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Svizzera, critiche alla Croce rossa: “Licenzia 1.800 persone ma i suoi manager guadagnano stipendi stellari”

In gravi difficoltà finanziarie, senza i fondi per chiudere il bilancio, il Comitato dell’organizzazione ha distribuito lauti compensi ai suoi dirigenti
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In gravi difficoltà finanziarie, senza i fondi sufficienti per chiudere il bilancio di quest’anno, costretto a licenziare 1800 collaboratori, il Cicr, il Comitato Internazionale della Croce Rossa, si permette il lusso di erogare ricchi stipendi ai propri dirigenti.

“Sono scioccato dal volume di soldi utilizzato per pagare i quadri del Cicr”, ha dichiarato indignato, alla tv svizzera di lingua francese, il senatore federale di Ginevra, Carlo Sommaruga. 

Le accuse 

Il quale è figlio di Cornelio Sommaruga, che presiedette il Comitato Internazionale della Croce Rossa dal 1987 al 1999. Fatto sta che le cifre parlano chiaro: il presidente uscente del Cicr guadagnava 437 mila franchi all’anno, l’ex-direttore generale Yves Daccord 330 mila.

Quest’ultimo, quando lasciò l’organizzazione umanitaria nel 2020, ricevette pure una liquidazione di 300 mila franchi. Potremmo tradurre tutte queste cifre in euro, considerando che la valuta unica e quella elvetica sono, al cambio…

In gravi difficoltà finanziarie, senza i fondi sufficienti per chiudere il bilancio di quest’anno, costretto a licenziare 1800 collaboratori, il Cicr, il Comitato Internazionale della Croce Rossa, si permette il lusso di erogare ricchi stipendi ai propri dirigenti.

“Sono scioccato dal volume di soldi utilizzato per pagare i quadri del Cicr”, ha dichiarato indignato, alla tv svizzera di lingua francese, il senatore federale di Ginevra, Carlo Sommaruga. 

Le accuse 

Il quale è figlio di Cornelio Sommaruga, che presiedette il Comitato Internazionale della Croce Rossa dal 1987 al 1999. Fatto sta che le cifre parlano chiaro: il presidente uscente del Cicr guadagnava 437 mila franchi all’anno, l’ex-direttore generale Yves Daccord 330 mila.

Quest’ultimo, quando lasciò l’organizzazione umanitaria nel 2020, ricevette pure una liquidazione di 300 mila franchi. Potremmo tradurre tutte queste cifre in euro, considerando che la valuta unica e quella elvetica sono, al cambio, più o meno alla pari. Per relativizzare le accuse di Carlo Sommaruga è intervenuta la responsabile delle risorse umane del Cicr, Claire Sperandio, affermando che “gli stipendi del Comitato internazionale della Croce Rossa sono del 20% inferiori a quelli di altri operatori del settore umanitario”. “Ma al Cicr- ribatte Sommaruga -si dovrebbe lavorare perché si crede in certi valori, non perché attratti dai quattrini”.

Dal canto suo un altro parlamentare, Nicolas Walder, che ha lavorato sul terreno per la Croce Rossa, in Somalia e nell’ex-Jigoslavia, invoca una questione di umiltà e di credibilità. “Il Cicr- dice -è una via di mezzo tra una Ong e un’agenzia dell’Onu, quindi deve evitare che gli stipendi dei propri vertici siano gli stessi dei loro omologhi delle Nazioni Unite”. 

I tagli al personale 

Società di diritto, svizzero, fondata nel 1863 dall’imprenditore e filantropo ginevrino Henry Dunant, rimasto sconvolto dalla carneficina che vide sul campo di battaglia di Solferino, la Croce Rossa Internazionale ha un bilancio annuale che quest’anno dovrebbe toccare i 2,8 miliardi e 22700 dipendenti.

Come detto 1800 di loro verranno licenziati, mentre il Cicr, le cui difficoltà sono da ascrivere, principalmente, alla pandemia da Coronavirus e alla guerra in Ucraina, sta battendo cassa, presso i paesi donatori, per poter chiudere il bilancio 2023. Il Canton Ginevra ha già promesso un contributo straordinario di 40 milioni di franchi, mentre Sommaruga auspica che quello della Confederazione elvetica vada al di là dei 160 milioni previsti. Intanto, nonostante le difficoltà di bilancio, il portavoce del Cicr, Frédéric Joli, assicura che “la protezione dei civili nei paesi in guerra e la sorte dei militari catturati, rimarranno le priorità della Croce Rossa”.

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