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Messico, parte tra le polemiche il Tren Maya: 20 stazioni per scoprire gli splendori delle civiltà precolombiane

Presentato dal presidente Obrador, dietro al progetto faraonico – che dovrebbe decollare tra un mese – ci sono contrasti, divisioni, pareri allarmati, interventi della giustizia amministrativa. E le elezioni del prossimo anno
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Il Tren Maya sta decollando. Sono già stati spediti a Cancún i primi quattro vagoni del primo convoglio che inizierà a sferragliare lungo il suo tracciato da metà del prossimo agosto. Il presidente Andrés Manuel López Obrador è raggiante. Considera questo progetto una delle sue priorità: il segno di un progresso che il Messico può vantare in tutto il mondo. Altri due treni arriveranno tra un mese, ancora 13 a dicembre e infine gli ultimi 26 nel corso di tutto il 2024. L’obiettivo è andare a regime nel giro di 14-16 mesi.

Sarà la perla del turismo internazionale. I treni previsti sono 42, con 219 vagoni. Percorreranno 1.554 chilometri lungo tutta la penisola dello Yucatán. Attraverseranno il Chiapas, Campeche, Tabasco, fino al Quintana Roo. Toccheranno 40 municipi, 181 località. Il percorso avrà venti stazioni e quaranta fermate.

Potrà soddisfare le esigenze di milioni di turisti che sognano di ammirare le meraviglie dell’antica civiltà Maya dagli ampi finestrini di un treno como…

Il Tren Maya sta decollando. Sono già stati spediti a Cancún i primi quattro vagoni del primo convoglio che inizierà a sferragliare lungo il suo tracciato da metà del prossimo agosto. Il presidente Andrés Manuel López Obrador è raggiante. Considera questo progetto una delle sue priorità: il segno di un progresso che il Messico può vantare in tutto il mondo. Altri due treni arriveranno tra un mese, ancora 13 a dicembre e infine gli ultimi 26 nel corso di tutto il 2024. L’obiettivo è andare a regime nel giro di 14-16 mesi.

Sarà la perla del turismo internazionale. I treni previsti sono 42, con 219 vagoni. Percorreranno 1.554 chilometri lungo tutta la penisola dello Yucatán. Attraverseranno il Chiapas, Campeche, Tabasco, fino al Quintana Roo. Toccheranno 40 municipi, 181 località. Il percorso avrà venti stazioni e quaranta fermate.

Potrà soddisfare le esigenze di milioni di turisti che sognano di ammirare le meraviglie dell’antica civiltà Maya dagli ampi finestrini di un treno comodo e moderno. L’annuncio del primo viaggio dei vagoni lunghi 25 metri a bordo di enormi piattaforme dalla fabbrica di Ciudad Sahagún, nell’Hildalgo, a Quintana Roo, è stato dato dal direttore del Fondo nazionale per il turismo Javier May. Con entusiasmo ha detto alla stampa: “Abbiamo rispettato il nostro impegno, il Messico ha il suo Tren Maya!”.

Obrador gli ha fatto eco nella consueta conferenza stampa che tiene ogni mattina alle 7: “Il treno inizierà a operare a dicembre. Accada quel che accada. Può piovere, bruciare per il sole, semplicemente ombreggiare: ma il treno partirà”.

Non è solo retorica. Dietro questo progetto faraonico ci sono contrasti, divisioni, pareri allarmati, interventi della giustizia amministrativa. E le elezioni del prossimo anno in cui il partito Morena si gioca la presidenza. Non tutti i lavori sono conclusi. Anzi. Avanzano tra mille difficoltà, sottolinea El Pais. I progressi nelle sette sezioni sono disomogenei. La prima, quella che collega Palenque, nel Chiapas, a Escárgcega, nel Campeche, è completa all’80 per cento. La quinta, che attraversa il delicato sistema di grotte da Cancún a Tulúm, o la settima che interessa la riserva di Calakmul, sono ancora immersi in contese e grovigli amministrativi.

Il progetto è stato impugnato dal Centro messicano per il diritto ambientale (CEMDA) “per i gravi effetti ambientali” che può provocare. Associazioni e collettivi degli abitanti delle zone più delicate da un punto di vista ecologico del percorso si sono ripetutamente rivolti alla giustizia chiedendo una revisione delle tecniche dei lavori.

C’è grande allarme, sostenuto su studi e consulenze di esperti, sulla rete di grotte e canali sotterranei, chiamati cenotes. Sono fragili, sorretti da pareti di roccia porosa, conservano un ecosistema unico al mondo. Far passare quintali di ferro e acciaio su quello strato di terreno può provocare disastri irrecuperabili. Davanti al blocco del progetto si era pensato di sollevare la ferrovia a una decina di metri d’altezza, sorretta da pilastri che dovevano però affondare di almeno venti metri. In alcuni punti si sono abbattuti fino a 10 milioni di alberi che coprivano la giungla.

Ci sono poi gli operatori turistici e commerciali delle zone più battute che temono di perdere soldi e clienti. La gente si fermerà solo nelle stazioni e le soste previste; intere spiagge adesso invase da gente di tutto il mondo si trasformeranno in un deserto. Magari meraviglioso, ma senza alcun servizio. Amlo ha reagito sempre con stizza davanti agli interventi della giustizia. Spesso non ha seguito le ordinanze opponendo il suo diritto, come presidente, di proseguire in un’opera che ha valore nazionale. “Continueranno a voler fermare il nostro progetto”, ha detto nella conferenza stampa di ieri. “Ma non potranno impedire il prosieguo dei lavori perché secondo la Costituzione e le leggi abbiamo il diritto di realizzare opere a beneficio del popolo”, ha detto con tono di sfida.

Lo scorso anno c’è stato l’ultimo intervento della magistratura che ha disposto la sospensione definitiva della sezione 5, quella più delicata perché passa sopra i cenotes. Si era scoperto che, per ovviare al problema, molte delle grotte sottomarine erano state riempite con del cemento. Un nuovo scandalo, altre polemiche, fino al veto della giustizia.

Obrador tiro dritto. Non sente ragioni. Deve rilanciare il turismo già afflitto dalle sparatorie tra Cartelli, sequestri e estorsioni a bar e ristoranti. Sulle spiagge già affollate in questo inizio di stagione si vedono pattugliare i soldati in mimetica, fucili automatici al braccio. Il Tren Maya porterebbe a un cambio epocale. Tra un mese iniziano le prove tecniche, a settembre i primi collaudi, da dicembre l’apertura ufficiale. “Siamo pronti”, ripete Obrador. “Il treno sta per partire”.

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