un agente, tenendo in mano una lattina di birra, l'uomo era stato afferrato da dietro, bloccato con una presa al collo. Alla fine l'ispanico era svenuto. Questo uso della forza, secondo i procuratori federali, è stato ritenuto "immotivato".
"Abbiamo ragionevoli dubbi - si legge nel report - che la polizia di Minneapolis abbia seguito pratiche di condotta che violano la Costituzione e la legge federale". "Le pratiche che abbiamo osservato - ha commentato l'attorney general Merrick Garland - hanno reso possibile ciò che è successo a George Floyd". Il report indica anche soluzioni, come una più rigida selezione dei poliziotti e un addestramento migliore. Il sindaco, Jacob Frey, ha promesso di cambiare le cose. Brian O'Hara, nuovo capo della polizia di Minneapolis, ha aggiunto: "Cambieremo la narrazione che riguarda la polizia della nostra città".