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Francia, i blindati di Macron per sedare la rivolta: “Non fate uscire i vostri ragazzi”

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Saccheggi e arresti in tutta la Francia. Due morti a Rouen e in Guyana Il presidente lascia in anticipo il vertice Ue: “Violenza ingiustificabile”
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PARIGI — “Le prossime ore saranno decisive”, annuncia il ministro dell’Interno, Gérald Darmanin, lanciando un appello alle forze dell’ordine che devono affrontare la quarta notte di rivolta in tutto il Paese mentre nelle strade francesi arrivano anche i blindati della gendarmeria.

Le scene di devastazione si allargano a tutte le grandi città, da Lille a Marsiglia, da Tolosa a Bordeaux. Cominciano prima del tramonto. Già ieri pomeriggio due centri commerciali nella regione di Parigi sono attaccati da gruppi di black bloc, a Strasburgo un Apple Store è stato saccheggiato.

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Non bastano i 40mila poliziotti schierati nella notte tra giovedì e venerdì per fermare l’escalation, che ha portato all’arresto di 875 persone, 492 edifici attaccati, più di duecento agenti feriti, duemila veicoli bruciati e decine di negozi saccheggiati, soprattutto nel cuore di Parigi. Ieri sera un raduno improvvisato è cominc…

PARIGI — “Le prossime ore saranno decisive”, annuncia il ministro dell’Interno, Gérald Darmanin, lanciando un appello alle forze dell’ordine che devono affrontare la quarta notte di rivolta in tutto il Paese mentre nelle strade francesi arrivano anche i blindati della gendarmeria.

Le scene di devastazione si allargano a tutte le grandi città, da Lille a Marsiglia, da Tolosa a Bordeaux. Cominciano prima del tramonto. Già ieri pomeriggio due centri commerciali nella regione di Parigi sono attaccati da gruppi di black bloc, a Strasburgo un Apple Store è stato saccheggiato.

(afp)

Non bastano i 40mila poliziotti schierati nella notte tra giovedì e venerdì per fermare l’escalation, che ha portato all’arresto di 875 persone, 492 edifici attaccati, più di duecento agenti feriti, duemila veicoli bruciati e decine di negozi saccheggiati, soprattutto nel cuore di Parigi. Ieri sera un raduno improvvisato è cominciato a Place de la Concorde.

Si cominciano a contare le vittime: un ragazzo di diciannove anni è morto a Rouen dopo essere caduto dal tetto di un centro commerciale e un cinquantenne che partecipava agli scontri in Guyana francese è stato colpito da un proiettile vagante.

Emmanuel Macron è costretto ad anticipare il suo ritorno dal vertice a Bruxelles per participare alla riunione di crisi all’Eliseo. "Violenze ingiustificabili”, ripete il capo dello Stato, denunciando “strumentalizzazioni” sulla morte di Nahel, il ragazzino di diciassette anni freddato da un poliziotto durante un controllo stradale a Nanterre, nord della capitale.

Se il capo dello Stato ha subito preso posizione sul drammatico gesto dell’agente ("ingiustificabile”), è ormai chiaro che le sue parole, e l’arresto del poliziotto, non bastano a fermare l’esplosione di una rivolta nichilista tra una gioventù che non vede più futuro. Macron prova a rivolgersi ai genitori dei “giovanissimi” - molti dei protagonisti degli scontri sono in età da scuola media - affinché siano “responsabili”, e tengano a casa i loro figli, lontano dalla guerriglia urbana.

Un anno dopo la sua rielezione, il leader francese vive la crisi più grave dopo le proteste dei gilet gialli. I video sui social mostrano quartieri in fiamme. Un tram è stato incendiato a Lione, così come un deposito di autobus a Aubervilliers, vicino al villaggio per le Olimpiadi previste tra un anno.

Due poliziotti in borghese sono stati aggrediti a Marsiglia. Il carcere di Fresnes, a sud della capitale, è stato attaccato e solo per miracolo non ci sono stati feriti tra i secondini. Il sindaco di Hay-les-Roses, a sud di Parigi, ha fatto circondare la sede del municipio con il filo spinato.

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"Dobbiamo barricarci perché il governo non ci ha mandato rinforzi", spiega Vincent Jeanbrun. “Il commissariato qui — aggiunge — è a corto di munizioni”. Due importanti sindacati di polizia scrivono in un comunicato: “Siamo in guerra”. E poi mandano al governo un messaggio che minaccia la sedizione in caso di “mancate misure concrete per la protezione legale degli agenti di polizia”.

Macron è pressato dalla destra per decretare lo stato d’emergenza, secondo l’articolo 16 della Costituzione, in modo da poter varare il coprifuoco nazionale, misura estrema usata durante le rivolte delle banlieue del 2005. Il livello della violenza in piazza è già più alto di quel fatidico precedente, amplificato oggi dalla viralità dei filmati diffusi in Rete.

Il governo chiede a Twitter, Snapchat e TikTok di rimuovere i filmati "più sensibili” e di rivelare le identità degli utenti che fomentano la violenza. “A volte abbiamo la sensazione che alcuni giovani vivano in strada i videogiochi che li hanno intossicati”, sottolinea il capo dello Stato. Il guardasigilli Eric Dupond Moretti ha approvato una circolare eccezionale che inasprisce le pene, soprattutto tra i minorenni. Il governo vieta anche la vendita e il trasporto di mortai e prodotti infiammabili.

“Il nostro Paese è sull’orlo del precipizio", commenta Eric Ciotti, presidente dei Républicains. Marine Le Pen chiede invece un “coprifuoco per settori”, distinguendosi da altri esponenti della destra e dal rivale Eric Zemmour. Le Pen chiede anche a Macron di invitare all’Eliseo i gruppi parlamentari per discutere le varie opzioni e “salvaguardare la libertà e la sicurezza pubblica”.

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La sindaca di Lille, Martine Aubry, è contraria all’idea di un coprifuoco. “Ha senso solo se siamo in grado di farlo rispettare” commenta l’esponente socialista. Nella città delle Fiandre una scuola appena ristrutturata è stata incendiata. I funerali di Nahel sono previsti oggi. Il primo cittadino di Nanterre, Patrick Jarry, segnala “l’urgente necessità di trovare le parole per porre fine al ciclo della violenza”.

Parole a cui dovranno seguire fatti. La nuova rivolta delle banlieue esprime problemi più profondi che attraversano la società francese.

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