Cina, rivolta social dei neolaureati contro la disoccupazione: posano come zombi e gettano le tesi nell’immondizia
dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - Sdraiati a terra sulle scalinate delle loro facoltà o sulle panchine, con il volto coperto dai loro berretti, o a faccia in giù sull’erba di un prato. Piegati sulle ringhiere con le mani penzoloni. Intenti a gettare nel cestino della spazzatura le loro tesi appena discusse. Chi si finge uno zombie, chi addirittura morto. Niente fiori e sorrisi quest’anno per le tradizionali foto di laurea: molti giovani cinesi hanno optato, ironicamente (ma nemmeno troppo) per scatti alquanto insoliti.
Che, a loro dire, riflettono in modo più veritiero la dura realtà che devono affrontare: quest'estate si prevede che 11,6 milioni di studenti universitari si affacceranno sul mercato del lavoro, ma le loro prospettive appaiono poco rosee visto che la disoccupazione giovanile è a livelli record, 20,8%. Un giovane cinese su cinque oggi non lavora.
Le foto nelle ultime settimane hanno invaso Xiaohongshu, l’Instagram mandarino. “Pa…
PECHINO - Sdraiati a terra sulle scalinate delle loro facoltà o sulle panchine, con il volto coperto dai loro berretti, o a faccia in giù sull’erba di un prato. Piegati sulle ringhiere con le mani penzoloni. Intenti a gettare nel cestino della spazzatura le loro tesi appena discusse. Chi si finge uno zombie, chi addirittura morto. Niente fiori e sorrisi quest’anno per le tradizionali foto di laurea: molti giovani cinesi hanno optato, ironicamente (ma nemmeno troppo) per scatti alquanto insoliti.
Che, a loro dire, riflettono in modo più veritiero la dura realtà che devono affrontare: quest'estate si prevede che 11,6 milioni di studenti universitari si affacceranno sul mercato del lavoro, ma le loro prospettive appaiono poco rosee visto che la disoccupazione giovanile è a livelli record, 20,8%. Un giovane cinese su cinque oggi non lavora.
Le foto nelle ultime settimane hanno invaso Xiaohongshu, l’Instagram mandarino. “Passare da laureati a disoccupati”, uno dei commenti più condivisi sul social. "Adoro questo stile di foto, è molto simile al mio stato di vita di mezzo morto”, scrive un altro utente.
"Il problema della disoccupazione giovanile probabilmente continuerà per il prossimo decennio e continuerà a peggiorare nel breve termine”, sostiene Liu Yuanchun, noto economista che in passato ha fornito consulenza al governo del presidente Xi Jinping.
"Se non viene gestita in modo adeguato, questa situazione potrebbe innescare altri problemi sociali al di là dell'ambito economico, diventando persino un fattore scatenante di problemi politici”, ha scritto la settimana scorsa Liu in un report del China Macroeconomy Forum, think tank dell’Università Renmin di Pechino.
I giovani cinesi sono oggi i più istruiti degli ultimi decenni (tra il 2012 e il 2022, il tasso di iscrizione all'università è passato dal 30% al 59,6%, secondo il Ministero dell’Istruzione). Ma questo ha portato a uno squilibrio tra le loro competenze e aspettative e le opportunità disponibili. Tra i settori più colpiti dal giro di vite degli scorsi anni del Partito ci sono quello tecnologico e quello dell'istruzione, che normalmente attirano un gran numero di laureati.
Negli ultimi mesi, i media statali hanno ripetutamente invitato i giovani cinesi a essere più aperti a percorsi di carriera alternativi. Lo stesso Xi ha chiesto ai ragazzi recentemente di imparare a "mangiare l’amarezza”, “chi ku”, espressione colloquiale che significa sopportare le difficoltà.
Ad aprile, come Repubblica aveva documentato, i ragazzi avevano trovato il loro eroe nel protagonista di una storia vecchia di un secolo, Kong Yiji, lo studioso diventato mendicante, erudito ma ridotto in povertà, personaggio creato nel 1919 dalla penna magnifica di Lu Xun, uno degli scrittori più popolari della letteratura mandarina moderna.
Per esprimere la loro frustrazione nei confronti di un mercato che non riesce a soddisfare le loro aspettative - troppo istruiti o troppo qualificati per gli impieghi attualmente disponibili - in Rete avevano iniziato a identificarsi con Kong: per loro non soltanto l'istruzione superiore non si è tradotta in successo professionale, ma è addirittura diventata un fardello, proprio come la veste malconcia da studioso che rende Kong oggetto di scherno nel libro.
Altri laureati hanno adottato un approccio diverso: vendendo le loro competenze accademiche per strada. Come fossero degli ambulanti. Dai servizi di consulenza in scienze politiche a corsi di calligrafia.
Diversi i segnali di insoddisfazione che i giovani cinesi stanno mandando alla leadership comunista. Il Partito deve ancora capire come rispondere.