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Il primo ministro ucraino: “Il nostro è già un esercito Nato. Libereremo tutti i territori occupati dopo il 1991”

Denis Shmyhal rassicura sull’andamento della controffensiva: “Non è un film di Hollywood, non mandiamo i nostri a morire. Raggiungeremo i nostri obiettivi”. E sull’Europa dice: “Alla fine dell’anno pronte tutte le riforme per l’ingresso”
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LONDRA – “L’esercito ucraino è già un esercito Nato”. A dichiararlo a Repubblica, durante un briefing con alcuni giornalisti stranieri nell’ambito della Ukraine recovery conference di Londra, è nientemeno che il primo ministro ucraino Denis Shmyhal, uno dei protagonisti del summit 2023 per la ricostruzione dell’Ucraina martoriata dalla guerra della Russia putiniana. Una conferenza questa che secondo Shmyhal è andata molto bene: “L’Unione Europea ha ribadito i 50 miliardi a Kiev nel triennio 2024-2027. Il segretario di Stato americano Blinken ha annunciato ulteriori 1,3 miliardi di dollari. Il primo ministro britannico Sunak ha annunciato un totale di 3 miliardi di linea di credito agli investitori presso la Banca mondiale per i privati e insieme agli altri ministri occidentali è stato creato l’Ukraine Business Compact, una piattaforma globale di investimento cui hanno aderito oltre 400 aziende ed entità, rassicurate dalle assicurazioni dei rischi di guerra da parte dei gover…

LONDRA – “L’esercito ucraino è già un esercito Nato”. A dichiararlo a Repubblica, durante un briefing con alcuni giornalisti stranieri nell’ambito della Ukraine recovery conference di Londra, è nientemeno che il primo ministro ucraino Denis Shmyhal, uno dei protagonisti del summit 2023 per la ricostruzione dell’Ucraina martoriata dalla guerra della Russia putiniana. Una conferenza questa che secondo Shmyhal è andata molto bene: “L’Unione Europea ha ribadito i 50 miliardi a Kiev nel triennio 2024-2027. Il segretario di Stato americano Blinken ha annunciato ulteriori 1,3 miliardi di dollari. Il primo ministro britannico Sunak ha annunciato un totale di 3 miliardi di linea di credito agli investitori presso la Banca mondiale per i privati e insieme agli altri ministri occidentali è stato creato l’Ukraine Business Compact, una piattaforma globale di investimento cui hanno aderito oltre 400 aziende ed entità, rassicurate dalle assicurazioni dei rischi di guerra da parte dei governi. Siamo su una buona strada”.

La vice prima ministra ucraina Yuliya Svyrydenko ha detto qui alla conferenza che l’Ucraina confida di far crescere il Pil fino a dieci volte tanto nei dieci anni successivi alla fine della guerra, il che sarebbe praticamente il doppio della corsa della Germania post Seconda guerra mondiale negli anni 50. Non vi sembra troppo ottimistico?

“Quando i nostri alleati confischeranno asset e investimenti alla Russia dopo la guerra, come hanno promesso, le nostre stime parlano di una crescita auspicata del 7, 8, 10% nei primi anni immediatamente dopo la fine delle ostilità. Ma se creeremo le giuste condizioni per gli investimenti e il business come enunciato in questa conferenza, l’economia ucraina potrebbe crescere ancora più velocemente in tempi di pace. Dunque, sì, è possibile. Abbiamo analizzato altre economie nel mondo e con il grande sostegno internazionale espresso in questa conferenza crediamo che quella stima sia possibile, perché attrarremo sempre più investimenti stranieri”.

Al primo giorno di conferenza, il presidente Zelensky ha detto che l’attesa “controffensiva militare sta andando più lentamente di quanto desiderato”. Non è stato un messaggio controproducente per gli investitori, durante un summit proprio a loro dedicato qui a Londra?

“Come ha detto il presidente, la controffensiva non è un film di Hollywood. Si compone di fasi offensive ma anche difensive, o semplicemente di natura più tattica. Purtroppo anche la Russia ha avuto tempo per prepararsi e ci sono così tante mine sparse sul territorio. Ciononostante, nelle ultime due settimane i nostri soldati hanno liberato 8 villaggi in Ucraina e 113 chilometri quadrati dalla presenza degli aggressori. È un territorio molto grande. Ma se andiamo più lenti del previsto è anche perché noi ucraini abbiamo molto a cuore il valore della vita: ogni vita dei nostri deve essere preservata. Noi non mandiamo a morire i giovani soldati come fanno i russi. Noi combattiamo con standard Nato, cercando di proteggere i nostri militari. Anche per questo potrebbe servire più tempo del previsto. Ma siamo pazienti, e sono certo che presto vedremo i risultati e libereremo i nostri territori occupati tornando ai confini del 1991”.

A proposito di Nato e di Ue, quando crede che l’Ucraina entrerà realisticamente in queste due organizzazioni? Nelle ultime ore qui a Londra i rappresentanti europei hanno fatto capire di voler accelerare, soprattutto il Regno Unito e la Francia sulla Nato, e tutti gli altri europei sull’ingresso in Unione Europea.

“Stiamo facendo il possibile per rispettare gli standard di ammissione in Ue e tutte le raccomandazioni, entro la fine dell’anno completeremo la legislazione necessaria e allora saremo pronti a iniziare i negoziati ed essere finalmente accolti nell’Unione Europea. Stiamo accelerando e credo che il nostro accesso in Ue avverrà tra qualche anno, e non tra qualche decennio. Anche per quanto riguarda la Nato, cercheremo di completare questo percorso il prima possibile. Perché l’appartenenza dell’Ucraina all’Alleanza Atlantica è cruciale per il futuro della sicurezza europea. Anche in questo caso, dunque, non credo ci vorranno decenni: il processo sarà molto ma molto più veloce. Ne sapremo di più dall’imminente summit Nato di Vilnius. Ma l’esercito ucraino in pratica è già un esercito Nato, anche se non ne fa parte ufficialmente: i nostri militari hanno standard Nato, vengono addestrati in Paesi Nato, utilizzano armi della Nato. Quindi siamo a tutti gli effetti già un esercito della Nato e possiamo essere un esempio per gli altri”.

Cosa le fa credere che le imprese possano investire in un Paese ancora in guerra come l’Ucraina?

“Perché la politica e i governi hanno già dimostrato di puntare sul nostro Paese e ciò rassicurerà gli investitori, anche se sinora i danni dell’aggressione Russia in Ucraina ammontano a 420 miliardi di dollari. E quando libereremo le aree occupate, tornando ai confini del 1991, questa cifra potrebbe come minimo raddoppiare. È stato molto importante che durante questa conferenza i leader occidentali abbiano rassicurato gli investitori e promesso una assicurazione dei rischi di guerra, che sarà un grosso incentivo per le imprese”.

Ieri però diceva che mancavano ancora sei miliardi di dollari dai 14 indispensabili per l’Ucraina per sostenere il Paese perlomeno nei prossimi 12 mesi.

“Sono certo che li troveremo presto, è solo l’inizio”.

Quali saranno le priorità di questi soldi, primo ministro?

“Innanzitutto, ripristinare il settore energetico per affrontare il prossimo inverno. La seconda: rimuovere le mine disseminate dai russi. Terza: riparare le case per i cittadini. Quarta: le infrastrutture, per far ripartire il Paese”.

Cosa ne pensa delle frasi del sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, secondo cui è in corso una campagna per screditare lui e il governo della città dopo lo scontro tra lui e l'amministrazione di Volodymyr Zelensky sui rifugi antiaerei della capitale?

“Dobbiamo essere uniti, in questa guerra, a livello politico, militare, a tutti i livelli. Non possiamo avere uno scontro interno di questo genere perché stiamo combattendo per il nostro Paese, per le vite dei nostri concittadini, per le nostre famiglie, per la democrazia e i suoi valori. Non c’è opposizione tra noi. Siamo tutti uniti in nome della difesa della democrazia, anche europea”.

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