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Pechino progetta la creazione di una base per gli addestramenti militari a Cuba

(reuters)
Il “Wall Street Journal” torna a raccontare gli accordi tra i due governi dopo l’esclusiva sul centro per le intercettazioni cinesi in costruzione sull’isola caraibica
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PECHINO - Cina e Cuba starebbero negoziando la creazione di una nuova struttura di addestramento militare congiunto sull’isola, “che potrebbe portare allo stazionamento di truppe cinesi e ad altre operazioni di sicurezza e di intelligence a sole 100 miglia dalla costa della Florida”. A scriverlo in esclusiva è il Wall Street Journal che, dopo aver raccontato due settimane fa di come Pechino e L’Avana si stessero accordando per un nuovo sito di intercettazione cinese sull’isola caraibica, ritorna ora con questa nuova puntata a fare luce sugli accordi tra i due governi.

Il quotidiano americano cita funzionari statunitensi, sia in servizio che in pensione, a conoscenza della questione. “Le discussioni per la struttura sulla costa settentrionale di Cuba sono in fase avanzata ma non ancora concluse. I funzionari statunitensi hanno dichiarato che il riferimento alla proposta di una nuova struttura di addestramento a Cuba è contenuto in un documento di intelligence classificato, che hanno de…

PECHINO - Cina e Cuba starebbero negoziando la creazione di una nuova struttura di addestramento militare congiunto sull’isola, “che potrebbe portare allo stazionamento di truppe cinesi e ad altre operazioni di sicurezza e di intelligence a sole 100 miglia dalla costa della Florida”. A scriverlo in esclusiva è il Wall Street Journal che, dopo aver raccontato due settimane fa di come Pechino e L’Avana si stessero accordando per un nuovo sito di intercettazione cinese sull’isola caraibica, ritorna ora con questa nuova puntata a fare luce sugli accordi tra i due governi.

Il quotidiano americano cita funzionari statunitensi, sia in servizio che in pensione, a conoscenza della questione. “Le discussioni per la struttura sulla costa settentrionale di Cuba sono in fase avanzata ma non ancora concluse. I funzionari statunitensi hanno dichiarato che il riferimento alla proposta di una nuova struttura di addestramento a Cuba è contenuto in un documento di intelligence classificato, che hanno descritto come convincente ma frammentario”, ammette lo stesso Wsj. Una nuova struttura militare “potrebbe fornire alla Cina una base per ospitare - potenzialmente - truppe permanenti sull'isola e ampliare la raccolta di informazioni, comprese le intercettazioni elettroniche, contro gli Stati Uniti”, sostengono le fonti - anonime - interpellate dal quotidiano. Anche se è “prematuro trarre conclusioni definitive. Qualsiasi aumento del coordinamento della sicurezza tra Cina e Cuba avverrà lentamente”, continua uno dei funzionari dell’intelligence Usa.

La struttura farebbe parte del Progetto 141 dell'Esercito Popolare di Liberazione “per espandere la sua rete di basi militari e di supporto logistico a livello globale”, continuano le fonti. La Cina non ha forze da combattimento stazionate in America Latina, alle porte di casa degli Usa. Mentre gli Stati Uniti hanno decine di basi militari in tutto il Pacifico, dove stazionano più di 350mila truppe a stelle e strisce.

Lo scorso 8 giugno era stato sempre il Wsj a raccontare di un accordo segreto per un nuovo sito di intercettazione cinese a Cuba che consentirebbe ai servizi segreti cinesi di origliare le comunicazioni elettroniche in tutto il sud-est degli Stati Uniti, dove si trovano molte basi militari, e di monitorare il traffico navale. La notizia era stata in realtà subito liquidata dalla Casa Bianca come “imprecisa”. Due giorni dopo, Washington ha affermato che la Cina raccoglie segnali di intelligence da Cuba da tempo e ha potenziato le sue strutture in loco già a partire dal 2019 e che dunque non si tratta di nessun nuovo accordo.

Non una grande novità, in realtà: la Cina usa Cuba per raccogliere segnali di intelligence fin dalla fine della guerra fredda, così come l'America da decenni intercetta la Cina da siti sparsi in tutta l’Asia. Un rapporto dell'Istituto di studi strategici dell'Us Army War College già nel 2011 - come ricorda l’Economist - affermava che la Cina aveva accesso a tre stazioni di ascolto a Cuba: a Bejucal, Santiago de Cuba e Lourdes. Quest’ultima, appena fuori L'Avana, era la più grande stazione di ascolto dell'Unione Sovietica all'estero ed è stata utilizzata dalla Russia fino ai primi anni 2000.

Il Segretario di Stato Usa Antony Blinken è appena ripartito da Pechino, dove assieme al presidente cinese Xi Jinping ha evocato la necessità di stabilizzare le relazioni tra le due superpotenze. Toni concilianti, “passi positivi”. Le nuove rivelazioni sugli accordi con Cuba rischiano di rovinare una prima timida ripresa del dialogo tra Washington e Pechino.

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