Corsa alla Casa Bianca: l’ultimo Kennedy ora spaventa Biden
dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNew York - L’unico Kennedy che i Kennedy non vogliono presidente sta mettendo paura a Biden. Parliamo di Robert junior, figlio del candidato alla Casa Bianca ucciso a Los Angeles durante la campagna elettorale del 1968, che sta sfidando Joe nella più improbabile corsa alla nomination del Partito democratico. Non ha una possibilità al mondo di vincere, almeno sulla carta, ma in alcuni sondaggi ha toccato il 20% dei consensi, e se alla fine decidesse di presentarsi come indipendente potrebbe portare via voti decisivi al favorito.
Robert junior è il figlio dell’ex segretario alla Giustizia Robert, e quindi nipote di John Kennedy. Sposato con l’attrice Cheryl Hines, avvocato, attivista politico, nel corso della sua carriera si era fatto un nome soprattutto per le cause ambientaliste e lo sviluppo dell’energia sostenibile. Poi ad un certo punto ha perso la testa, anche secondo alcuni dei suoi famigliari più vicini, diventando il portavoce delle teorie cospirative più estrose. Prima fra tut…
New York - L’unico Kennedy che i Kennedy non vogliono presidente sta mettendo paura a Biden. Parliamo di Robert junior, figlio del candidato alla Casa Bianca ucciso a Los Angeles durante la campagna elettorale del 1968, che sta sfidando Joe nella più improbabile corsa alla nomination del Partito democratico. Non ha una possibilità al mondo di vincere, almeno sulla carta, ma in alcuni sondaggi ha toccato il 20% dei consensi, e se alla fine decidesse di presentarsi come indipendente potrebbe portare via voti decisivi al favorito.
Robert junior è il figlio dell’ex segretario alla Giustizia Robert, e quindi nipote di John Kennedy. Sposato con l’attrice Cheryl Hines, avvocato, attivista politico, nel corso della sua carriera si era fatto un nome soprattutto per le cause ambientaliste e lo sviluppo dell’energia sostenibile. Poi ad un certo punto ha perso la testa, anche secondo alcuni dei suoi famigliari più vicini, diventando il portavoce delle teorie cospirative più estrose. Prima fra tutte quella contro i vaccini, durante l’epidemia di Covid. Non contento, ora ha deciso di candidarsi alle primarie presidenziali democratiche.
Le teorie cospirative
La sua linea è largamente incompatibile con quella del partito appartenuto un tempo al padre e allo zio, perché oltre ad avere posizioni trumpiste sulla pandemia, si oppone al bando delle armi da guerra, ripete la narrativa della Russia sull’invasione in Ucraina, e sostiene che le elezioni presidenziali sono truccate. Con un programma così, potrebbe facilmente soffiare la nomination repubblicana a Donald, ma invece ha deciso di sfidare Joe. Non a caso ha subito ricevuto aiuto da Elon Musk, che ormai fa il propagandista conservatore, e lo ha ospitato su Twitter come aveva fatto con il governatore della Florida DeSantis. Però ha ottenuto pure l’appoggio di Jack Dorsey, il fondatore liberal del social dei cinguettii.
Nessuno aveva preso Robert junior sul serio, inclusa sua sorella Kerry, che dopo la candidatura ha sentito la necessità di pubblicare un comunicato in cui giurava di amare suo fratello, ma diffidava chiunque dal votarlo. Epperò il nome Kennedy affascina sempre gli americani, democratici in particolare. Così Robert junior è salito nei sondaggi, salendo fino al 20% in alcuni rilevamenti. I sostenitori di Biden se ne sono accorti, e alcuni temono che potrebbe anche vincere a sorpresa le primarie del New Hampshire, dove gli elettori vogliono punire Joe, perché ha cambiato il calendario mettendo la South Carolina al primo posto. Non sarebbe un dramma, nel senso che ci sarebbe modo poi di recuperare, ma certamente un grave imbarazzo.
I dubbi dei democratici su Biden
Il problema è che se Kennedy racimola così tanti consensi, succede perché molti democratici sono incerti sulla ricandidatura di Biden. Non conoscono bene i suoi risultati politici, pensano che sia troppo anziano per correre ancora e vorrebbero un altro candidato. Siccome però nessun esponente serio del Partito democratico ha deciso di farsi avanti per sfidare l’incumbent, Robert junior è diventato l’unica opzione alternativa e quindi attira tutti i voti di protesta. Il capo della Casa Bianca poi non sta praticamente facendo campagna, e quindi gli lascia il campo libero.
È impossibile che Kennedy ottenga la nomination, ma può fare molti danni, perché nessuno è bravo a suicidarsi come gli estremisti della sinistra americana. Il primo è che sta mettendo in evidenza i limiti di Biden, suggerendo quindi ai repubblicani la strategia da adottare per batterlo. Il secondo è che se dopo la sconfitta nelle primarie decidesse di candidarsi comunque come indipendente, porterebbe via a Joe voti decisivi negli stati chiave tipo Pennsylvania, Michigan, Wisconsin e appunto New Hampshire. Così, anche con uno "zero virgola" di consensi, potrebbe regalare la Casa Bianca a Trump, come aveva fatto Nader con Gore e Bush figlio.