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Usa, i repubblicani all’arrembaggio delle “Mamme per la Libertà”: Trump e DeSantis a caccia del voto delle famiglie anti-woke

(reuters)
I due sfidanti alla Convention di Philadelphia delle “Moms for Liberty”, un gruppo conservatore che fa gola a tutti i candidati del partito
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NEW YORK - La sfida tra Donald Trump e Ron DeSantis si concentra adesso sulla conquista del voto delle “Moms for Liberty”, o “mamme orse”, l’organizzazione politica americana che si oppone all’insegnamento a scuola di temi legati ai diritti Lgbt, teoria della razza e discriminazione. Tutti i candidati conservatori sono intervenuti al “Joyful Warriors National Summit”, la convention di Philadelphia, in Pennsylvania, delle mamme orse americane.

Il gruppo, fondato in Florida nel 2021 con l’obiettivo di contrastare l’obbligo di indossare la mascherina a scuola, è diventato un riferimento del mondo conservatore e dei “diritti dei genitori” nell’educazione scolastica dei propri figli. “Nessuno - ha detto una delle fondatrici, Tiffany Justice - combatterà come una mamma quando deve difendere il proprio figlio”.

L’organizzazione è finita sotto accusa anche per i suoi messaggi d’odio, che puntano a mettere ai margini la comunità arcobaleno. Alla convention i toni violenti contro le minoranze n…

NEW YORK - La sfida tra Donald Trump e Ron DeSantis si concentra adesso sulla conquista del voto delle “Moms for Liberty”, o “mamme orse”, l’organizzazione politica americana che si oppone all’insegnamento a scuola di temi legati ai diritti Lgbt, teoria della razza e discriminazione. Tutti i candidati conservatori sono intervenuti al “Joyful Warriors National Summit”, la convention di Philadelphia, in Pennsylvania, delle mamme orse americane.

Il gruppo, fondato in Florida nel 2021 con l’obiettivo di contrastare l’obbligo di indossare la mascherina a scuola, è diventato un riferimento del mondo conservatore e dei “diritti dei genitori” nell’educazione scolastica dei propri figli. “Nessuno - ha detto una delle fondatrici, Tiffany Justice - combatterà come una mamma quando deve difendere il proprio figlio”.

L’organizzazione è finita sotto accusa anche per i suoi messaggi d’odio, che puntano a mettere ai margini la comunità arcobaleno. Alla convention i toni violenti contro le minoranze non sono mancati. Manifestanti hanno protestato fuori dall’edificio dove si è tenuto il summit.

I donatori di Trump sono anche finanziatori del gruppo, e il tycoon è convinto di avere conquistato la base. DeSantis sta provando a convincerli ad abbandonare l’ex presidente. Parlando all'evento, DeSantis ha lodato il gruppo “per essere sotto attacco da parte della sinistra”, sostenendo di come sia un “segno che stiamo vincendo questa battaglia”. Il governatore ha ricordato il suo impegno in Florida nel soffocare la discussione a scuola su razza e identità sessuale e la messa al bando dalle biblioteche pubbliche di libri che parlano di questi temi. Ha poi promesso che da presidente darà "battaglia alla cultura woke”, cioè quella del risveglio in difesa dei diritti civili. “Io penso - ha detto alla platea - che ciò che abbiamo visto in questo Paese negli ultimi anni ha provocato il risveglio della forza politica più potente d’America: le mamme orse. E adesso loro sono pronte a entrare in azione”. Il governatore ha definito le mamme come la “chiave politica per il 2024”. “Sarà l’anno - ha aggiunto - in cui i genitori contrattaccheranno”.

Stesso tono usato da Trump, qualche ora dopo: “Stiamo vedendo marxismo e comunismo, ma io dico: non vi mettete contro le mamme americane”. Il tycoon ha scaldato la platea, promettendo di voler portare il sistema scolastico a livello statale, frantumando il sistema federale. “Ed eliminerò - ha aggiunto, scatenando l’ovazione delle mamme orse - i programmi di inclusione e sulla diversità”.

Su questa fetta di elettorato si concentrano le attenzioni di altri candidati. L’ex ambasciatrice Usa alle Nazioni Unite, Nikki Haley, ha attaccato le atlete transgender, altro tema molto caro alle “mamme orse”. ”Stanno - ha dichiarato Haley - letteralmente erodendo tutti i progressi che abbiamo fatto in tutto questo tempo”. Il gruppo “Moms for Liberty” non ha ancora detto chi sosterrà tra i candidati Repubblicani alle primarie di partito, anche se gli applausi più calorosi sono andati a Trump. Dalla nascita in Florida, l’organizzazione si è estesa a 45 Stati, 285 sezioni, e più di 120 mila iscritte. Tra i donatori figura Julie Fancelli, una Repubblicana la cui famiglia è proprietaria di una catena di supermercati e che ha finanziato in passato la campagna di Trump “Stop the Steal”, per denunciare i brogli elettorali del 2020. Tra le persone che avrebbero dovuto parlare alla platea delle mamme conservatrici c’era anche il candidato Democratico e novax Robert Kennedy, ma il suo intervento è stato annullato. Ufficialmente per problemi del candidato progressista. In realtà le “mamme orse” voteranno solo Repubblicano. Resta da vedere chi.

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