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Attacchi su tutti i fronti, così Kiev logora i russi. Le tattiche dei marines per tagliare i rifornimenti

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Anche ieri mattina le colonne corazzate ucraine sono andate all’assalto nella zona di Robotyne, lungo la direttrice che punta verso Melitopol. I russi hanno resistito con vigore e nel pomeriggio le avanguardie si sono fermate dopo avere conquistato solo trecento metri di terreno: risultati simili a quelli raggiunti nel corso dell’intero giugno.

Nulla di nuovo sul fronte della controffensiva? Non proprio. Perché nell’ultima settimana cominciano a notarsi dei cambiamenti nella spinta verso la liberazione dei territori occupati da Mosca, che seppur in maniera lenta e progressiva mostrano un aumento della pressione ucraina.

Anzitutto, i comandanti di Kiev hanno allargato la linea su cui impegnano gli invasori. Con la testa di ponte oltre il Dnepr, adesso ci sono almeno quattro direzioni principali d’attacco verso Sud più altre decine di sortite minori che sondano la robustezza delle posizioni russe. I difensori non hanno mai ceduto un solo metro senza combattere con determinazione…

Anche ieri mattina le colonne corazzate ucraine sono andate all’assalto nella zona di Robotyne, lungo la direttrice che punta verso Melitopol. I russi hanno resistito con vigore e nel pomeriggio le avanguardie si sono fermate dopo avere conquistato solo trecento metri di terreno: risultati simili a quelli raggiunti nel corso dell’intero giugno.

Nulla di nuovo sul fronte della controffensiva? Non proprio. Perché nell’ultima settimana cominciano a notarsi dei cambiamenti nella spinta verso la liberazione dei territori occupati da Mosca, che seppur in maniera lenta e progressiva mostrano un aumento della pressione ucraina.

Anzitutto, i comandanti di Kiev hanno allargato la linea su cui impegnano gli invasori. Con la testa di ponte oltre il Dnepr, adesso ci sono almeno quattro direzioni principali d’attacco verso Sud più altre decine di sortite minori che sondano la robustezza delle posizioni russe. I difensori non hanno mai ceduto un solo metro senza combattere con determinazione, tornando al contrattacco e infliggendo perdite significative agli ucraini. Ma dopo 28 giorni di fuoco la macchina bellica allestita dal generale Surovikin e poi affidata al generale Gerasimov inizia a sentire gli effetti del logoramento.

Queste infatti — come ha sottolineato un’analisi dell’ex generale australiano Mick Ryan — sono tante scene di un’unica battaglia: applicando gli schemi tattici dei marines statunitensi, gli ucraini stanno colpendo i russi in più punti diversi che gravitano sull’identica retrovia, sottoposta a un bombardamento di precisione con droni, razzi Himars e missili Storm Shadow per mettere in crisi i pilastri del sistema che garantisce i rifornimenti di munizioni e i trasferimenti delle truppe.

Dopo la fallita marcia su Mosca della Wagner, questa pioggia di ordigni è stata incrementata, probabilmente per incidere sullo smarrimento dei militari di Mosca. Surovikin, sospettato di legami troppo stretti con Prigozhin, è stato allontanato mentre Gerasimov, numero uno delle intere forze armate e rivale politico della compagnia mercenaria, non appare in pubblico da oltre dieci giorni. È stato notato un calo della reattività di alcuni reparti russi, in particolare dell’aviazione guidata proprio da Surovikin, che nelle prime settimane di giugno era stata molto incisiva e invece negli scorsi giorni ha rarefatto i raid sulla prima linea e sulle città ucraine.

Inoltre Kiev conta ancora su un nucleo di brigate scelte pressoché intatto, pronto a muoversi sulle falle nelle barriere. Mano a mano che avanza, recupera i blindati colpiti dalle mine e dall’artiglieria per farli riparare: dispone di collegamenti sicuri con le retrovie, mentre quelli russi con la Crimea sono in difficoltà.

Lo saranno ancora di più se cederà il “saliente di Vremyevsky”, il piccolo altopiano dove si combatte senza sosta da due settimane, che permette di minacciare Mariupol. E nonostante le difficoltà incontrate finora, i vertici ucraini potrebbero decidere presto di dare un affondo ai capisaldi del Cremlino. Cercando un modo di sorprendere e confondere i nemici.

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