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Zuppi incontra Kirill a Mosca, ma il Cremlino fa muro “Nessun accordo”

Il cardinale Matteo Zuppi incontra il patriarca Kirill a Mosca 

 
Il patriarca ha detto di apprezzare la missione del cardinale “in un momento in cui sono sorti problemi molto grandi nei rapporti con l’Occidente”. Sul tavolo anche un possibile faccia a faccia con il Papa
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Si sarebbe evocata anche l’ipotesi di un nuovo incontro tra Francesco e Kirill, durante il faccia a faccia che il cardinale Matteo Zuppi ha avuto, nel monastero di Danilov, con il patriarca di Mosca.

Di certo l’inviato del Papa ha riallacciato i rapporti dopo il gelo calato dall’offensiva in Ucraina. L’incontro era uno dei momenti cruciali, e più delicati, della trasferta, la seconda tappa dopo Kiev, di una missione voluta da papa Francesco che, senza la pretesa di ottenere un accordo, era però tesa a facilitare la possibilità della pace.

Legato a doppio filo con Putin, Kirill lo ha sostenuto senza esitazione, fornendo al Cremlino una giustificazione spirituale condita di invettive contro l’Occidente secolarizzato. Il Papa ha sp…

Si sarebbe evocata anche l’ipotesi di un nuovo incontro tra Francesco e Kirill, durante il faccia a faccia che il cardinale Matteo Zuppi ha avuto, nel monastero di Danilov, con il patriarca di Mosca.

Di certo l’inviato del Papa ha riallacciato i rapporti dopo il gelo calato dall’offensiva in Ucraina. L’incontro era uno dei momenti cruciali, e più delicati, della trasferta, la seconda tappa dopo Kiev, di una missione voluta da papa Francesco che, senza la pretesa di ottenere un accordo, era però tesa a facilitare la possibilità della pace.

Legato a doppio filo con Putin, Kirill lo ha sostenuto senza esitazione, fornendo al Cremlino una giustificazione spirituale condita di invettive contro l’Occidente secolarizzato. Il Papa ha sperato a lungo di poter trovare nel patriarca una sponda per convincere Putin a fermare le armi, ma nel corso del tempo ha dato segni di impazienza.

“Le guerre sono sempre ingiuste", gli ha detto. Ha apostrofato Kirill come “il chierichetto di Putin”. Una rottura, dopo lo storico incontro di Bergoglio e Kirill a Cuba nel 2016 che avrebbe dovuto replicarsi a Gerusalemme se non ci fosse stata l’Ucraina. Il cardinale Kurt Koch, responsabile della Santa Sede per l’ecumenismo, è arrivato a tacciare Kirill di “eresia”.

Il cardinale Matteo Zuppi a Mosca

 (afp)

Ma Bergoglio, sfidando lo scetticismo di molti — l’arcivescovo greco-cattolico di Kiev, Sviatoslav Shevchuk, è tornato ad esprimere la propria difficoltà a capire il Papa — vuole evitare di riportare il dialogo indietro nel tempo, a prima della svolta di Cuba. Guarda al presente, ma anche al futuro, prossimo e remoto, del rapporto tra Roma e Mosca. Ha incontrato diversi emissari di Kirill, e ha voluto che il suo inviato lo incontrasse.

“Apprezziamo che Sua Santità l’abbia mandata a Mosca”, gli ha detto Kirill, “in un momento in cui sono sorti problemi molto grandi nei rapporti tra Russia e Occidente, è importante che tutte le forze del mondo si uniscano per prevenire un grande conflitto armato”. Le Chiese “possono lavorare insieme per servire la causa della pace e della giustizia”. Secondo l’agenzia russa Ria Novosti, Zuppi e Kirill hanno discusso anche di un possibile nuovo incontro fra Kirill e Francesco. Si vedrà.

La giornata era iniziata con un incontro con Maria Llova-Belova, la commissaria “per i diritti dei bambini» su cui pende un mandato di arresto internazionale per il sequestro di minorenni ucraini. Zuppi sta mediando per riportarli a casa. “Sono sicura che l’amore e la misericordia cristiani aiuteranno nel dialogo», ha chiosato la funzionaria russa. Porta aperta, ma ci vorrà tempo per portare la trattativa a buon fine.

Se a Kiev Zuppi è stato ricevuto dal presidente Zelensky, a Mosca ha incontrato un consigliere presidenziale. Un incontro, ha ribadito ieri il portavoce del Cremlino, teso a “scambiare opinioni e informazioni sulla questione umanitaria”, non a raggiungere un “accordo specifico”.

In serata Zuppi ha celebrato messa alla cattedrale cattolica di Mosca, presente anche l’ambasciatore italiano Giorgio Starace. “Come una madre, la Chiesa non può mai accettare la divisione tra i figli”, ha detto il cardinale, sottolineando che "pace e giustizia si nutrono l’una dell’altra”.

Per Zuppi, che tra gli applausi dei fedeli ha pronunciato alcune parole in russo, “non è un sogno ingenuo, ma un impegno e un dovere umano e cristiano, indispensabile perché ci sia il futuro”. Da raggiungere, tra non poche difficoltà, grazie alla “passione” del Papa per la pace “e per questa missione che sono certo darà dei frutti di speranza”.

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