Israele e Palestina, prove di dialogo sul gas: "Svilupperemo con l'Egitto i giacimenti di Gaza"
di Rossella TercatinGERUSALEMME – Israele è disponibile a sviluppare i giacimenti di gas nelle acque in prossimità della Striscia di Gaza in collaborazione con l’Autorità nazionale palestinese (Anp) e l’Egitto.
Ad annunciarlo oggi è stato l’Ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu, che in una nota ha dichiarato che lo sviluppo va inserito “nel quadro degli sforzi esistenti tra lo Stato di Israele, l'Egitto e l'Autorità palestinese focalizzati sullo sviluppo economico palestinese e sul mantenimento della stabilità nella regione”.
[[ge:rep-locali:repubblica:368330823]]L’annuncio ha anche specificato che l’attuazione del progetto è subordinata “al coordinamento tra i servizi di sicurezza e al dialogo diretto con l'Egitto, in cooperazione con l'Anp e al completamento del lavoro del personale interministeriale guidato dal Consiglio di sicurezza nazionale, al fine di mantenere gli interessi di sicurezza e diplomatici dello Stato di Israele”.
Sebbene la notizia rappresenti solo un primo passo nella direzio…
GERUSALEMME – Israele è disponibile a sviluppare i giacimenti di gas nelle acque in prossimità della Striscia di Gaza in collaborazione con l’Autorità nazionale palestinese (Anp) e l’Egitto.
Ad annunciarlo oggi è stato l’Ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu, che in una nota ha dichiarato che lo sviluppo va inserito “nel quadro degli sforzi esistenti tra lo Stato di Israele, l'Egitto e l'Autorità palestinese focalizzati sullo sviluppo economico palestinese e sul mantenimento della stabilità nella regione”.
[[ge:rep-locali:repubblica:368330823]]L’annuncio ha anche specificato che l’attuazione del progetto è subordinata “al coordinamento tra i servizi di sicurezza e al dialogo diretto con l'Egitto, in cooperazione con l'Anp e al completamento del lavoro del personale interministeriale guidato dal Consiglio di sicurezza nazionale, al fine di mantenere gli interessi di sicurezza e diplomatici dello Stato di Israele”.
Sebbene la notizia rappresenti solo un primo passo nella direzione dello sfruttamento della riserva di gas – il cui valore secondo quanto riportato dalla stampa israeliana è pari a oltre un miliardo di dollari per 28 miliardi di metri cubi – la decisione è comunque significativa.
I giacimenti (battezzati Marine 1 e Marine 2) si trovano circa a trenta chilometri a largo di Gaza e sono stati individuati oltre vent’anni fa, dopo che l’Anp nel 1999 aveva incaricato una società britannica di condurre uno studio per verificare la presenza di gas naturale nelle acque della Striscia.
[[ge:rep-locali:repubblica:368330823]]All’epoca della scoperta, l’allora leader palestinese Yasser Arafat parlò di un “dono di Dio”. La seconda Intifada, il protrarsi del conflitto con Israele e la presa di potere a Gaza da parte di Hamas hanno finora impedito lo sfruttamento dei giacimenti.
Negli ultimi mesi però qualcosa si è mosso, tanto che già a novembre il Washington Post aveva riportato come Egitto e Anp stessero lavorando al progetto con l’obiettivo di ottenere l’assenso di Israele – anche nel contesto della fame di risorse energetiche scatenata dalla guerra in Ucraina e dalla necessità dell’Europa di emanciparsi dal gas russo.
Se finalizzato, lo sfruttamento di Marine 1 e 2 potrebbe portare ossigeno alle casse dell’Anp in gravissimo deficit e offrire un contributo decisivo a una maggiore stabilità della regione, uno scenario auspicato dagli apparati di sicurezza israeliani che considerano l’Autorità Palestinese un attore essenziale in questo senso.
[[ge:rep-locali:repubblica:401751801]]Lo stesso Netanyahu nel 2011 aveva definito il piano “positivo per la stabilità, per la prosperità e e per la pace”. Per ricordare come però il premier più longevo della storia di Israele abbia progressivamente abbracciato una retorica e posizioni sempre più intransigenti nei confronti dell’Anp è sufficiente considerare ulteriori decisioni prese dal governo israeliano nella stessa giornata di oggi.
Il consiglio dei ministri infatti ha dato il via libera a una risoluzione che affida le decisioni cruciali sulla pianificazione degli insediamenti, inclusa la possibilità di legalizzare a posteriori avamposti fondati in modo illegale, all’ultra-nazionalista Bezalel Smotrich, titolare del Dicastero delle Finanze.
Un annuncio in seguito al quale il Ministro per gli Affari Civili dell'Autorità Palestinese Hussein al-Sheikh ha dichiarato che non avrebbe partecipato a un incontro incentrato sui temi della cooperazione economica in programma per lunedì, che avrebbe dovuto essere il primo di questo tipo dal 2009.
[[ge:rep-locali:repubblica:380823587]]Sulla questione dello sfruttamento del giacimento di gas, che secondo il Washington Post potrebbe cominciare addirittura nel 2024, pesa anche l’incognita del ruolo di Hamas, che non è direttamente coinvolto nell’operazione, ma che rimane l’entità che controlla Gaza. E che continua a tenere in ostaggio due cittadini israeliani, Hisham al-Sayed e Abera Mengistu, entrambi affetti da problemi psichici, e i corpi di due soldati israeliani Hadar Goldin e Oron Shaul. La famiglia Goldin ha chiesto di non consentire lo sviluppo del progetto finché non le saranno restituite le spoglie del figlio.