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Proteste in Francia, kalashnikov e bottini dei saccheggi: così la rivolta dei giovanissimi è “live” sui social

Uno dei negozi saccheggiati a Bondy

 (afp)
Migliaia su Snapchat a navigare la mappa degli scontri commentando in diretta le “gesta” dei casseur. Sempre di più fucili e pistole in circolazione, derubate armerie
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Ieri notte a seguire gli scontri tra manifestanti e polizia erano in migliaia, nelle strade di tutta la Francia sì – il ministero degli Interni fa sapere che il quarto atto delle rivolte per la morte di Nahel si è concluso con 994 fermi, 79 agenti feriti, 1350 auto in fiamme, 2560 incendi – ma anche sui social.

Seguendo l’hashtag #emeutes, rivolte, su Instagram e TikTok erano diverse le dirette che mostravano l’evolversi delle violenze, seguite da migliaia di utenti che commentavano come davanti a uno show televisivo. Storie, post e il grande ritorno di Snapchat, la app che consente di caricare brevi video in voga qualche anno fa.

Grazie alla possibilità di navigare la Snap Map, una mappa interattiva che geolocalizza la provenienza dei video, l’esperienza della rivolta si può seguire sui social quasi come se fosse dal vivo. 

Nella notte diventano virali, tra i tanti, due video che raccontano le due anime di queste rivolte vissute dai “social casseur”: la viole…

Ieri notte a seguire gli scontri tra manifestanti e polizia erano in migliaia, nelle strade di tutta la Francia sì – il ministero degli Interni fa sapere che il quarto atto delle rivolte per la morte di Nahel si è concluso con 994 fermi, 79 agenti feriti, 1350 auto in fiamme, 2560 incendi – ma anche sui social.

Seguendo l’hashtag #emeutes, rivolte, su Instagram e TikTok erano diverse le dirette che mostravano l’evolversi delle violenze, seguite da migliaia di utenti che commentavano come davanti a uno show televisivo. Storie, post e il grande ritorno di Snapchat, la app che consente di caricare brevi video in voga qualche anno fa.

Grazie alla possibilità di navigare la Snap Map, una mappa interattiva che geolocalizza la provenienza dei video, l’esperienza della rivolta si può seguire sui social quasi come se fosse dal vivo. 

Nella notte diventano virali, tra i tanti, due video che raccontano le due anime di queste rivolte vissute dai “social casseur”: la violenza e la condivisione. 

Da un lato quello girato a Lione, nel quartiere Ducherre. Mostra due persone aggirarsi nelle strade semi deserte, tra rumori di spari, esplosioni e risate. Imbracciano un kalashikov e lo utilizzano come se fossero in una guerra. L’utilizzo delle armi tra i manifestanti inizia a registrarsi con frequenza: nella sola Marsiglia ieri notte una armeria è stata saccheggiata e un uomo è stato arrestato con un fucile da caccia.

L’altro video di tendenza è il resoconto del furto fatto da una manifestante in un supermercato. La donna mostra ai suoi follower quello che ha rubato nello stile dei video “haul”, ovvero video del bottino di acquisti che le teenager pubblicano per condividere abiti e trucchi nuovi.

Stavolta però nel carrello social gli oggetti non sono stati comprati ma rubati durante l’assalto a un supermercato. Dal salmone ai gamberetti fino alle strisce depilatorie, la ragazza si vanta di aver preso oggetti costosi. Molto virale anche le immagini dei saccheggi nel negozio Nike di Parigi.

Rispetto alle proteste scoppiate nel 2005 dopo la morte dei due giovani rimasti folgorati mentre fuggivano dai poliziotti a Clichy-sous-Bois, i social rappresentano la grande novità.

Un terzo degli arrestati, ricordava ieri Emmanuel Macron, è rappresentato da giovanissimi – e per questo lanciava l’appello ai genitori per tenerli in casa – e vivono sui loro smartphone. Condividendo tutto quello che accade nelle loro giovani vite. Rivolte incluse. 

Una deriva, quella dello strapotere dei social tra i più giovani, che il Parlamento francese ha appena cercato di arginare approvando l'obbligo per le piattaforme come TikTok, Instagram e SnapChat di verificare l’età degli utenti e, in caso di iscritti minori di 15 anni, richiedere il consenso scritto dei genitori. Anche se in Francia l’età per accedere ai social è 13 anni, la Commissione nazionale per l’informatica riporta che i minorenni si iscrivono in media intorno agli 8 anni e mezzo e che più della metà dei ragazzi tra i 10 e i 14 anni sono presenti sui social francesi. .

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