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Colombia, il tour operator tedesco che organizza viaggi sulla strada della morte dei migranti

Nella prima metà del 2023 oltre 166mila persone hanno attraverso il Darien Gap, la fitta foresta per raggiungere il Messico e la frontiere Usa. I turisti pagano 3.500 dollari per rischiare la vita
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La proposta è questa: indossi vestiti adatti alla giungla, ti diamo un telefono satellitare in caso di emergenze, ti forniamo anche un'assicurazione che prevede l'uso di un elicottero per portarti in salvo, ti garantiamo un bel po' di adrenalina perché ti metti in gioco. Una vera sfida. Una prova di forza. Come uno sport estremo. Solo che si tratta di attraversare a piedi il Darien Gap, la fitta giungla che separa la Colombia dal Guatemala, quella percorsa ogni giorno da centinaia di immigrati irregolari. Disperati che sfidano anche la morte pur di raggiungere il Messico e da qui la frontiera sud degli Stati Uniti. Un vero inferno. Per il cado atroce e l'umidità che ti entra nelle ossa, per gli insetti che ti mordono la pelle, per i serpenti e altri animali che puoi incontrare lungo il cammino. Per le gang di predatori appostati nel percorso pronti ad assaltarti e svuotarti di tutto, vestiti compresi. Senza considerare altre violenze, le tensioni c…

La proposta è questa: indossi vestiti adatti alla giungla, ti diamo un telefono satellitare in caso di emergenze, ti forniamo anche un'assicurazione che prevede l'uso di un elicottero per portarti in salvo, ti garantiamo un bel po' di adrenalina perché ti metti in gioco. Una vera sfida. Una prova di forza. Come uno sport estremo. Solo che si tratta di attraversare a piedi il Darien Gap, la fitta giungla che separa la Colombia dal Guatemala, quella percorsa ogni giorno da centinaia di immigrati irregolari. Disperati che sfidano anche la morte pur di raggiungere il Messico e da qui la frontiera sud degli Stati Uniti. Un vero inferno. Per il cado atroce e l'umidità che ti entra nelle ossa, per gli insetti che ti mordono la pelle, per i serpenti e altri animali che puoi incontrare lungo il cammino. Per le gang di predatori appostati nel percorso pronti ad assaltarti e svuotarti di tutto, vestiti compresi. Senza considerare altre violenze, le tensioni con chi ti precede o ti segue, la possibilità di essere rapito, il riscatto da pagare, le minacce di torture e stupri. 

Ma il rischio affascina. Cattura e stimola. Lo hanno capito i dirigenti di una compagnia di viaggi con sede a Colonia. Si chiama "Wandermut" e grazie alla rinomata efficienza tedesca ti garantisce un ottimo risultato. Il tutto costa 3.500 euro. Più o meno la stessa cifra che devono sborsare quei dannati che in condizioni ben più difficili, senza assistenza, scivolando nel fango, aggrappati alle radici degli alberi per superare dirupi nella foresta più fitta del Continente, compiono ogni giorno.

Turisti come immigrati. Il viaggio della speranza. Provare sulla propria pelle quello che provano decine di migliaia di disperati. Se lo sapesse questo fiume di uomini e donne, spesso accompagnate da bambini di pochi anni, penserebbe a una follia. Una proposta suicida per gente annoiata da una vita senza più emozioni e afflitta dai propri affanni. La notizia è riportata dalla cronista colombiana de El Pais Catalina Oquendo che a sua volta la riprende dal reportage di una collega tedesca, Katja Döhne, realizzato proprio facendo il viaggio del Darien Gap proposto dalla "Wadermut". La sua vuole essere una denuncia più che l'esaltazione un'avventura da brividi. "L'agenzia", racconta Döhne, "lo dice chiaramente: possono partecipare solo coloro che sono abbastanza in forma e disposti a correre dei rischi. Perché è una sfida alla morte, i pericoli sono in agguato costante. La chiamano la startup dell'estremo".

La giornalista tedesca racconta la sua esperienza fatta con altri 12 turisti che si erano prenotati per il tour. Il percorso non è quello seguito dai migranti. La strada è più facile e semplice. Lo scopo resta comunque identico: misurarsi con la sopravvivenza. Ma protetti da precise garanzie. Un po' come nella nostra "Isola dei famosi". Ti buttano nella giungla, giungla vera, e ti devi arrangiare. Nel suo documentario, Katja Döhne si chiede cosa attiri le persone a rischiare tutto per 3.500 euro. Accenna ai danni ambientali che possono provocare, alla confusione che l'intera organizzazione creerà per mettere a punto la serie di viaggi. Ma non si sofferma sul contrasto stridente che c'è tra chi affronta per puro divertimento la sfida del Darien Gap e chi è costretto a farlo per fuggire dalla fame e dalla violenza. Solo nel 2023, ricorda El Pais, secondo il Centro migrazioni di Panama, lungo questo sentiero sono passate 166.649 persone. La maggioranza venezuelani, haitiani, salvadoregni, honduregni, cubani. Ma ci sono tantissimi africani, afghani e siriani. Tra gennaio 2018 e giugno 2023 sono morte o scomparse 258 persone, di cui 41 minorenni.