Esteri

Ragazzo ucciso da un poliziotto. In serata nuova riunione di emergenza all’Eliseo. L’appello della nonna di Nahel: “Fermatevi”

Disordini a Marsiglia, Nizza e Lione. Tensioni a Parigi. Attaccata l’abitazione di un sindaco nel Sud della capitale. Proiettili contro la polizia a Nimes: “Un agente salvo grazie al giubbotto”. E la protesta contagia la Svizzera e il Belgio
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Una nuova riunione per fare il punto della situazione dopo cinque giorni di proteste e disordini in Francia è stata convocata questa sera all'Eliseo dal presidente francese Emmanuel Macron. Lo riferisce lo stesso Eliseo. La riunione, alla quale parteciperanno la premier, il ministro dell'Interno e quello della Giustizia,dovrebbe tenersi alle 19,30.

Sono infatti oltre 700 le persone arrestate nella quinta notte di disordini in Francia. Nei freddi numeri di aggiornamento del ministero dell'Interno francese (45 poliziotti e gendarmi feriti, 577 veicoli e 74 edifici dati alle fiamme, 871 incendi registrati su strade pubbliche) danno la dimensione di quanto incandescente sia ancora la protesta scatenata dalla morte di Nahel, il giovane di 17 anni ucciso da un agente martedì scorso.

A Nimes un agente di polizia è stato raggiunto da un proiettile d’arma da fuoco e si è salvato grazie al giubbotto. A riferire l'episodio è stata oggi la procuratrice della Repubblica, Cecile Gensac, che ha aperto un’inchiesta sull’accaduto. "Il fatto che indossasse il giubbotto ha permesso all'agente di non rimanere gravemente ferito", ha dichiarato. Una radiografia ha confermato la presenza di un proiettile all'interno del giubbotto.


A Rennes, Nizza e Lione ci sono stati scontri tra i manifestanti e la polizia. A Marsiglia si segnalano incidenti in varie parti della città. A Parigi tensioni soprattutto nella zona degli Champs Elysées.

Incidenti sono scoppiati anche a Brest, nel dipartimento di Finistère, nella regione della Bretagna, sulla costa occidentale del Paese. Lo riporta il quotidiano Le Telegramme. I manifestanti hanno 'sparato' razzi e fuochi di artificio contro i poliziotti. Un incendio è scoppiato in una concessionaria della Renault.

(reuters)

La protesta ha contagiato anche la Svizzera e il Belgio: sono stati segnalati incidenti nel centro di Losanna, come riporta il media online '20 minutes'. Violenze e saccheggi nel quartiere Flon. Circa 200 persone hanno poi affrontato gli agenti arrivati sul posto in assetto anti-sommossa.

Un totale di 35 persone, 31 minorenni, sono state fermate e identificate a Bruxelles per avere organizzato una protesta a seguito dell'uccisione del giovane Nahel. Lo riferisce l'agenzia di stamba Belga. Secondo l'agenzia, la polizia di Bruxelles-Ixelles ha effettuato 35 fermi amministrativi, dopo che sui social network erano stati pubblicati inviti a nuove manifestazioni.

Ma il ministro degli Interni francese, Gérald Darmanin, ha dichiarato: "È stata una notte più tranquilla grazie all'azione decisiva delle forze dell'ordine". Il ministro ha seguito l'evoluzione della situazione dal centro di comando di Parigi, dove è arrivata anche la premier Elisabeth Borne, che ha detto: "Sono venuta per riaffermare alla polizia il mio pieno sostegno e quello del governo".

"L'età media dei rivoltosi è di 17 anni", ha spiegato sempre il ministro dell'Interno Darmanin. Sono studenti delle superiori, spesso giovani appena maggiorenni e quasi sempre senza precedenti penali.

L’appello della nonna di Nahel

La nonna di Nahel assicura di avercela solo con il poliziotto che ha ucciso suo nipote, ma non con gli altri agenti. "Meno male che ci sono" afferma la donna, parlando con Bfmtv, dopo aver lanciato un appello alla calma. "Ho fiducia nella giustizia", assicura poi. E su chi compie violenze in nome di Nahel: "Lo usano come pretesto".

“Che non rompano le vetrine, gli autobus, le scuole. Vogliamo far calmare le cose. Non Vogliamo che facciano danni. Che se ne stia tranquilla, quella gente!", dice ancora la donna. "Sono stanca", confida poi. "E' finita, mia figlia non ha più una vita".

Attacco al sindaco Jeanbrun

La maggiore tranquillità non ha però impedito il verificarsi di episodi gravi. I manifestanti hanno attaccato l’abitazione di un sindaco di L'Ha-les-Roses in Val-de-Marne, un comune nel Sud di Parigi. Lo denuncia lo stesso primo cittadino, Vincent Jeanbrun, in un tweet: "Mia moglie e i miei figli sono scioccati e feriti", ha scritto Jeanbrun.

Secondo Le Figaro, che cita fonti del comune, Jeanbrun si trovava nella sede del municipio, barricato da filo spinato, quando un gruppo di persone si è radunato davanti a casa sua dove si trovavano sua moglie e i due bambini piccoli.

Le reazioni internazionali

"Il governo israeliano segue con apprensione gli episodi e le ondate di antisemitismo che investono la Francia", ha detto il premier Benyamin Netanyahu nella riunione di governo a Gerusalemme. "Abbiamo assistito negli ultimi giorni - ha aggiunto - ad attacchi criminali contro obiettivi ebraici. Condanniamo con forza questi attacchi e appoggiamo il governo francese nella sua lotta all'antisemitismo".

Dal suo canto il governo iraniano ha invitato la Francia a non usare vilenza sui manifestanti. "Raccomandiamo al governo francese e alla polizia di prestare attenzione alle richieste dei manifestanti, dando prova di moderazione ed evitando qualsiasi violenza". Così in un tweet il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Nasser Kanani, che ha invitato Parigi a "porre fine al trattamento violento" della popolazione rispettando "i principi della dignità umana".

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