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“Surovikin sapeva della rivolta della Wagner”. Gli Usa lanciano un siluro al generale

Il generale Sergej Surovikin

 
La marcia verso Mosca guidata da Prigozhin sarebbe stata l’inizio di un golpe mirato a rovesciare il potere in Russia. Le rivelazioni del New York Times
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Il New York Times pubblica uno scoop che sembra fatto apposta per approfittare del momento di sbandamento spaventoso dentro al Cremlino. Secondo fonti d’intelligence, scrive il giornale americano, il generale russo Sergej Surovikin sapeva in anticipo che il capo dei mercenari della Wagner, Evgenij Prigozhin, stava per lanciare una rivolta armata contro Putin.

L’implicazione è che l’ammutinamento di sabato da parte dei mercenari non fosse soltanto una mattata di soldati scontenti, ma l’inizio di un golpe che mirava a rovesciare il potere in Russia – e quindi di uno scenario di rivolta che alcuni avevano già teorizzato ma che in pochi pensavano potesse materializzarsi così presto. Questo potrebbe spiegare la sparizione di Putin e dei suoi generali per due giorni.

Surovikin è uno dei pezzi più grossi dell…

Il New York Times pubblica uno scoop che sembra fatto apposta per approfittare del momento di sbandamento spaventoso dentro al Cremlino. Secondo fonti d’intelligence, scrive il giornale americano, il generale russo Sergej Surovikin sapeva in anticipo che il capo dei mercenari della Wagner, Evgenij Prigozhin, stava per lanciare una rivolta armata contro Putin.

L’implicazione è che l’ammutinamento di sabato da parte dei mercenari non fosse soltanto una mattata di soldati scontenti, ma l’inizio di un golpe che mirava a rovesciare il potere in Russia – e quindi di uno scenario di rivolta che alcuni avevano già teorizzato ma che in pochi pensavano potesse materializzarsi così presto. Questo potrebbe spiegare la sparizione di Putin e dei suoi generali per due giorni.

Surovikin è uno dei pezzi più grossi della Difesa: è stato comandante di tutte le operazioni in Ucraina fino a gennaio e i media russi lo hanno spesso esaltato come un comandante decisivo sul campo con il nomignolo di “generale Armageddon”, che si sarebbe guadagnato durante la distruzione sistematica della città di Aleppo in Siria nel 2016.

L’intelligence americana non dice se Surovikin avesse promesso aiuto a Prigozhin nel suo piano per rovesciare i vertici della Difesa, ma sostiene che altri generali lo avrebbero fatto. In effetti il capo della Wagner ha preso la decisione di lanciare il colpo di Stato anche in condizioni di inferiorità numerica come se si aspettasse rinforzi, e ha sfoggiato molta sicurezza nelle prime fasi della ribellione.

Il generale Surovikin non si vede dalla mattina del quasi golpe – quel giorno fu il primo a girare un video nel quale chiede ai mercenari di deporre le armi e tiene sulla coscia un fucile d’assalto, come se volesse far capire di avere accettato di girare il filmato e di non essere stato costretto a farlo. È il comandante dell’aviazione russa e questo vuol dire che le uniche vittime di quel giorno sono militari che rispondono a lui.

I mercenari hanno abbattuto con missili terra-aria tre elicotteri che hanno provato a bloccare il convoglio della Wagner in marcia verso Mosca e un aereo militare molto sofisticato che era stato mandato a sorvegliare la situazione. Il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, risponde che lo scoop del New York Times è soltanto gossip.

In molti fanno notare – e tra loro c’è Mark Galeotti, osservatore di solito bene informato sul Cremlino – che in questo momento il sistema di potere putiniano è agitato da sospetti fortissimi e accuse incrociate: la vista della Wagner che occupa intere città senza sparare un colpo e tra gli applausi della folla deve avere scosso gli animi.

La rivelazione su Surovikin fa salire ancora di più il livello di paranoia, se possibile. La ribellione ha fatto scattare purghe di massa dentro le Forze armate russe, dice Mikhail Zvinchuk, un ex ufficiale della Difesa che adesso commenta la guerra su un suo blog militare.

Da quando è cominciata la guerra le informazioni di intelligence sui giornali americani hanno preso due forme. Sul New York Times appaiono quelle concordate con l’Amministrazione Biden, a partire dalla previsione esatta che l’esercito russo stava sul punto di invadere l’Ucraina. Washington condivide informazioni con la stampa quando crede che potrebbero essere utili a neutralizzare la propaganda russa.

Sul Washington Post invece appaiono quelle che sono state trafugate da un giovane estremista americano nel corso dei cosiddetti Discord Leaks e non sono informazioni autorizzate per la pubblicazione.

Il Wall Street Journal sostiene che, secondo “fonti d’intelligence occidentale”, Prigozhin intendeva catturare i suoi nemici, il ministro Shoigu e il capo di Stato maggiore Gerasimov, durante una loro visita a Rostov, ma che il suo piano era stato scoperto in anticipo e che per questo aveva dovuto rimediare con una manovra azzardata, nella speranza che anche altri reparti con i quali si era accordato lo avrebbero seguito. Il generale Surovikin non era l’unico a sapere che cosa stava per succedere. 

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