SONNEBERG (TURINGIA) – Nel paese dei giocattoli è piombato l’orco. Gli abitanti l’hanno visto arrivare tutti. Ma il resto della Germania è terrorizzato. Due settimane fa, in un sonnacchioso angolo della Turingia famoso per le fabbriche di orsacchiotti e peluche, quasi metà dei cittadini ha votato per il candidato dell’ultradestra Afd, Robert Sesselmann. Oggi, al ballottaggio, potrebbe battere il rivale, Juergen Koepper (Cdu). E diventare il primo Landrat di Sonneberg, il primo sindaco di estrema destra di un circondario. Per molti sarà la conferma che la Turingia è il cuore di tenebra di un Paese che sta risvegliando i suoi istinti più cupi. Anche al livello federale, l’Afd ha raggiunto negli ultimi sondaggi un picco del 20%. Ha superato persino il partito del cancelliere, la Spd.
Il nodo dei tagli alla spesa pubblica
“Vuole sapere perché la gente ci vota? Perché le scuole cadono a pezzi, gli ospedali e le fabbriche chiudono, e i giovani scappano. Il governo Scholz taglia ovunque, ma solo per i tedeschi. Quando si tratta di trovare i soldi per la guerra in Ucraina, quelli ci sono sempre”. All’ultimo miglio della campagna elettorale ci pensa anche lui, Falko Graf, portavoce locale dell’Afd. Insieme ad altri militanti, ha montato una tenda accanto a una rotonda. Ogni tanto passa qualcuno e suona il clacson. Qualcun altro urla “fuori i nazi”. Il clima è teso. Graf agguanta il cellulare, “devo fare una telefonata, c’è un auto sospetta che gira qui intorno. Ci sono voci che potrebbero arrivare i black bloc da Lipsia”. Poi chiama la polizia. Qualche attimo dopo scoppia in una fragorosa e imbarazzata risata: “Ah, la macchina eravate voi? Mi scusi tanto”.
La paranoia è la cifra di tanti elettori Afd, è il sentimento ossessivamente cavalcato dai suoi politici. Ma non basta per spiegare il successo della destra nei vecchi land dell’Est. In Turingia, l’Afd è stata trascinata molto a destra da Bjoern Hoecke, il controverso leader regionale che chiamò il monumento all’Olocausto di Berlino “una vergogna”. Secondo un giudice, Hoecke può essere definito un “fascista”. E quando i voti dell’Afd furono decisivi per incoronare un governatore candidato da liberali e Cdu, Angela Merkel fu costretta a intervenire dal Sudafrica per imporre l’annullamento di quell’elezione, per non creare un precedente intollerabile. Ma a est dell’Elba, è sempre più difficile isolare l’Afd. E Sonneberg lo dimostra. Per battere il candidato dell’Afd, si è formata un'armata Brancaleone che sostiene l’avversario Koepper e va dai conservatori alla sinistra radicale.
Le fabbriche e i giocattoli
Sulla piazza centrale di Sonneberg c’è una statua che ricorda la sua età dell’oro: tre orsacchiotti di bronzo. “Ha visto quanto sono tristi? Guardano in basso. Come per dimenticare il passato, quando qui si producevano i trenini elettrici Piko, e molta ceramica e vetro”. Le fabbriche, nel frattempo, hanno chiuso o si sono spostate in Cina. E per i giocattoli è rimasto solo un museo. Thomas Schwemmlein, vicedirettore del giornale locale “Freies Wort”, si stringe nelle spalle. Davanti a un caffè pessimo mi indica un chiosco di salsicce, “Wunder’s Huettla”. Chiuso per sempre. I proprietari sono andati in pensione e i figli partiti. “La gente vede che il centro si sta svuotando e che i vecchi ristoranti e negozi tedeschi vengono comprati da siriani, italiani o turchi. E’ un bene, ovviamente, perché qui c’è un problema drammatico di mancanza di manodopera e di commercianti, ma molti si sentono minacciati. E l’Afd sfrutta ferocemente queste insicurezze”. Così come sfrutta l’odio dilagante per le iniziative verdi del governo come la legge per la sostituzione delle vecchie caldaie. “Molti qui sono vecchi e vivono in case monofamiliari. All’inflazione galoppante si è aggiunto questo sacrificio finanziario, basato su considerazioni ecologiche che in tanti faticano a comprendere”.
Schwemmlein è molto arrabbiato con i colleghi dei grandi giornali. “Uno di Berlino ha scritto che nelle scuole si fa il saluto nazista e che la gente al telefono si saluta con ‘Heil Hitler’. Ho fatto un’inchiesta nelle scuole del circondario, sono tutti caduti dal pero”. Peraltro, lui stesso ha difficoltà a parlare con l’Afd e con Sesselmann, che ha rifiutato interviste con tutta la stampa tradizionale. “L’Afd ci chiama Luegenpresse”, ‘stampa bugiarda’”. Un termine che arriva dritto dritto dagli anni Trenta.