Missione franco-tedesca a Tunisi: più soldi a Saied per la lotta alla migrazione clandestina
di Leonardo MartinelliTUNISI - Ancora soldi per la Tunisia e ancora un estremo e sussiegoso rispetto per il suo presidente Kais Saied. A pochi giorni dalle visite di Giorgia Meloni (la seconda assieme a Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, e a Mark Rutte, il premier olandese), Gérald Darmanin, ministro degli Interni francese, e l’omologa tedesca Nancy Faeser sono venuti a Tunisi e oggi hanno incontrato pure loro l'enigmatico presidente tunisino.
Ebbene, la Francia ha aggiunto subito 25,8 milioni di euro sul piatto degli aiuti previsti per il controllo delle frontiere e per contenere l’emigrazione clandestina. Non solo: Darmanin ha sostenuto il punto di vista più volte ribadito da Saied (“Non faremo da guardie di frontiera per l’Europa”). Nessun accenno (neppure da parte di Faeser) alla questione del rispetto dei diritti umani a livello interno, nonostante la deriva autoritaria in corso da mesi a Tunisi.
TUNISI - Ancora soldi per la Tunisia e ancora un estremo e sussiegoso rispetto per il suo presidente Kais Saied. A pochi giorni dalle visite di Giorgia Meloni (la seconda assieme a Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, e a Mark Rutte, il premier olandese), Gérald Darmanin, ministro degli Interni francese, e l’omologa tedesca Nancy Faeser sono venuti a Tunisi e oggi hanno incontrato pure loro l'enigmatico presidente tunisino.
Ebbene, la Francia ha aggiunto subito 25,8 milioni di euro sul piatto degli aiuti previsti per il controllo delle frontiere e per contenere l’emigrazione clandestina. Non solo: Darmanin ha sostenuto il punto di vista più volte ribadito da Saied (“Non faremo da guardie di frontiera per l’Europa”). Nessun accenno (neppure da parte di Faeser) alla questione del rispetto dei diritti umani a livello interno, nonostante la deriva autoritaria in corso da mesi a Tunisi.
A lungo era stata annunciata una visita di Matteo Piantedosi, il nostro ministro degli Interni, a Tunisi proprio con Darmanin e Faeser. Ma poi il francese aveva dichiarato che i problemi con i migranti alla frontiera tra Italia e Francia dipendevano da Meloni (“Non è in grado di risolvere le questioni migratorie su cui è stata eletta”,) gettando una buona dose d’imbarazzo sulla precaria sintonia franco-italiana. E così il 15 maggio Piantedosi a Tunisi era venuto da solo.
Poi, Darmanin ha ripetuto pari pari le parole che Saied dice continuamente (e presenti anche nel comunicato che ha reso noto dopo gli incontri di oggi): “La Tunisia non sarà la guardia di frontiera dell’Europa”, che è probabilmente il desiderio più forte di Meloni. Darmanin ha lanciato un appello affinché “ci sia il numero minimo di partenze dai Paesi a sud del Sahel”.
Chi ne approfitta è Saied, che può ottenere di più, sfruttando le divisioni. Tra l'altro, Darmanin ha portato al presidente tunisino l'invito a recarsi a Parigi il prossimo fine settimana per incontrarlo; Faeser ha ricordato che “è indispensabile mettere fine alle morti in mare” e ha difeso recenti novità legislative in Germania che “facilitano l’immigrazione legale di manodopera qualificata”.