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Biden incontra Modi: da Washington armi e droni per allontanare l’India da Cina e Russia

Il presidente americano riceve il leader indiano: “Partnership mai così forte”. Sul tavolo accordi commerciali e la guerra in Ucraina
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NEW YORK - Droni, altre forniture militari, un progetto per costruire insieme in India i motori degli aerei caccia di ultima generazione, e investimenti per produrre semiconduttori.

Sono molto concrete le concessioni fatte dal presidente americano Biden al premier indiano Modi, durante la visita di stato alla Casa Bianca, per staccarlo dall’abbraccio con il rivale russo Putin e tenerlo distante da quello cinese Xi.

Nella discussione sono entrati anche il rispetto dei diritti umani e dei valori democratici, ma in questo momento tenere Nuova Delhi fuori dalla coalizione delle autocrazie ha la precedenza su tutto il resto.

Modi è stato accolto con la massima cortesia possibile: cena privata mercoledì sera, cena di stato il giorno dopo, discorso al Congresso e conferenza stampa congiunta, che magari per lui è stata un fastidio, ma nel protocollo della Casa Bianca rappresenta un segno di riguardo nei confronti degli ospiti p…

NEW YORK - Droni, altre forniture militari, un progetto per costruire insieme in India i motori degli aerei caccia di ultima generazione, e investimenti per produrre semiconduttori.

Sono molto concrete le concessioni fatte dal presidente americano Biden al premier indiano Modi, durante la visita di stato alla Casa Bianca, per staccarlo dall’abbraccio con il rivale russo Putin e tenerlo distante da quello cinese Xi.

Nella discussione sono entrati anche il rispetto dei diritti umani e dei valori democratici, ma in questo momento tenere Nuova Delhi fuori dalla coalizione delle autocrazie ha la precedenza su tutto il resto.

Modi è stato accolto con la massima cortesia possibile: cena privata mercoledì sera, cena di stato il giorno dopo, discorso al Congresso e conferenza stampa congiunta, che magari per lui è stata un fastidio, ma nel protocollo della Casa Bianca rappresenta un segno di riguardo nei confronti degli ospiti più importanti.

Già prima della visita, del resto, il premier aveva detto in un’intervista al Wall Street Journal che l’attuale livello di fiducia tra il suo paese e gli Usa è senza precedenti.

Durante le poche domande concesse, Biden si è affrettato a smentire che il discorso tenuto ad una raccolta di fondi elettorali in California, in cui aveva definito Xi “un dittatore", vanificherà l’effetto della visita conciliatrice a Pechino del segretario di Stato Blinken: “Il dialogo è ripreso e continuerà”.

Però ha sottolineato che la differenza nel rapporto tra gli Usa, la Cina e l’India è proprio qui: "I nostri due paesi sono grandi democrazie”. Ha detto di aver avuto una discussione franca con Modi riguardo il rispetto dei diritti umani, senza però impartire lezioni. Il premier indiano ha invece risposto quasi piccato, alla giornalista che gli chiedeva cosa intende fare per garantire le minoranze: “Non c’è una questione di discriminazione. L’India è democratica nel suo dna”.

Esaurita questa parte della visita, indispensabile ma non centrale, i due leader sono passati agli aspetti più concreti. Washington venderà a Nuova Delhi per circa tre miliardi di dollari due dozzine di droni MQ-9B Reaper, anche noti come SeaGuardian, che accresceranno in particolare la sua capacità di raccogliere intelligence, ma anche di colpire i potenziali nemici.

La General Electric poi costruirà in India i motori per aereo F414, usati già per gli F/A-18, che verranno montati sui futuri caccia del paese asiatico. Micron Technology poi investirà 800 milioni di dollari per costruire una fabbrica di semiconduttori in India, che firmerà anche gli accordi Artemis per la cooperazione nello spazio con la Nasa.

Sono concessioni importanti per vari motivi. Come prima cosa, rappresentano un segno di grande fiducia verso Modi, perché si tratta di trasferimenti di tecnologia avanzata, finora evitati dagli Usa.

Poi rafforzano la capacità militare del paese, che fa parte del gruppo Quad e costituisce quindi uno degli argini all’espansionismo aggressivo cinese. Infine puntano ad allontanare Nuova Delhi dalla tradizionale collaborazione con Mosca, che finora era stata il suo principale fornitore di armi. La fabbrica di Micron invece individua nell’India uno dei paesi amici in cui trasferire dalla Cina la produzione di componenti strategiche della catena di approvvigionamento.

Ora si tratta di capire se queste concessioni sortiranno gli effetti politici desiderati da Biden. Modi ha già una posizione molto guardinga rispetto a Xi, e la speranza della Casa Bianca è che questa visita solidifichi in maniera definitiva la sua scelta di stare dalla parte della coalizione costruita per contenere la Repubblica popolare.

Nuova Delhi però non ha condannato l’invasione dell’Ucraina e continua comprare la metà del petrolio esportato dalla Russia, a prezzi di grande convenienza. Separarla completamente da Mosca non sarà facile, ma Washington punta almeno ad incrinare il rapporto.

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