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Perché il mondo rischia una nuova Guerra fredda. Ma stavolta sarà peggio

Il mondo è più multipolare che bipolare, a differenza di quando prevalse il blocco occidentale. Ma ci sono mosse che gli Usa possono ora fare per evitare lo scontro
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Una nuova Guerra fredda ci appare ormai quasi inevitabile. Le tensioni tra la Cina e gli Stati Uniti aumentano di pari passo con il crescere della potenza e delle ambizioni di Pechino. Con l'invasione dell'Ucraina, la Russia ha avvelenato le sue relazioni con l'Occidente e questo ha spinto Mosca e Pechino ad avvicinarsi, contrapponendo il blocco democratico che fa riferimento agli Stati Uniti a quello autocratico che fa riferimento a Cina e Russia.

Come aveva già fatto nel XX secolo, Washington si stringe agli alleati in Europa e in Asia per contenere le ambizioni dei suoi rivali, ma una Guerra fredda tra gli Stati Uniti e un blocco sino-russo oggi potrebbero avere un costo ancora più alto e rivelarsi più pericolosi della precedente crisi tra America e Unione Sovietica.

[[ge:rep-locali:repubblica:404872252]]Washington non deve cedere a questa prospettiva, ma piuttosto fare un passo indietro, riflettere sulla posta in gioco ed elaborare un piano per evitare una rottura geopol…

Una nuova Guerra fredda ci appare ormai quasi inevitabile. Le tensioni tra la Cina e gli Stati Uniti aumentano di pari passo con il crescere della potenza e delle ambizioni di Pechino. Con l'invasione dell'Ucraina, la Russia ha avvelenato le sue relazioni con l'Occidente e questo ha spinto Mosca e Pechino ad avvicinarsi, contrapponendo il blocco democratico che fa riferimento agli Stati Uniti a quello autocratico che fa riferimento a Cina e Russia.

Come aveva già fatto nel XX secolo, Washington si stringe agli alleati in Europa e in Asia per contenere le ambizioni dei suoi rivali, ma una Guerra fredda tra gli Stati Uniti e un blocco sino-russo oggi potrebbero avere un costo ancora più alto e rivelarsi più pericolosi della precedente crisi tra America e Unione Sovietica.

[[ge:rep-locali:repubblica:404872252]]Washington non deve cedere a questa prospettiva, ma piuttosto fare un passo indietro, riflettere sulla posta in gioco ed elaborare un piano per evitare una rottura geopolitica che aumenterebbe notevolmente il rischio di una guerra tra grandi potenze e lascerebbe questo mondo globalizzato troppo diviso per poter gestire i problemi comuni. Mosca ha già lanciato il guanto di sfida invadendo l'Ucraina, ma le relazioni tra gli Stati Uniti e la Cina, divenuta la principale concorrente in virtù di una costante crescita economica e militare, non sono ancora giunte a un limite irreparabile.

La Cina è un rivale più formidabile di quanto lo sia mai stata l'Unione Sovietica. Il Pil sovietico raggiungeva appena il 60 per cento del Pil statunitense, mentre l'economia cinese, se mantiene il trend attuale, è destinata a superare quella americana nel prossimo decennio. E in quanto ai progressi tecnologici, l'Unione Sovietica non è mai stata in grado di tenere il passo dell'Occidente, mentre la Cina sta sviluppando un settore dell'high-tech alla pari con quello Usa.

[[ge:rep-locali:repubblica:404327810]]Certo, l'economia cinese sta rallentando e sarà appesantita dal debito interno e dal declino demografico, ma con una popolazione più che quadrupla rispetto a quella degli Stati Uniti è probabile che la Cina superi in modo significativo l'America in termini di produzione economica nella seconda metà del secolo.

Anche se la Cina è ancora molto indietro rispetto agli Stati Uniti in termini di peso e di portata geopolitica, la storia ci insegna, purtroppo, che la crescita economica delle grandi potenze è sempre accompagnata da ambizioni geopolitiche espansive. La Cina è sulla buona strada. La sua marina militare ha più navi da guerra di quella Usa e la sua aeronautica è la terza più grande del mondo. Le forze armate cinesi sono già in grado di tenere testa a quelle americane nel Pacifico occidentale.

[[ge:rep-locali:repubblica:403454015]]La posizione strategica della Cina trarrà vantaggio anche dal lavoro di squadra con la Russia. All'epoca della Guerra fredda, il contrasto quasi continuo tra la Cina e l'Urss divise il blocco comunista. Mosca non poteva collaborare con Pechino contro l'Occidente. Oggi, invece, Cina e Russia sono partner stretti.

La Russia, ora isolata economicamente e diplomaticamente dall'Occidente, è sempre più dipendente dalla Cina. Se dovesse emergere una nuova Guerra fredda, l'Occidente si troverà probabilmente ad affrontare un blocco autocratico dall'Europa al Pacifico, costringendo gli Usa a dividere le proprie forze tra due teatri lontani.

Washington sbaglierebbe a pensare che una nuova Guerra fredda andrebbe in scena come quella del XX secolo, con le democrazie da una parte, le autocrazie dall'altra e l'Occidente in vantaggio. Durante l'ultima crisi Est-Ovest, il bipolarismo rese la competizione geopolitica prevedibile e gestibile. Dall'equilibrio tra due poli di potere dominanti emerse naturalmente una stabilità; Usa e Urss costrinsero la maggior parte dei Paesi del mondo ad allinearsi con l'uno o l'altro campo. Alla fine il campo democratico superò l'antagonista autocratico, e questo permise all'Occidente di prevalere.

[[ge:rep-locali:repubblica:402519824]]Il mondo di oggi, invece, sta diventando più multipolare che bipolare; se dovesse essere nuovamente afflitto da una nuova rivalità tra Est e Ovest, molti Paesi, compresi i più importanti tra quelli emergenti, probabilmente rifiuterebbero di schierarsi. Anche il sistema internazionale sarebbe molto più disordinato e imprevedibile, e quindi più difficile da gestire e stabilizzare, rispetto al mondo a due blocchi del XX secolo.

La guerra della Russia contro l'Ucraina ha aperto una finestra su questo futuro. Nonostante lo sfacciato atto di aggressione del Cremlino, più di tre quarti dei Paesi del mondo hanno scelto di rimanere in disparte, sperando di superare gli effetti dirompenti della guerra sulle forniture alimentari ed energetiche ed evitando di farsi coinvolgere in un nuovo scontro Est-Ovest.

[[ge:rep-locali:repubblica:402234108]]Alcuni Paesi, come Israele e la Turchia, stanno difendendo le relazioni con Mosca. Molti altri si mantengono nelle grazie della Cina, che con la Nuova via della seta ha aumentato notevolmente l'influenza economica e politica nel Sud del mondo. Circa due terzi dei Paesi oggi commerciano più con la Cina che con gli Usa. In molte parti del mondo in via di sviluppo, la Cina è diventata il prestatore di prima istanza, mentre tra gli indecisi ci sono importanti democrazie come India, Indonesia e Brasile.

Nella seconda metà di questo secolo, l'economia indiana diventerà probabilmente la seconda più grande del mondo dopo quella cinese, quella indonesiana sarà la quarta dopo quella americana e quella brasiliana sarà probabilmente tra le prime dieci. Washington non può dare per scontato che potenze così importanti, indipendentemente dal fatto che siano o meno delle democrazie, si schiererebbero al suo fianco nell'eventualità di uno scontro.

[[ge:rep-locali:repubblica:401643636]]Malgrado le sue credenziali democratiche, l'India non si sta allineando né con l'Occidente né con l'Oriente, ma sta cercando di fungere da ponte e da mediatore. Probabilmente, data la sua vicinanza e i suoi legami commerciali con la Cina, l'Indonesia si orienterà più verso Pechino che verso Washington. Il presidente brasiliano Lula ha dichiarato che le relazioni del suo Paese con la Cina sono "straordinarie".

Almeno per ora, gli Stati Uniti possono contare su partner di lunga data come Regno Unito, Francia, Germania e Giappone, che sono alleati fedeli, ma la loro influenza globale è in declino. Al termine della Guerra fredda, gli Stati Uniti e i loro partner detenevano quasi il 70 per cento della ricchezza globale.

Le proiezioni indicano, invece, che nel 2060 le democrazie occidentali rappresenteranno meno del 40 per cento del Pil mondiale. Inoltre, gli alleati tradizionali dell'America potrebbero non essere disposti a far valere il loro peso collettivo contro la Cina per sempre. Molti Paesi europei mantengono lucrosi legami commerciali con Pechino e si tengono a distanza dal duello geopolitico Usa-Cina.

[[ge:rep-locali:repubblica:401556138]]In quest'epoca interconnessa, le grandi potenze devono lavorare al di là delle linee di divisione ideologiche non solo per gestire il commercio globale, ma anche per affrontare altre priorità condivise, come fermare il cambiamento climatico, prevenire le pandemie e promuovere la salute globale, evitare la proliferazione nucleare e le corse agli armamenti, governare la cibersfera e gestire le migrazioni. L'inasprimento della rivalità tra grandi potenze renderebbe impossibile la governance collettiva necessaria per affrontare questi pressanti problemi transnazionali.

Gli Stati Uniti e i loro alleati hanno vinto con relativa facilità la Guerra Fredda 1.0. Washington può ora rispolverare gli stessi schemi di gioco e vincere la Guerra Fredda 2.0. Ma non sarà così facile. Se gli Stati Uniti e la Cina vogliono evitare lo scontro e lavorare insieme per controllare un mondo che sarà multipolare e interdipendente, i due Paesi dovranno imparare a vivere l'uno accanto all'altro in un sistema globale ideologicamente diverso e politicamente pluralistico.

[[ge:rep-locali:repubblica:401292923]]Gli americani dovranno fare un salto di immaginazione politica per poter coesistere con una grande potenza il cui sistema politico è per loro minaccioso e in contrasto con il loro impegno messianico a diffondere la democrazia. L'alternativa è un'insanabile frattura geopolitica e un disordine globale sempre più profondo. I due Paesi potrebbero regolarizzare i contatti militari, ad esempio, e separare le discussioni su questioni transnazionali, come il cambiamento climatico, la salute globale e il commercio, da quelle su questioni più spinose, come Taiwan e i diritti umani.

Traduzione di Luis E. Moriones
2023 The Atlantic Monthly group, Inc.

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