Lo scienziato cinese delle gemelline geneticamente modificate ci riprova: ora vuole curare l’Alzheimer
dal nostro corrispondente Gianluca ModoloHe Jiankui
PECHINO - He Jiankui ci riprova. Lo scienziato cinese “padre” di tre gemelline geneticamente modificate che cinque anni fa sconvolse il mondo guadagnandosi le prime pagine di tutti i giornali, ora torna in campo con una nuova ricerca: per curare l’Alzheimer.
Tutta la comunità scientifica sconfessò i suoi passati esperimenti da moderno Frankenstein: impiantò embrioni geneticamente modificati in due donne per rendere le future nasciture resistenti all’Hiv (due bambine nacquero nel 2018, Lulu e Nana, una terza, Amy, nel 2019). He fu licenziato dalla sua università, processato e condannato a tre anni di carcere per “pratiche mediche illegali”.
Dall’aprile dello scorso anno è però tornato in libertà. Ha fondato un nuovo laboratorio. E promette ora di impedire lo sviluppo dell’Alzheimer sfruttando le modalità sperimentate in passato.
PECHINO - He Jiankui ci riprova. Lo scienziato cinese “padre” di tre gemelline geneticamente modificate che cinque anni fa sconvolse il mondo guadagnandosi le prime pagine di tutti i giornali, ora torna in campo con una nuova ricerca: per curare l’Alzheimer.
Tutta la comunità scientifica sconfessò i suoi passati esperimenti da moderno Frankenstein: impiantò embrioni geneticamente modificati in due donne per rendere le future nasciture resistenti all’Hiv (due bambine nacquero nel 2018, Lulu e Nana, una terza, Amy, nel 2019). He fu licenziato dalla sua università, processato e condannato a tre anni di carcere per “pratiche mediche illegali”.
Dall’aprile dello scorso anno è però tornato in libertà. Ha fondato un nuovo laboratorio. E promette ora di impedire lo sviluppo dell’Alzheimer sfruttando le modalità sperimentate in passato.
Del nuovo studio si sa ancora poco: non prevede l'impianto di embrioni umani per creare una gravidanza - il che significa che almeno questa volta non nasceranno bambini - e sarà sperimentato prima su un topo.
In un documento di una paginetta appena He spiega che “proponiamo di introdurre la mutazione APP (A673T) negli embrioni e di verificare se questa conferisce protezione contro la malattia di Alzheimer. Per prima cosa eseguiremo un esperimento utilizzando un topo. Introdurremo quindi la mutazione APP A673T in zigoti umani tripronucleari”.
Non è nemmeno chiaro in realtà se riuscirà a portare avanti il suo progetto: i permessi per procedere non ci sono ancora e He è stato bandito dal lavorare nel campo della tecnologia riproduttiva.
Nel 2018 He, ex ricercatore alla Southern University of Science and Technology di Shenzhen, dichiarò di aver utilizzato la tecnica Crispr per modificare il Dna delle bimbe. Un esperimento condotto in segreto e rivelato solo dopo la nascita delle prime due gemelle. Un tribunale di Shenzhen svelò l’anno successivo che dalla sperimentazione di He era nata anche una terza bambina geneticamente modificata.
Quegli esperimenti scatenarono enormi polemiche sull’uso di una tecnologia nuova e potenzialmente pericolosa sulle persone e sul rischio che mutazioni indesiderate vengano trasmesse non solo ai bambini, ma potenzialmente alle generazioni future. La legge cinese non consente di impiantare negli esseri umani embrioni umani modificati geneticamente e utilizzati per la ricerca.
Qualche mese fa, dopo la sua uscita dal carcere, a chi gli aveva chiesto come stessero le tre “bimbe-ogm” che aveva creato, rispose: “Conducono una vita normale e pacifica con i loro genitori”.