✕

Kiev rallenta la controffensiva: "Pausa per riorganizzarsi". I russi attaccano Lyman e Kupyansk

(afp)
L'Ucraina ha imposto il silenzio totale sul fronte. Secondo Isw le pause operative "sono una caratteristica comune delle offensive importanti". Intanto nei cieli si sta giocando una sfida decisiva, con Mosca che ha intensificato i raid in tutto il Paese
3 minuti di lettura

ODESSA - Una pausa tattica per adeguare la controffensiva. Sarebbe questo lo scenario attuale sul fronte del conflitto ucraino secondo diversi analisti e think-tank occidentali. L’attacco di Kiev per recuperare i territori occupati dalla Russia nella prima fase della guerra potrebbe rallentare dopo aver superato la prima linea difensiva nemica, per poi riprendere con più forza. E una cosa è certa: è ancora presto per trarre conclusioni sull’esito dell’azione militare partita due settimane fa.

Il condizionale è d’obbligo in questa fase perché Kiev ha imposto il silenzio totale sul fronte: i giornalisti non hanno più accesso alle operazioni militari e le informazioni dal Ministero della Difesa nelle ultime settimane si sono limitate a un bollettino giornaliero che è una lista di avanzamenti minimi lungo tutti gli 800km di fronte.

ODESSA - Una pausa tattica per adeguare la controffensiva. Sarebbe questo lo scenario attuale sul fronte del conflitto ucraino secondo diversi analisti e think-tank occidentali. L’attacco di Kiev per recuperare i territori occupati dalla Russia nella prima fase della guerra potrebbe rallentare dopo aver superato la prima linea difensiva nemica, per poi riprendere con più forza. E una cosa è certa: è ancora presto per trarre conclusioni sull’esito dell’azione militare partita due settimane fa.

Il condizionale è d’obbligo in questa fase perché Kiev ha imposto il silenzio totale sul fronte: i giornalisti non hanno più accesso alle operazioni militari e le informazioni dal Ministero della Difesa nelle ultime settimane si sono limitate a un bollettino giornaliero che è una lista di avanzamenti minimi lungo tutti gli 800km di fronte.

Le analisi di think-tank ed esperti occidentali offrono però una chiave di lettura. Secondo quanto pubblica il  Wall Street Journal sulla base di informazioni di intelligence “le forze ucraine hanno per lo più sospeso le loro avanzate negli ultimi giorni”. Questa informazione risuona con le dichiarazioni date alla stampa lo scorso venerdì dal capo dell’intelligence militare estone, il colonnello Margo Gonsberg, secondo cui “nei prossimi sette giorni” non ci sarebbe stato alcun avanzamento significativo.  

Tali valutazioni sono consistenti con l’analisi degli attacchi localizzati dell’esercito di Kiev effettuata dall’Institute for the Study of War (Isw). Il think tank riferiva nei giorni scorsi che l'Ucraina non ha ancora impegnato la maggior parte delle sue forze disponibili. Le pause operative, conclude il rapporto, “sono una caratteristica comune delle grandi offensive e questa pausa non significa la fine della controffensiva ucraina”.

Infine, anche secondo l’ultimo report l’istituto britannico Rusi “Kiev deve ancora impegnare il grosso delle sue forze mentre i suoi elementi guida cercano di creare le condizioni per una svolta”. Ma il conflitto è destinato a inasprirsi man mano che le truppe ucraine si avvicinano alla seconda linea di difesa russa.

Secondo l’ultimo bilancio del ministero della Difesa le unità della brigata Tavria delle forze ucraine hanno liberato otto insediamenti nelle ultime due settimane di combattimenti nelle direzioni di Berdiansk e Melitopol. Si tratta dei villaggi di Novodarivka, Levadne, Storozheve, Makarivka, Blagodatne, Lobkove, Neskuchne e Pyatikhatki.

L’avanzamento sarebbe di 7km di profondità, per un totale di 113 km2 di territorio. La portavoce Hannah Malyar ha poi aggiunto che "il nemico ha ammassato le sue forze e sta attaccando attivamente nelle direzioni di Lyman e Kupyansk, cercando di prendere l'iniziativa. I bombardamenti sono attivi". Anche i russi attaccano e in queste aree i combattimenti sono feroci.

Mentre il fronte si sposta lentamente, nei cieli si sta giocando una sfida decisiva. Nella notte di lunedì un nuovo pesante attacco ha colpito la città di Odessa. “Quattro missili Kalibr e 4 droni Shahed  sono stati neutralizzati” ha informato Serhii Bratchuk, capo dell’amministrazione militare. Attacchi analoghi nella notte hanno interessato un totale di sei regioni.

Da metà maggio e in vista dell’offensiva, Mosca ha intensificato i raid aerei su tutto il territorio ucraino. Questi hanno il duplice scopo di colpire le infrastrutture logistiche essenziali per l’azione militare a est e di tenere sotto pressione la contraerea ucraina in modo che non possa essere spostata al fronte a supportare la controffensiva.

Kiev contrattacca anche dal cielo usando gli Storm Shadow forniti dal Regno Unito: uno di loro è andato a segno domenica colpendo un deposito di munizione nei territori ucraini occupati, lontano dalle linee di difesa di Mosca.

“Le perdite sono ingenti da entrambe le parti”, secondo l’Isw. I combattimenti sul terreno sono stati duri fin ora e sono destinati a inasprirsi. Le posizioni iniziali russe erano costituite da buche e trincee scavate a mano, e dietro a queste c’erano campi minati, rafforzati dalla presenza di droni.

La principale linea di difesa, ancora a 15-20 km dalle posizioni ucraine, ha trincee adeguatamente scavate e postazioni di tiro rinforzate in cemento, ostacoli ai carri armati, cavi posati a terra per coordinare gli attacchi di artiglieria e ancora più mine.

C’è una variabile, sempre secondo Rusi, che potrebbe giocare a favore degli ucraini dopo la “pausa strategica”, e ha a che vedere con il “morale russo”. Le unità russe stanno attualmente combattendo da posizioni difensive statiche e la loro infrastruttura è per lo più intatta, anche se alcuni posti di comando chiave sono stati colpiti.

“Se le unità russe possono essere costrette a riposizionarsi, tuttavia, lo scarso addestramento e disciplina delle forze di Mosca potrebbe rendere la difesa scoordinata e suscettibile al collasso”. Creare le condizioni affinché questo accada è una delle sfide della fase attuale.