Francia, Macron pensa di limitare l’uso dei social in caso di nuove rivolte: critiche per la misura da regime autoritario
dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI – Emmanuel Macron vuole limitare l'uso dei social in caso di nuove sommosse popolari. E’ un'ipotesi su cui lavora il governo come ha confermato il portavoce Olivier Véran.
L'esecutivo sta esaminando la possibilità di "sospendere alcune funzioni" dei social in caso di nuove rivolte. Véran ha fatto l'esempio della "geolocalizzazione" che permette ai giovani di ritrovarsi in un determinato luogo, mostrando come appiccare il fuoco. “Sono appelli all'organizzazione dell'odio nello spazio pubblico” ha aggiunto il portavoce.
In un incontro con i sindaci più colpiti dalle violenze urbane, Macron aveva detto : "Bisogna fare una riflessione sui social, sui divieti che dobbiamo mettere. E, quando le cose sfuggono di mano, forse dobbiamo metterci nella condizione di regolarli o limitarli". Nel mezzo degli scontri, il ministero dell'Interno aveva convocato i responsabili di Twitter, TikTok, Snapchat per chiedere di non lasciare circolare appelli alla violenza e domandare aiuto nell'identif…
PARIGI – Emmanuel Macron vuole limitare l'uso dei social in caso di nuove sommosse popolari. E’ un'ipotesi su cui lavora il governo come ha confermato il portavoce Olivier Véran.
L'esecutivo sta esaminando la possibilità di "sospendere alcune funzioni" dei social in caso di nuove rivolte. Véran ha fatto l'esempio della "geolocalizzazione" che permette ai giovani di ritrovarsi in un determinato luogo, mostrando come appiccare il fuoco. “Sono appelli all'organizzazione dell'odio nello spazio pubblico” ha aggiunto il portavoce.
In un incontro con i sindaci più colpiti dalle violenze urbane, Macron aveva detto : "Bisogna fare una riflessione sui social, sui divieti che dobbiamo mettere. E, quando le cose sfuggono di mano, forse dobbiamo metterci nella condizione di regolarli o limitarli". Nel mezzo degli scontri, il ministero dell'Interno aveva convocato i responsabili di Twitter, TikTok, Snapchat per chiedere di non lasciare circolare appelli alla violenza e domandare aiuto nell'identificazione di casseurs che diffondevano immagini di saccheggi e devastazione.
Anche se il governo precisa di non pensare a un “black-out generalizzato” dei social, come succede nei regimi autoritari, l'ipotesi sta facendo discutere. Come è successo per l’idea di Macron di sanzioni finanziarie ai genitori dei casseurs. Venerdì scorso il capo dello Stato aveva lanciato un appello alle famiglie per "tenere a casa", aggiungendo poi la proposta di “sanzioni finanziarie” per i genitori dei casseurs, una "sorta di tariffa minima alla prima stupidaggine" dei minorenni non sorvegliati.
Molte associazioni di quartieri periferici ricordano lo stato di indigenza e spesso di solitudine in cui si trovano alcune madri dei giovanissimi fermati, che dovrebbero essere aiutate anziché sanzionate.
A dispetto delle polemiche, il governo continua su questa linea della fermezza. Da qualche ora vengono distribuiti opuscoli nei commissariati e nei tribunali dove molti giovanissimi sono convocati per processi immediati in seguito alla partecipazioni agli scontri.
Il documento menziona la responsabilità civile dei genitori: "Quando vostro figlio ruba, danneggia o distrugge qualcosa, sarete voi genitori a dover pagare le riparazioni". E poi ricorda anche la responsabilità penale "in caso di mancato adempimento degli obblighi genitoriali", che può andare fino a 30mila euro di multa e due anni di detenzione. I casi previsti dalla legge sono se un genitore "non interviene per opporsi a un'uscita da casa che potrebbe essere pericolosa per la salute o la sicurezza del figlio”.
Intanto sono già dieci le inchieste che riguardano le forze dell'ordine per la gestione degli scontri nell’ultima settimana. Se il governo è riuscito a riportare la calma, con un dispiegamento impressionante di mezzi e uomini, ci sono diversi casi di violenze e abusi.
L'Ispettorato nazionale di polizia (Igpn) sta indagando con la polizia giudiziaria sulla morte di Mohammed, autista Uber di 27 anni, padre di famiglia, colpito da un proiettile "tipo flash-ball" mentre era alla guida di un motorino nel centro di Marsiglia. Un altro caso riguarda il grave trauma cranico subito da un giovane, attualmente in coma, a Mont-Saint-Martin, Nord-Est del paese, colpito alla testa da un proiettile "bean bag", un altro tipo di arma intermedia usata dai nuclei delle forze speciali del Raid durante gli scontri. Da Bruxelles il commissario Ue alla Giustizia, Didier Reynders, invoca l'avvio di una "riflessione" sulla dottrina francese di mantenimento dell'ordine pubblico.