Esteri

Francia, la colletta per il poliziotto supera il milione di euro. Borne: “Non aiuta la pacificazione”

Il dibattito politico si accende sulla raccolta fondi e spunta il precedente del gilet giallo. Prima notte di quiete dopo la devastazione. Morto un vigile del fuoco di 24 anni mentre spegneva un incendio. In centinaia al raduno per il sindaco colpito
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Dopo i giorni della devastazione, per la Francia è la prima notte di relativa quiete dopo la sconvolgente violenza che ha attraversato il Paese da quando, martedì scorso, il 17enne Nahel è stato ucciso da un agente di polizia.

La battaglia delle collette

Ma il clima di tensione non accenna a spegnersi. A partire dalla “colletta della discordia”. Oltre a quella per il poliziotto che ha sparato a Nahel aperta dal commentatore dell’estrema destra Jean Messiha, sul web spunta un’altra raccolta fondi per la famiglia dell’agente. L’hanno aperta i colleghi motociclisti dell’Haute-de-Seine e ha raggiunto già 60mila euro. Così la somma di entrambe attualmente supera il milione di euro per l’agente in detenzione preventiva nel carcere della Santé mentre quella per la famiglia di Nahel è ferma sotto i 300mila euro.

Sul tema sono intervenuti vari rappresentanti della politica a partire dalla prima ministra Elisabeth Borne che ha definito quella dell’”estrema destra” un’iniziativa che non “contribuisce alla pacificazione” e ha aggiunto che sarà la giustizia a pronunciarsi sulla sua legalità. Anche il ministro della Difesa Eric Dupond Moretti non crede “che sia un gesto pacificatore", ha commentato ricordando che l'iniziativa è stata promossa da Jean Messiha, ex portavoce della campagna di Eric Zemmour, e parlando di “strumentalizzazione". Intanto la piattaforma GoFundMe, dove è stata organizzata la prima colletta che ha superato il milione di euro, ha risposto alle critiche spiegando che la raccolta è conforme alle regole dell’azienda.

La raccolta per il gilet giallo bloccata nel 2019

Non è detto comunque che i fondi giungano a destinazione. C'è infatti un precedente, la raccolta fondi per un attivista dei 'gilet gialli', Christophe Dettinger, un pugile che nel 2019 era stato ripreso mentre si batteva a mani nude contro gli agenti.

Fu lanciata una raccolta fondi da un parente sulla piattaforma Leetchi, che raggiunse rapidamente i 145mila euro; ma di fronte al clamore suscitato dall'iniziativa, la società decise di chiudere la pagina, chiamando in causa il mancato rispetto delle sue condizioni generali d'uso che "vietano qualsiasi incitamento all'odio e alla violenza". E due anni dopo, il tribunale giudiziario di Parigi dichiarò nullo il contratto concluso con Leetchi, sostenendo che la raccolta era "destinata a sostenere la violenza fisica contro la polizia".

Il raduno per il sindaco di Hay-les-Roses

"Grazie di essere venuti a testimoniare il vostro sostegno alle migliaia di politici locali": dopo aver ricevuto molti applausi, il sindaco di Hay-les-Roses, Vincent Jeanbrun - la cui famiglia è stata vittima di una violenta aggressione due notti fa con un'auto-ariete lanciato contro la villa dove i suoi familiari dormivano - ha ringraziato centinaia di persone giunte a sostenerlo.

"E' la democrazia stessa ad essere attaccata - ha proseguito - noi sindaci siamo attaccati, i professori sono aggrediti, le forze dell'ordine e di sicurezza sono prese a bersaglio, anche i nostri medici o i nostri postini non entrano più in certi quartieri".

La morte del vigile del fuoco

Nella notte è deceduto un vigile del fuoco di 24 anni a Saint-Denis mentre tentava di spegnere un incendio all'interno di un parcheggio sotterraneo. Lo ha reso noto in un tweet il ministro dell'Interno, Gerald Darmanin. "Ieri sera, mentre combatteva contro l'incendio di diversi veicoli in un parcheggio sotterraneo a Saint-Denis, un giovane caporale-capo dei vigili del fuoco di Parigi di 24 anni è morto nonostante le cure rapidissime dei suoi compagni di squadra", ha riferito il ministro, che ha poi espresso le sue condoglianze "alla famiglia, ai suoi cari e ai suoi compagni".

Mentre tre poliziotti sono rimasti feriti. I disordini, che hanno comunque registrato una de-escalation rispetto ai giorni precedenti, hanno causato 352 roghi, 297 veicoli dati alle fiamme e danneggiato 34 siti. Secondo il nuovo bilancio del ministero dell’Interno, 157 persone state arrestate.

Lo schieramento delle forze dell’ordine

Più che l’imponente schieramento di forze dell’ordine, si ha la sensazione che a indurre i giovanissimi “casseur” a darsi una calmata sia l’onda d’urto della grande indignazione per l’attacco all’abitazione e alla famiglia del sindaco di Hay-les-Roses, periferia sud di Parigi. Ma non va di certo messa in secondo piano la potenza dell’appello rivolto domenica dalla nonna “stanca e disperata” di Nahel perché non fossero più spaccate le vetrine, devastate le scuole, incendiati gli autobus. E fiducia nella giustizia perché chi ha ucciso suo nipote paghi il giusto prezzo.  

La solidarietà per il sindaco

I sindaci francesi hanno invitato la popolazione a riunirsi a mezzogiorno davanti a tutti i municipi nel segno di una "mobilitazione civica" a sostegno del sindaco di L'Hay-les-Roses. Il presidente dell'Associazione dei sindaci di Francia, David Lisnard, ha chiesto "una mobilitazione civica dei cittadini per un ritorno all'ordine repubblicano".


Macron riceve i presidenti delle Camere

Intanto Macron riceverà i presidenti delle Camere e incontrerà i sindaci degli oltre 220 comuni travolti dalle violenze dello scorso martedì. Alla premier Borne il compito di confrontarsi con i gruppi parlamentari.


Dopo questo giro di consultazioni, il presidente Macron auspica l’avvio di un “lavoro minuzioso e di lungo termine per comprendere le ragioni profonde che hanno portato a questi avvenimenti”. La cui portata è ben riassunta dal bilancio della guerriglia scatenatasi dopo la morte di Nahel: in cinque notti e fino a domenica mattina sono 5mila i veicoli incendiati, 10mila i cassonetti dati alle fiamme, circa un migliaio gli edifici bruciati o danneggiati, 250 gli attacchi a commissariati e gendarmerie, più di 700 i feriti tra le forze dell’ordine. 

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