Il cinema italiano nel mirino della Russia: “Fa propaganda Lgbtq”. Multati la serie di Margherita Buy e il film Perfetti sconosciuti
di Riccardo RicciL'attrice italiana Margherita Buy
Anche le serie tv e i film italiani finiscono nel mirino della cosiddetta “legge sulla propaganda Lgbt” che vieta di promuovere in pubblico “rapporti sessuali non tradizionali”.
A finire sotto accusa è stata innanzitutto Made in Italy, la fiction con Margherita Buy che ripercorre la rivoluzione della grande moda italiana nella Milano degli anni ’70, sullo sfondo delle vicende personali di una giovane studentessa, Irene Mastrangelo, che per pagarsi gli studi accetta un lavoro di redattrice nella rivista di moda Appeal.
Uno dei tanti personaggi che popolano il mondo del prêt-à-porter in cui si muove Irene è gay: il grafico della redazione, Filippo Cerasi (interpretato da Maurizio Lastrico) che trascina da tempo una relazione altalenante con i…
Anche le serie tv e i film italiani finiscono nel mirino della cosiddetta “legge sulla propaganda Lgbt” che vieta di promuovere in pubblico “rapporti sessuali non tradizionali”.
A finire sotto accusa è stata innanzitutto Made in Italy, la fiction con Margherita Buy che ripercorre la rivoluzione della grande moda italiana nella Milano degli anni ’70, sullo sfondo delle vicende personali di una giovane studentessa, Irene Mastrangelo, che per pagarsi gli studi accetta un lavoro di redattrice nella rivista di moda Appeal.
Uno dei tanti personaggi che popolano il mondo del prêt-à-porter in cui si muove Irene è gay: il grafico della redazione, Filippo Cerasi (interpretato da Maurizio Lastrico) che trascina da tempo una relazione altalenante con il fotomodello Flavio (Saul Nanni).
I due uomini si baciano nel quinto episodio, ma lo scambio di effusioni e di parole dolci che sancisce l’ennesimo riavvicinamento tra i due non è piaciuto al Garante russo delle comunicazioni, Roskomnadzor, che ha denunciato il distributore russo della serie, “Russkij Reportadzh”, per violazione delle norme sulla “tutela dei minori dalle informazioni dannose”.
Ieri la sentenza: la società, proprietaria della piattaforma Kinoliving, è stata condannata a pagare una multa di mezzo milione di rubli, poco meno di 5.500 euro. La serie, si legge nella sentenza, è accusata di contenere “immagini di un bacio tra due persone dello stesso sesso biologico (maschile)” e di aver messo in scena anche abbracci e appellativi affettuosi a conferma dell’esistenza di una “relazione non tradizionale”.
La puntata incriminata, inoltre, avrebbe dovuto essere trasmessa “come informazione vietata ai minori” e quindi etichettata con marchio “18+" e non “16+”.
L’altro prodotto italiano finito nel mirino del Garante delle comunicazioni è il film del 2016 di Paolo Genovese, Perfetti Sconosciuti. Uno dei personaggi – l’ex professore di educazione fisica Peppe impersonato da Giuseppe Battiston – viene costretto dalle circostanze a rivelare la propria omosessualità agli amici. Per questo, il distributore è stato multato per l’errata etichettatura che ne ha consentito la visione ai minori.
La legge contro la propaganda Lgbt approvata nel 2014 vietava di “promuovere relazioni sessuali non tradizionali” soltanto tra i minorenni, ma dal 5 dicembre scorso si applica a tutte le età e a tutti i media: Internet, cinema e persino letteratura.
Soltanto nei primi tre mesi dall’entrata in vigore delle nuove norme, sarebbero già stati aperti 33 procedimenti amministrativi, secondo il deputato Aleksandr Khinshtein, coautore degli emendamenti.
Sotto processo sono finite varie piattaforme streaming e canali di intrattenimento, Kinopojsk, TV-3, Start e MegaFon che, in base alla normativa vigente, rischiano multe da 1 a 4 milioni di rubli o la sospensione delle attività fino a 90 giorni.