Scambio di accuse tra Kiev e Mosca: “Possibile attacco a Zaporizhzhia nelle prossime ore”
dal nostro inviato Fabio TonacciKIEV – Due oggetti “simili a esplosivo” posti sui tetti del reattore 3 e del reattore 4 tengono in apprensione una nazione intera. In Ucraina in queste ore si parla soprattutto dell’impianto nucleare di Zaporizhzhia, delle reciproche accuse tra Kiev e Mosca su un possibile “attacco nelle prossime ore”, e delle conseguenze che avrebbe un incidente causato volontariamente nella centrale atomica più grande d’Europa. Un gran parlare che genera ansia e spinge gli abitanti della regione a fare scorta di acqua e viveri.
Per la seconda volta nell’arco di pochi giorni, ieri notte è intervenuto il presidente Zelensky. “La nostra intelligence ci ha riferito che i militari russi hanno posizionato gli oggetti su diversi reattori. Forse per simulare un attacco o forse hanno qualche altro scenario in mente. Il mondo sta vedendo che l’unica fonte di pericolo per l’impianto di Zaporizhzhia è la Russia e nessun altro. Purtroppo non c’è stata una reazione tempestiva e su larga scala all’attentato t…
KIEV – Due oggetti “simili a esplosivo” posti sui tetti del reattore 3 e del reattore 4 tengono in apprensione una nazione intera. In Ucraina in queste ore si parla soprattutto dell’impianto nucleare di Zaporizhzhia, delle reciproche accuse tra Kiev e Mosca su un possibile “attacco nelle prossime ore”, e delle conseguenze che avrebbe un incidente causato volontariamente nella centrale atomica più grande d’Europa. Un gran parlare che genera ansia e spinge gli abitanti della regione a fare scorta di acqua e viveri.
Per la seconda volta nell’arco di pochi giorni, ieri notte è intervenuto il presidente Zelensky. “La nostra intelligence ci ha riferito che i militari russi hanno posizionato gli oggetti su diversi reattori. Forse per simulare un attacco o forse hanno qualche altro scenario in mente. Il mondo sta vedendo che l’unica fonte di pericolo per l’impianto di Zaporizhzhia è la Russia e nessun altro. Purtroppo non c’è stata una reazione tempestiva e su larga scala all’attentato terroristico alla diga di Nova Kakhovka. E questo può indurre il Cremlino a commettere altro male”.
Da un paio di settimane i ministri ucraini e il Gur (il servizio di intelligence militare) avvertono che la centrale, controllata dai russi dal 4 marzo 2022, è stata minata, e che il Cremlino vuole provocare un incidente per creare una sorta di zona di alienazione come attorno a Chernobyl in modo da frenare la controffensiva. “Sicuramente hanno minato lo stagno da cui proviene l’acqua del sistema di raffreddamento dei reattori e anche altri parti dell’impianto”, ribadisce a Repubblica Andriy Yusov, il portavoce del Gur.
“Sappiamo inoltre che dozzine di lavoratori della Rosatom hanno ricevuto l’ordine di evacuare”. Yusov non specifica il numero. Il sindaco di Energodar, la cittadina sulla riva del Dnepr che ospita la centrale, qualche giorno fa aveva parlato di un centinaio di dipendenti evacuati.
L’intelligence occidentale ritiene tuttavia basso il rischio della catastrofe nucleare, anche perché l’impianto di Zaporizhizha non è obsoleto come quello di Chernobyl: ha dei sistemi di emergenza per l’alimentazione (attualmente solo una linea elettrica è rimasta in funzione) e per il raffreddamento nel caso di distruzione dello stagno. I reattori in cemento armato sono progettati per resistere all’impatto di un piccolo aereo.
E comunque se l’incidente fosse davvero grave, le polveri radioattive potrebbero essere soffiate dal vento verso le regioni occupate e persino in Russia.
Per gli ucraini, però, questo non è un argomento. “Putin è pazzo, ha già dimostrato di cosa è capace con la distruzione della diga, che ha avuto l’effetto di allagare i villaggi occupati. Anche allora l’intelligence occidentale era scettica, però è successo”.
L’allarme quindi è preso molto sul serio dalle autorità ucraine. A Zaporizhzhia hanno organizzato le prove di evacuazione generale, istruendo la popolazione sulle prime precauzioni da prendere in caso di esplosione con fuoriuscita radioattiva. “Preparate uno zaino capiente”, “tenete a portata di mano la maschera antigas”, “portate con voi i documenti”, “fate scorta di cibo e acqua”, “procuratevi fazzoletti intrisi di acqua”, sono alcune delle raccomandazioni del ministero della Salute.
Come detto, a far salire ulteriormente la tensione sono state le immagini scattate dal satellite che mostrano oggetti non meglio identificati posizionati sui reattori 3 e 4. “Si stanno preparando a una provocazione”, spiega una nota ufficiale delle Forze armate di Kiev. “La detonazione non dovrebbe danneggiare i reattori ma può servire a simulare un bombardamento da parte ucraina”.
Riassumendo: per Kiev il progetto dei nemici è la false flag, ossia un’operazione mascherata, come far esplodere qualcosa all’interno dell’impianto per poi incolpare gli ucraini di fronte alla comunità internazionale. Mosca ribalta l’accusa, dicendo che saranno gli ucraini a sparare sulla centrale. “L’attacco avverrà questa notte con missili a lungo raggio”, è arrivato a dire Renat Karchaa, il consigliere del direttore di Rosenergoatom, che fa parte dell’operatore nazionale Rosatom. All’alba di mercoledì non si hanno notizie di esplosioni a Zaporizhizhia.
E’ chiaro che ci sia da entrambe le parti un certo interesse a tenere alta l’attenzione sul possibile disastro nucleare: a Zelensky serve per far capire agli alleati quanto sia fondamentale mantenere forte il sostegno al suo Paese, in lotta contro chi ha minato l’enorme impianto nucleare (prima della guerra, da solo, forniva energia a metà dell’Ucraina); a Putin serve per il motivo opposto, come arma di ricatto all’Occidente e a Kiev stesso. Un pericolosissimo gioco di specchi, in cui si fa fatica a distinguere quanto è propaganda e quanto è realtà