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La lunga estate di Odessa: “Controffensiva lenta, conviviamo con la paura”

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Vietati i bagni in mare: il crollo della diga ha reso l’acqua una trappola velenosa. Un pensiero che si aggiunge al terrore per i continui raid aerei che Mosca ha intensificato su tutto il Paese
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ODESSA - È domenica a Odessa. Ci sono 30 gradi. La musica a tutto volume riempie il lungomare di Arcadia che è un brulicare di scooter elettrici, borsoni di paglia intrecciati, granite e gonfiabili. C'è gente da tutto il Paese. Anche in Ucraina è stagione di vacanza. Eppure la parola che tutti ripetono più spesso è "stress". Basta allargare lo sguardo per capire.

La spiaggia è a tratti transennata e a tratti pattugliata alternativamente dalla polizia o dalla guardia civile. Da ieri infatti vige un nuovo divieto di balneazione: è il contraccolpo dell'esplosione della diga di Nova Kakhovka. La piena del fiume ha portato verso il mare batteri e fatto scendere la salinità, trasformando le acque in una trappola velenosa.

Ma nemmeno questo è l'aspetto che più preoccupa. La paura e lo stress hanno a che vedere con i continui raid aerei che Mosca ha intensificato su tutte le città…

ODESSA - È domenica a Odessa. Ci sono 30 gradi. La musica a tutto volume riempie il lungomare di Arcadia che è un brulicare di scooter elettrici, borsoni di paglia intrecciati, granite e gonfiabili. C'è gente da tutto il Paese. Anche in Ucraina è stagione di vacanza. Eppure la parola che tutti ripetono più spesso è "stress". Basta allargare lo sguardo per capire.

La spiaggia è a tratti transennata e a tratti pattugliata alternativamente dalla polizia o dalla guardia civile. Da ieri infatti vige un nuovo divieto di balneazione: è il contraccolpo dell'esplosione della diga di Nova Kakhovka. La piena del fiume ha portato verso il mare batteri e fatto scendere la salinità, trasformando le acque in una trappola velenosa.

Ma nemmeno questo è l'aspetto che più preoccupa. La paura e lo stress hanno a che vedere con i continui raid aerei che Mosca ha intensificato su tutte le città del Paese da quando Kiev ha lanciato la controffensiva a Est due settimane fa. A Odessa i missili Kalibr sono tornati a causare morti e feriti questa settimana, quando i detriti dei razzi russi colpiti dalla contraerea ucraina sono caduti su un supermercato sul viale Schevchenka, a cinque minuti dalla spiaggia, nel cuore civile della città.

Secondo diversi analisti occidentali, i raid di Mosca hanno un duplice scopo militare: da un lato servono a mettere in crisi la difesa missilistica fornita dall'Occidente, anche per impedire che venga spostata al fronte a supporto della controffensiva. Dall'altro puntano a colpire depositi di munizioni e carburante, officine e caserme, per ostacolare la logistica dell'azione militare.

Però queste azioni centrano anche un terzo obiettivo: "Subiamo attacchi giornalieri. Vogliono colpire il morale della città e minare la resilienza dei cittadini", commenta al telefono Attilio Malliani, consigliere per gli Affari esteri del sindaco di Odessa.

La pressione sulla popolazione è tale che questa settimana l'aeronautica militare ha annunciato un cambio nelle strategie di comunicazione dei blitz aerei, che include informazioni più dettagliate sulla direzione dei raid, il tipo di missili o droni usati: "Gli ucraini vogliono vedere costantemente chi attacca e da quale direzione", ha spiegato il portavoce Yuriy Ignat, "ci sono già alcuni canali che lo fanno in certa misura e dunque lo faremo noi in modo esaustivo perché i cittadini sono preoccupati e vogliono trovare informazioni sui canali ufficiali".

"Il fatto che ci siamo abituati non significa che faccia meno paura", commenta Elita, di 39 anni, in visita con la famiglia per il fine settimana dalla città di Mikolaiv, "le sirene suonano continuamente, e quando gli elicotteri si alzano in volo ho paura. Ci conviviamo, ma è uno stress costante. Non ci si può rilassare. Non si può pianificare nulla". Non ci si abitua mai totalmente a vivere sotto attacco così come non ci si abitua mai del tutto ai morti: "Temiamo che la controffensiva non sia rapida e intorno a noi ci sono già molte perdite", conclude.

L'affaticamento dal conflitto si mischia al nervosismo verso i successi della controffensiva, che arrivano ma sono minimi. Ieri l'esercito ucraino ha rivendicato la conquista di Piatykhatky, un villaggio nella regione di Zaporizhzhia, così come ha celebrato di aver colpito un deposito di munizioni "molto significativo" vicino alla città portuale di Henichesk. In generale, i bollettini serali della vice ministra della Difesa Anna Maljar questa settimana hanno annunciato avanzamenti che si contano in centinaia di metri.

Con qualche semplificazione, si può dire che l'opinione degli ucraini verso la controffensiva estiva si divide in due grandi gruppi. C'è chi, come Elita, teme che non si vedranno risultati nel 2023, e chi invece si aspetta una svolta prima dell'inverno.

"Qui a Odessa viviamo in costante tensione tutto il tempo. Ogni volta che suonano le sirene non posso fare a meno di pensare alla mia famiglia, dove si trova mia moglie, dove sono i figli", spiega Oleksandr, seduto a bordo piscina nello stabilimento balneare "Portofino". "Ogni attacco fa aumentare l'odio verso la Russia, le sue gerarchie, il suo governo. Abbiamo grandi speranze per la controffensiva, ma c'è una diversità tra i nostri mezzi e quelli di Mosca. Per questo confidiamo nel supporto occidentale".

A far parlare i più giovani, emergono le ferite: "Vengo da Kherson, sono scappata un anno fa. Mi chiedevo come mai avessero lasciato cadere la nostra città così velocemente. Ero così felice quando è stata riconquistata", racconta Dasha, 16 anni, "ma poi le bombe sono continuate e c'è stata l'inondazione. E ora nemmeno a Odessa ci sentiamo sicuri".