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Trionfo dei conservatori in Grecia. Ora Mitsotakis può governare da solo

(reuters)
Dopo lo stallo del 21 maggio, la nuova legge elettorale dà al premier la maggioranza assoluta dei seggi
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ATENE - Cronaca di una vittoria annunciata: quella di Nea Dimokratia, il partito del premier uscente Kyriakos Mitsotakis, che ha vinto stasera, sia pur di misura, le elezioni indette ad appena 5 settimane dalla precedente tornata elettorale. Con il 40,5% (giù dello 0,3 rispetto al 21 maggio) si è infatti aggiudicato il premio di maggioranza, capitalizzando 158 seggi su 300. Syriza, la sinistra di quell’Alexis Tsipras che fu premier nel drammatico triennio dell’austerity 2015-18 si conferma secondo partito, ma, con 17,8 crolla sotto la soglia psicologica del 20 per cento che già aveva significato una batosta a maggio: «Ci assumiamo la responsabilità delle sconfitta» ha infatti detto il suo leader.



Si consolidano i socialisti di Pasok, all’11,9. E sup…

ATENE - Cronaca di una vittoria annunciata: quella di Nea Dimokratia, il partito del premier uscente Kyriakos Mitsotakis, che ha vinto stasera, sia pur di misura, le elezioni indette ad appena 5 settimane dalla precedente tornata elettorale. Con il 40,5% (giù dello 0,3 rispetto al 21 maggio) si è infatti aggiudicato il premio di maggioranza, capitalizzando 158 seggi su 300. Syriza, la sinistra di quell’Alexis Tsipras che fu premier nel drammatico triennio dell’austerity 2015-18 si conferma secondo partito, ma, con 17,8 crolla sotto la soglia psicologica del 20 per cento che già aveva significato una batosta a maggio: «Ci assumiamo la responsabilità delle sconfitta» ha infatti detto il suo leader.



Si consolidano i socialisti di Pasok, all’11,9. E superano lo sbarramento del 3% cinque partitini agli antipodi: i comunisti del Kke col 7,6, i nazionalisti antiimmigrati di Elliniki Lysi (Soluzione Ellenica) al 4,5, gli ultraortodossi di Niki “sponsorizzati” dai monaci del Monte Athos (3,7), i populisti di sinistra di Plefsi Eleftherias guidati dalla ex presidente del Parlamento Zoe Konstantopoulou (3,2). Ma la sorpresa è il 4,7 di Spartiates: gli “spartani” di estrema destra sostenuta da Ilias Kasadaris, ex leader di Alba Dorata oggi in carcere per terrorismo, il cui Ethnikó Kómma, Partito Nazionale, a maggio è stato escluso dal voto da una sentenza della Corte Suprema.
 


 

«È un giorno di gioia e responsabilità» esulta Mitsotakis, 55 anni, arringando in camicia, alle dieci di sera, il suo popolo in festa riunitosi con clacson e vessilli davanti al quartier generale del partito, edificio caratterizzato dalla striscia blu-bandiera sulla facciata. «Fedele al mio dovere verso la nazione, non tollererò arroganza e presunzione», ha detto. «Sarò premier di tutti, andrò avanti con le riforme: gli elettori hanno respinto le bugie e l’atmosfera tossica che divideva la nostra società». Già alla guida del Paese dal 2019, oggi è il trionfatore assoluto. Sopravvissuto al temuto calo d’affluenza (giù di 13 punti, dal 60,9 di maggio al 46,6 di oggi) vince la scommessa fatta un mese fa. Quando, dopo aver ottenuto col proporzionale il 40,79%, 146 seggi, decise il ritorno immediato alle urne ben sapendo di poter contare sulla legge varata nel 2020 proprio dal suo partito per ripristinare il bonus di maggioranza abolito nel 2016, la cui applicazione era stata rimandata alle elezioni successive al primo rinnovo del Parlamento.

Laureato ad Harvard, rampollo di una delle dinastie politiche più importanti del Paese — il padre Konstantinos fu premier negli anni 90, la sorella Dora è stata ministro degli Esteri, il nipote Kostas Bakoyanni è l’attuale sindaco di Atene — formerà ora un governo monocolore. E già conta sull’appoggio dei mercati, da giorni in rialzo in vista del nuovo governo pro-imprese e investimenti stranieri. Pure il rating del Paese dovrebbe rialzarsi entro fine anno: segno che la decennale crisi economica è finita, nonostante, a oggi, metà della popolazione non può permettersi nemmeno le vacanza in patria, visti i prezzi tarati su turisti danarosi. Pure Nikos Koulis, 71 anni, ex militare in pensione, ci ha detto di «contare sul nuovo governo» mentre era in fila con la moglie al seggio della scuola elementare Vasilios Kampanis, nel 1875 primo istituto pubblico misto del Paese.

Già a maggio, d’altronde, erano stati proprio gli anziani a premiare Nd: «Attratti dalla stabilizzazione dell’economia e da una prospettiva di crescita del 2,4%, più della media europea», ci spiega il politologo Stathis Kalyvas, professore a Oxford. Incoraggiati anche dai numeri del debito pubblico in discesa: al 171% del Pil un anno fa, al 160 oggi, sarà a 154 nel 2024 e nel 2026 surclasserà l’Italia 135 a 140. «Mitsotakis ora controlla partito e Paese. L’opposizione non ha saputo capitalizzare i suoi punti deboli e nemmeno il naufragio di 10 giorni fa a largo di Pylos» nota. «Gli elettori hanno confermato la scelta di sostenere il partito al governo per motivi pratici più che ideologici. Mitsotakis governerà da solo, condizione non inusuale in Grecia. Ma le attese sono alte. Il suo precedente mandato è stato segnato da Covid, impennata dei prezzi dell’energia per la guerra ucraina, inflazione. Ora non ha più scuse: deve riformare sanità e infrastrutture, affrontare la corruzione endemica. Non può sbagliare. Fra un anno le elezioni europee saranno il test della sua tenuta».

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