Nuovi dettagli sul pallone-spia cinese: “Usava tecnologia americana”
dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - “Il pallone-spia cinese era dotato di attrezzature di fabbricazione americana”. Lo sostengono alcuni funzionari Usa che hanno parlato al Wall Street Journal, citando i risultati preliminari di un'indagine strettamente riservata.
“Trasportava apparecchiature statunitensi disponibili in commercio, alcune delle quali in vendita online, insieme a sensori cinesi più sofisticati e ad altre attrezzature per raccogliere fotografie, video e altre informazioni”. Ma - secondo i risultati preliminari - “non sembra averli trasmessi in Cina”.
Il “balloon-gate” era esploso a inizio febbraio: il pallone aerostatico volò per otto giorni sopra l’America, sorvolando anche siti militari sensibili, per poi essere abbattuto nei cieli della Carolina del Sud. U…
PECHINO - “Il pallone-spia cinese era dotato di attrezzature di fabbricazione americana”. Lo sostengono alcuni funzionari Usa che hanno parlato al Wall Street Journal, citando i risultati preliminari di un'indagine strettamente riservata.
“Trasportava apparecchiature statunitensi disponibili in commercio, alcune delle quali in vendita online, insieme a sensori cinesi più sofisticati e ad altre attrezzature per raccogliere fotografie, video e altre informazioni”. Ma - secondo i risultati preliminari - “non sembra averli trasmessi in Cina”.
Il “balloon-gate” era esploso a inizio febbraio: il pallone aerostatico volò per otto giorni sopra l’America, sorvolando anche siti militari sensibili, per poi essere abbattuto nei cieli della Carolina del Sud. Uno “strumento di spionaggio di Pechino” secondo Washington, “un mezzo civile utilizzato per scopi di ricerca meteorologica” secondo invece la versione cinese. Un incidente che all’epoca scatenò una crisi diplomatica tra le due superpotenze e fece rimandare il viaggio del segretario di Stato Usa Antony Blinken a Pechino (poi avvenuto lo scorso 18 giugno).
“Diverse agenzie di difesa e di intelligence, insieme all’Fbi, hanno analizzato i detriti recuperati. Questi risultati supportano la conclusione che il velivolo fosse destinato allo spionaggio e non al monitoraggio meteorologico, come affermato da Pechino”, scrive il quotidiano statunitense citando funzionari Usa.
Già a febbraio, dopo l’abbattimento, Washington aveva rivelato di aver trovato su alcuni componenti del pallone delle etichette con scritte “in inglese”.
Da tempo l’amministrazione Biden e la leadership comunista hanno cercato di seppellire il caso dello scorso febbraio. Il presidente statunitense lo ha definito “uno stupido pallone, un incidente più imbarazzante che intenzionale”. "Questo capitolo dovrebbe essere chiuso", ha dichiarato Blinken in un’intervista a Nbc di ritorno da Pechino.
La settimana scorsa Biden è però tornato sull’argomento affermando che “Xi Jinping fu piuttosto scosso, perché non sapeva che il pallone carico di strumenti per lo spionaggio fosse lì. E non essere al corrente dell’azione naturalmente è un grande imbarazzo per i dittatori”. Grandi proteste di Pechino per l’uso di quella parola - “dittatore” - associata al nome del leader comunista.
Dopo la visita di Blinken a Pechino di dieci giorni fa, Stati Uniti e Cina stanno faticosamente ricominciando a parlarsi. A luglio il segretario al Tesoro Janet Yellen dovrebbe recarsi a Pechino, mentre le diplomazie sono al lavoro per un incontro tra Biden e Xi nel corso di questo 2023 (al G20 in India o al summit dell’Apec). Ritornare a parlare di quel “stupido pallone” rischia di complicare i piani.