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La Grecia torna alle urne: vittoria annunciata per Mitsotakis

Il Paese al voto a un mese dalle elezioni precedenti. Nessuna coalizione era stata possibile e ora il premier uscente conta sul premio di maggioranza. Fra le promesse anche quella di riportare in Patria i marmi del Partenone
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ATENE –  “Benvenuti nella galleria del Partenone, che ospita i resti del tempio più celebre al mondo. Ha forma, orientamento e dimensione del monumento e i capolavori sono disposti come nell’originale. Purtroppo, la collezione è incompleta...”.

Al terzo piano dell’Acropolis Museum, Iris Louka racconta a un gruppo di bimbi fra i 7 e i 10 anni le vicende delle celebri sculture realizzate da Fidia nel V secolo a.C. per il tempio di Atena che ancora domina la capitale greca. Una visita dal titolo particolare: “Storie di separazione”.

Ai piccini spiega perché qui trovano solo il 45 per cento degli antichi marmi: il 50 è al British Museum di Londra, portato via da Lord Elgin a partire dal 1801 dopo averli frammentati per renderli trasportabili. Il 5 per cento è in altri musei del mondo. A fine tour chiede di scegliere una parola che riassuma la possibilità di vedere i capolavori riuniti qui nel museo: “Orgoglio” è la più gettonata.

ATENE –  “Benvenuti nella galleria del Partenone, che ospita i resti del tempio più celebre al mondo. Ha forma, orientamento e dimensione del monumento e i capolavori sono disposti come nell’originale. Purtroppo, la collezione è incompleta...”.

Al terzo piano dell’Acropolis Museum, Iris Louka racconta a un gruppo di bimbi fra i 7 e i 10 anni le vicende delle celebri sculture realizzate da Fidia nel V secolo a.C. per il tempio di Atena che ancora domina la capitale greca. Una visita dal titolo particolare: “Storie di separazione”.

Ai piccini spiega perché qui trovano solo il 45 per cento degli antichi marmi: il 50 è al British Museum di Londra, portato via da Lord Elgin a partire dal 1801 dopo averli frammentati per renderli trasportabili. Il 5 per cento è in altri musei del mondo. A fine tour chiede di scegliere una parola che riassuma la possibilità di vedere i capolavori riuniti qui nel museo: “Orgoglio” è la più gettonata.

“Riavere i marmi del Partenone è il sogno di ogni cittadino greco” ti dice dopo aver salutato i bambini la guida che porta il nome della dea dell’arcobaleno. “Anche per questo a maggio ho votato per Nea Dimokratia di Kyriakos Mitsotakis: ha promesso di riportarli in Patria. Domenica lo voterò ancora”. Già. Il primo ministro conservatore uscente, alla guida del paese dal 2019 (e figlio di quel Konstantinos Mitsotakis premier fra 1990 e 1993) secondo il Financial Times ha già l’accordo in tasca, articolato a gennaio durante l’incontro con l’ex ministro dell’Economia britannico George Osborne, attuale presidente del British Museum.

Allora la proposta di un “prestito permanente” avanzato dall’inglese fu rifiutata dal greco: quasi certamente per non rischiare, a pochi mesi dalle elezioni, di vedere i preziosi marmi – o almeno una parte di questi - rientrare sotto un governo diverso. Ma ora che il suo partito si appresta a stravincere le elezioni del 25 giugno, quegli accordi culturalmente e mediaticamente importanti (la diatriba fra i due paesi va avanti da 200 anni) potrebbero diventare realtà già durante il novo mandato.

Sì, perché quella di Mitsotakis è una vittoria annunciata da sondaggi, analisti e pure dai mercati rassicurati da un governo pro-investimenti. Il premier uscente aveva d’altronde già vinto le elezioni un mese fa, quando lo scorso 21 maggio aveva ottenuto il 40,79 per cento dei consensi, pari a 146 seggi su 300.

Il risultato proporzionale del primo (dal 1990) voto in cui non si applicava il premio di maggioranza (abolito nel 2016) non gli è bastato a formare una coalizione. Nessuna mano tesa da parte di Nikos Androulakis, leader di Pasok, il Partito Socialista che alle precedenti elezioni sembrava annientato e invece è arrivato terzo ottenendo l’11,4. Di fatto sottraendo consensi a Syriza, il principale partito di sinistra guidato da Alexis Tsipras, che si aspettava il 30 per cento e invece si è fermato al 20. Mentre il MeRA25, Fronte della Disobbedienza dell’ex ministro dell’economia Yannis Varoufakis è rimasto fuori dal Parlamento, fermo sotto la soglia di sbarramento del 3 per cento.

Il conservatore non se n’è preoccupato: ha subito indetto le nuove elezioni che si terranno domani, ben sapendo di poter contare sul ritorno del premio di maggioranza che dà al vincitore fino a 50 seggi. La legge approvata nel 2020 dal suo stesso governo, la cui applicazione era stata fissata alle elezioni successive al primo rinnovo del Parlamento. Non immaginando, forse, che sarebbero state ad appena 30 giorni dal precedente.

Ce lo conferma il politologo Stathis Kalyvas, professore a Oxford, nella capitale greca appunto per il voto: “L’unica sorpresa possibile è che Nea Dimokratia guadagni ancor più consensi del mese scorso. Fra un voto e l’altro tutti hanno compreso la distanza fra i due principali partiti, e i greci sono soliti saltare sul carro del vincitore” dice a Repubblica. A preoccupare (poco) il trionfatore designato non è certo la strage di migranti avvenuta dieci giorni fa a largo di Pylos, che non ha quasi sfiorato la nuova campagna (così come a maggio non influì lo spaventoso incidente ferroviario di febbraio dove morirono 57 persone, né lo scandalo delle intercettazioni): bensì l’astensionismo.

Gli elettori sono talmente certi del risultato che potrebbero preferire la spiaggia all’urna, giacché le temperature qui già superano i 35 gradi. A maggio, erano stati soprattutto gli anziani a premiare il partito di centrodestra “attratti dalla stabilizzazione dell’economia dopo 10 anni di impoverimento e da una prospettiva di crescita del 2,4 per cento, più della media europea” conferma Kalyvas.

Incoraggiati anche da altri numeri. Il debito pubblico in rapida discesa, ad esempio: era al 171 per cento del Pil, è a 160 ora, arriverà a 154 l’anno prossimo e nel 2026 a 135, surclassando l’Italia che si fermerà a 140. Ancora, prosegue il politologo, “Mitsotakis ha gestito ragionevolmente le tensioni con la Turchia, inviando aiuti post terremoto”.

Di sicuro “non andranno a votare almeno mezzo milione di giovani” come denuncia Syriza, che ne è penalizzata: agli studenti che stanno ancora affrontando esami in università lontane da casa e a chi a stagione ormai piena già lavora su costa e isole non è stata data alcuna possibilità di votare altrove (mentre è stata ampliata quella di chi vive all’estero).

E comunque, nemmeno il voto a sinistra dei giovani è scontato: a maggio, del mezzo milione di elettori sotto i 23 anni presentatisi alle urne, il 33 per cento ha scelto ND. Le urne confermeranno dunque il rimodellamento del panorama politico. Ci si aspetta un governo monocolore, con un’opposizione frammentata in sette partiti, compresi i neo-nazi del partito Spartates e i populisti di sinistra di Plefsi Eleftherias, fondato dalla ex parlamentare di Syriza (ed ex presidente del Parlamento) Zoe Konstantopoulou.

Mitsotakis già esulta: “Per trasformare un Paese sono necessari almeno due mandati, ho grandi ambizioni per quel che ci aspetta. L'opposizione populista è distrutta. Abbiamo su di loro un margine di 20 punti. Da noi è successo qualcosa che avrà eco su altre democrazie liberali: dimostrando che chi offre soluzioni vince su chi si limita alle promesse”. Difficile prevedere il futuro di Syriza e del suo leader Tsipras, che ancora paga le scelte fatte durante la crisi del 2015: “Ha scommesso sulla rabbia degli elettori invece di focalizzarsi sui punti deboli del governo. Per la sinistra vedo una via spagnola segnata dal ritorno dei socialisti: sì insomma il recupero dei vecchi partiti” nota il professor Kalyvas. Per poi concludere: “La scelta insolita di sostenere il partito al governo e non quello di opposizione è pratica più che ideologica. Ma ora le aspettative sul nuovo premier che governerà praticamente da solo – un aspetto non inusuale in Grecia - saranno altissime. Il suo primo compito sarà riformare i servizi pubblici e affrontare l’endemica corruzione. Non può sbagliare. Le elezioni europee che si terranno fra un anno, saranno il vero test della sua tenuta”.

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