Soldi a chi fa figli. Ora in Cina intervengono le aziende private
dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - Non più solo lo Stato, anche le aziende ora spronano i cinesi ad avere più figli. È il caso di Trip.com Group, una delle più grandi agenzie di viaggio online del mondo, che ha annunciato che pagherà 50mila yuan (poco più di 6mila euro) ad ogni dipendente per ogni figlio. È la prima iniziativa del genere di una grande compagnia privata.
Prevede un sussidio parentale di 10mila yuan all'anno per cinque anni per ogni figlio nato. Il programma costerà circa 1 miliardo di yuan (pari a circa 127 milioni di euro), ha dichiarato l’azienda in un comunicato. "I dipendenti sono la nostra più grande risorsa e ci impegniamo a creare per loro un ambiente di lavoro migliore e più solidale. Attraverso l'introduzione di questo nuovo benefit per l'assistenza all'infanzia, intendiamo fornire un sostegno finanziario che incoraggi i nostri dipendenti a creare o a far crescere la propria famiglia senza compromettere i loro obiettivi e risultati professionali”, dichiara James Liang, presidente…
PECHINO - Non più solo lo Stato, anche le aziende ora spronano i cinesi ad avere più figli. È il caso di Trip.com Group, una delle più grandi agenzie di viaggio online del mondo, che ha annunciato che pagherà 50mila yuan (poco più di 6mila euro) ad ogni dipendente per ogni figlio. È la prima iniziativa del genere di una grande compagnia privata.
Prevede un sussidio parentale di 10mila yuan all'anno per cinque anni per ogni figlio nato. Il programma costerà circa 1 miliardo di yuan (pari a circa 127 milioni di euro), ha dichiarato l’azienda in un comunicato. "I dipendenti sono la nostra più grande risorsa e ci impegniamo a creare per loro un ambiente di lavoro migliore e più solidale. Attraverso l'introduzione di questo nuovo benefit per l'assistenza all'infanzia, intendiamo fornire un sostegno finanziario che incoraggi i nostri dipendenti a creare o a far crescere la propria famiglia senza compromettere i loro obiettivi e risultati professionali”, dichiara James Liang, presidente esecutivo del consiglio di amministrazione del gruppo con sede a Shanghai. "Ho sempre suggerito al governo di dare fondi alle famiglie con figli. Anche le aziende possono svolgere un ruolo nell'ambito delle proprie capacità per costruire un'atmosfera favorevole alla fertilità”.
Sebbene negli ultimi anni Pechino abbia preso provvedimenti graduali per eliminare le restrizioni alla natalità per le coppie sposate e abbia messo in campo vari incentivi monetari per stimolare le ragazze e i ragazzi a fare figli, nel 2022 il Dragone ha registrato il più basso tasso di natalità’ (6,77 nascite ogni mille abitanti) dalla fondazione della Cina comunista nel 1949. Le nascite sono crollate ai minimi (9,56 milioni di nuovi nati), così come continua a scendere il numero di matrimoni (6,83 milioni, dato più basso dal 1986).
“La Cina rischia di invecchiare prima di diventare ricca”, avvertono da anni sociologi e demografi.
Negli ultimi mesi i vari governi locali le stanno davvero provando tutte per stimolare i bassi tassi di natalità, enorme mal di testa per la leadership comunista: sfide che potrebbero avere un impatto sull'economia e sulla società del Dragone nei prossimi anni. E allora ecco incentivi fiscali, sussidi per le abitazioni e istruzione gratuita o agevolata.
Solo che la maggior parte dei giovani cinesi di fare figli non ci pensa proprio a causa della disoccupazione giovanile da record (20,8%), dei soldi (tanti) che ci vogliono a crescere un bebè, della situazione economica ancora precaria dopo tre anni di pandemia.