“Tel Aviv è in Palestina”, Ryanair si scusa per l’annuncio della hostess che sconvolge i passeggeri
di Veronica Stigliani“Stiamo per atterrare a Tel Aviv, in Palestina”. Doveva suonare più o meno così l’annuncio ripetuto almeno due volte, in italiano e in inglese, pronunciato da una hostess a bordo di un volo Ryanair che il 10 giugno partiva da Bologna verso Israele.
I passeggeri, sconvolti, hanno chiesto a gran voce una rettifica. Che la giovane impiegata della compagnia irlandese, impossibile da identificare perché priva di targhetta con il nome, si sarebbe rifiutata di offrire. Scatenando un putiferio, con gli israeliani a bordo del velivolo che tentavano di fotografarla senza riuscirci, a causa del divieto di alzarsi dal posto assegnato quando si sorvola Israele.
[[ge:rep-locali:repubblica:399627911]]Le polemiche sono continuate anche dopo l’atterraggio. Per gli israeliani l'uso del nome Palestina rappresenta il non riconoscimento dello Stato ebraico ed è una chiara provocazione per chi abita quei territori. Alcuni media israeliani hanno esplicitamente invitato a boicottare la compagnia aerea se non…
“Stiamo per atterrare a Tel Aviv, in Palestina”. Doveva suonare più o meno così l’annuncio ripetuto almeno due volte, in italiano e in inglese, pronunciato da una hostess a bordo di un volo Ryanair che il 10 giugno partiva da Bologna verso Israele.
I passeggeri, sconvolti, hanno chiesto a gran voce una rettifica. Che la giovane impiegata della compagnia irlandese, impossibile da identificare perché priva di targhetta con il nome, si sarebbe rifiutata di offrire. Scatenando un putiferio, con gli israeliani a bordo del velivolo che tentavano di fotografarla senza riuscirci, a causa del divieto di alzarsi dal posto assegnato quando si sorvola Israele.
[[ge:rep-locali:repubblica:399627911]]Le polemiche sono continuate anche dopo l’atterraggio. Per gli israeliani l'uso del nome Palestina rappresenta il non riconoscimento dello Stato ebraico ed è una chiara provocazione per chi abita quei territori. Alcuni media israeliani hanno esplicitamente invitato a boicottare la compagnia aerea se non fossero state presentate delle scuse ufficiali.
L’amministratore delegato Eddie Wilson ha quindi indirizzato una lettera al centro ebraico Simon Wiesenthal Center, che pure si era lamentato dell’incidente, assicurando che l’errore fosse “inspiegabile ma innocente, senza sfumature o intenti politici", opera di una neo dipendente a livello junior.
Wilson ha dichiarato che Israele è un "partner importante" per Ryanair, aggiungendo che è la seconda compagnia aerea del Paese mediorientale. Solo a ottobre l’azienda aveva annunciato che avrebbe ampliato la sua offerta di voli per Tel Aviv, arrivando a 200 a settimana da 25 città europee.
[[ge:rep-locali:repubblica:386164000]]Nonostante le scuse, il caso rimane aperto. Il rabbino Abraham Cooper, presidente associato del Centro Simon Wiesenthal, ha dichiarato: "Come reagirebbe Ryanair se il suo assistente su un volo per Dublino annunciasse più volte che i passeggeri arriveranno presto nel Regno Unito?".
I passeggeri si sono detti “nauseati” dall’episodio - “non abbiamo comprato i biglietti per sentire opinioni antisioniste” -, e la polemica continua a infiammare i social. “Per favore, non volate con Ryanair, gli irlandesi continuano la loro famosa solidarietà con la Palestina”, scrive qualcuno. Il Ceo di The Abraham Global Peace Initiative, Avi Abraham Benlolo, ha scritto “Siamo disgustati dal personale di Ryanair. Quello che è successo è antisemita e merita delle scuse”.
Ma la questione è inevitabilmente divisiva. Altri utenti si schierano con la giovane hostess. Tra i diversi post che esprimono il sostegno alla posizione presa dalla ragazza, più o meno volontariamente, uno è: "Grazie Ryanair per aver fatto la cosa giusta, chiamando lo Stato con il suo nome originale: Palestina”.