Aiuti per la ricostruzione all’Ucraina. Ue e Usa: “Mosca deve pagare”
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA - Il piano Marshall dell’Ucraina non può più aspettare. Proprio per questo qui a Londra i ministri degli Esteri europei e del G7, la presidente della Commissione Ue, i padroni di casa britannici e un totale di 60 Paesi hanno invitato circa mille investitori, azionisti e manager di aziende per la Ukraine Recovery Conference. Obiettivo: convincere i privati a investire e iniettare denaro per ricostruire l’Ucraina martoriata dalla Russia putiniana.
L’abaco però ancora piange. Secondo Ue e la Banca Mondiale, l’aggressione della Russia ha già causato quasi 420 miliardi di dollari di danni in Ucraina. Qui alla conferenza è già tanto se si arriverà a 14 miliardi. Il primo ministro ucraino Smyhal: “Vi siamo molto grati, ma ne mancano ancora sei” per i servizi indispensabili dei prossimi 12 mesi. “Non c’è tempo da perdere”, spiega il ministro degli Esteri e vice primo ministro italiano Tajani, “non si può aspettare la fine della guerra per ricostruire l’Ucraina, bisogna iniziare da sub…
LONDRA - Il piano Marshall dell’Ucraina non può più aspettare. Proprio per questo qui a Londra i ministri degli Esteri europei e del G7, la presidente della Commissione Ue, i padroni di casa britannici e un totale di 60 Paesi hanno invitato circa mille investitori, azionisti e manager di aziende per la Ukraine Recovery Conference. Obiettivo: convincere i privati a investire e iniettare denaro per ricostruire l’Ucraina martoriata dalla Russia putiniana.
L’abaco però ancora piange. Secondo Ue e la Banca Mondiale, l’aggressione della Russia ha già causato quasi 420 miliardi di dollari di danni in Ucraina. Qui alla conferenza è già tanto se si arriverà a 14 miliardi. Il primo ministro ucraino Smyhal: “Vi siamo molto grati, ma ne mancano ancora sei” per i servizi indispensabili dei prossimi 12 mesi. “Non c’è tempo da perdere”, spiega il ministro degli Esteri e vice primo ministro italiano Tajani, “non si può aspettare la fine della guerra per ricostruire l’Ucraina, bisogna iniziare da subito e vogliamo che l’Italia, ringraziata dal presidente Zelensky oggi, sia in prima linea, come aiuti e investimenti”.
L’Unione Europea ribadisce i 50 miliardi a Kiev nel triennio 2024-2027. Il segretario di Stato americano Blinken annuncia ulteriori 1,3 miliardi di dollari. L’Italia ha appena stanziato circa 200 milioni e nominato inviato per la ricostruzione ucraina l’ex ambasciatore a Kiev, Davide La Cecilia. Ma senza i privati non bastano.
Il primo ministro britannico Sunak ha così annunciato un totale di 3 miliardi di linea di credito agli investitori presso la Banca mondiale e insieme agli altri ministri occidentali l’Ukraine Business Compact, una piattaforma globale che permetta alle imprese ucraine e straniere di sviluppare rapporti commerciali e investimento sostenuti dai governi, cui hanno aderito centinaia di entità come Virgin, Sanofi, Philips e quelle italiane Simest, Ice, Confagricoltura, Iveco, Ance, Confetra, Coldiretti e Leonardo. Ciò si affianca alla Ukraine Investment Platform supportata dalla Bers (Banca Europea per Ricostruzione e Sviluppo).
Parallelamente, l’Occidente ha confermato la volontà di far entrare l’Ucraina in Ue e un giorno anche nella Nato, tanto che Francia e Regno Unito hanno accennato a una strada accelerata per l’ingresso di Kiev nell’Alleanza. Un’altra intenzione capitale dei Grandi, espressa ieri all’unisono da Ue, Usa e Uk, è quella che la Russia risarcisca i danni finanziari della guerra: “Chi ha rotto i cocci, deve pagare”, Blinken dixit.