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Regno Unito, l’accusa di Farage: “Mi hanno chiuso i conti in banca, forse lascio il Paese”

Il re della Brexit denuncia su Twitter gli istituti di credito: “Mi stanno boicottando, è un complotto europeista, vogliono costringermi a espatriare”. Una storia che ha ancora tanti punti oscuri
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LONDRA - Il re dei brexiter minaccia di abbandonare il proprio Paese. L’ultima storia che riguarda Nigel Farage è paradossale, clamorosa e ancora oscura. L’ex parlamentare europeo e campione euroscettico ha annunciato ieri sera su Twitter che molto probabilmente sarà “costretto a lasciare l’Inghilterra” e dunque espatriare. Come mai? “Perché la mia banca inglese mi ha chiuso improvvisamente il conto. E nessun altro istituto di credito vuole aprirmene un altro. Non posso vivere così”.

Qual è il motivo? Farage sostiene di essere stato recentemente contattato dalla sua banca - di cui non ha rivelato il nome sinora - che lo ha avvertito di come il suo conto sarebbe stato disattivato nel giro di due mesi. Secondo la ricostruzione dell’ex leader del Brexit Party e oggi presentatore al canale di destra GB News, il provvedimento sarebbe stato preso per non specificate "ragioni commerciali”, almeno questo gli avrebbe detto l'addetta. Allora Farage avrebbe provato a rivolgersi ad altri isti…

LONDRA - Il re dei brexiter minaccia di abbandonare il proprio Paese. L’ultima storia che riguarda Nigel Farage è paradossale, clamorosa e ancora oscura. L’ex parlamentare europeo e campione euroscettico ha annunciato ieri sera su Twitter che molto probabilmente sarà “costretto a lasciare l’Inghilterra” e dunque espatriare. Come mai? “Perché la mia banca inglese mi ha chiuso improvvisamente il conto. E nessun altro istituto di credito vuole aprirmene un altro. Non posso vivere così”.

Qual è il motivo? Farage sostiene di essere stato recentemente contattato dalla sua banca - di cui non ha rivelato il nome sinora - che lo ha avvertito di come il suo conto sarebbe stato disattivato nel giro di due mesi. Secondo la ricostruzione dell’ex leader del Brexit Party e oggi presentatore al canale di destra GB News, il provvedimento sarebbe stato preso per non specificate "ragioni commerciali”, almeno questo gli avrebbe detto l'addetta. Allora Farage avrebbe provato a rivolgersi ad altri istituti di credito ma, per una motivazione o un’altra, tutti gli hanno risposto picche.

Secondo Farage, si tratta di “un complotto europeista” per mettermi a tacere, “perché la Brexit è stata una vittoria del popolo e ha creato molti problemi alle banche. Questo non me lo hanno mai perdonato”. Una seconda ipotesi, secondo lui, sta nel fatto che gli istituti di credito lo considerino una "politically exposed person”, ossia un particolare status per le persone coinvolte nella politica britannica che innesca maggiori controlli sul titolare del conto per scongiurare influenze o corruzione straniere.

La terza possibile lettura, citata da Farage, rimanda ai commenti di un deputato laburista contro di lui, Sir Chris Bryant, che dai banchi del Parlamento lo ha accusato di aver guadagnato circa 550mila sterline (poco meno di 700mila euro) da Russia Today, la tv russa direttamente legata al Cremlino. Questo potrebbe aver spaventato molte banche dall’imbarcarsi il leader euroscettico come cliente. Farage è stato più volte accusato di eccessiva vicinanza a Mosca, c’è chi sostiene che la Russia abbia parzialmente finanziato la campagna per la Brexit. Tuttavia, sinora in Gran Bretagna gli inquirenti non hanno trovato nessuna prova a sostegno di questa tesi e lo stesso Farage nel video ripete di “non aver preso nessun soldo da entità legate a Mosca”.

Intanto il mistero continua. I sostenitori di Farage sono indignati su Twitter e hanno preso le sue difese: “Se accadesse a voi cosa direste?". L’ex leader cerca il sostegno anche della politica, che però sinora è rimasta silente. Il Financial Times ha chiesto il parere a un anonimo ministro del governo Sunak. Risposta: l’emoticon di una risata a crepapelle.
 

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