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“Nel rifugio di Prigozhin 43 milioni di euro in contanti”. Il leader della Wagner: “Servono a pagare i soldati”

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Un furgone carico di scatole con denaro in contanti è stato trovato parcheggiato vicino a quello che si presume sia un ufficio del capo di Wagner Evgenij Prigozhin all'Hotel Trezzini di San Pietroburgo, secondo quanto riferito dal portale di inchieste Fontanka.

Le mazzette

 

Nel rifugio, oltre che alle mazzette di rubli, sarebbero stati rinvenuti passaporti falsi con la foto del leader della Wagner, così come armi e addirittura lingotti d’oro.

Secondo Fontanka, la quantità di denaro scoperto in nel corso di una perquisizione da parte delle autorità nella giornata di sabato, mentre il leader della Wagner guidava la rivolta armata, ammonterebbe a 4 miliardi di rubli, ovvero circa 43 milioni di euro. Il canale ha pubblicato una foto sul suo canale Telegram di scatole a terra accanto a un furgone sorvegliato da un agente di polizia.

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Un furgone carico di scatole con denaro in contanti è stato trovato parcheggiato vicino a quello che si presume sia un ufficio del capo di Wagner Evgenij Prigozhin all'Hotel Trezzini di San Pietroburgo, secondo quanto riferito dal portale di inchieste Fontanka.

Le mazzette

 

Nel rifugio, oltre che alle mazzette di rubli, sarebbero stati rinvenuti passaporti falsi con la foto del leader della Wagner, così come armi e addirittura lingotti d’oro.

Secondo Fontanka, la quantità di denaro scoperto in nel corso di una perquisizione da parte delle autorità nella giornata di sabato, mentre il leader della Wagner guidava la rivolta armata, ammonterebbe a 4 miliardi di rubli, ovvero circa 43 milioni di euro. Il canale ha pubblicato una foto sul suo canale Telegram di scatole a terra accanto a un furgone sorvegliato da un agente di polizia.

Le scatole di contanti pubblicate da Fontanka

 

Non è chiaro chi abbia ordinato la perquisizione, ma Prigozhin ha confermato le notizie dei media in un messaggio audio su uno dei suoi canali Telegram, affermando che i soldi che teneva in un furgone e due autobus erano destinati agli stipendi, oltre che al pagamento dei cosiddetti Risarcimento “Cargo 200” per le famiglie dei combattenti uccisi.

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