Il Papa a fine agosto in Mongolia, tra Cina e Russia. E’ il primo pontefice della storia a visitare il paese
di Iacopo ScaramuzziFrancesco si reca in Mongolia dal 31 agosto al 4 settembre, primo Pontefice della storia a visitare il paese dell’Asia centro-orientale che si estende tra la Russia, a Nord, e con la Cina, a Sud.
Non è l’unico viaggio delle prossime settimane per Bergoglio, 86 anni: dal 2 al 6 agosto a Lisbona per la Giornata mondiale della gioventù, con una tappa di un giorno a Fatima: cittadina rurale portoghese la storia delle cui apparizioni mariane, nel 1917, si è intrecciata con la rivoluzione bolscevica e la Russia comunista e dove ora, sottolinea Vatican News, Francesco vuole pregare in modo speciale Maria per la fine della guerra in Ucraina, nel cuore dell’Europa cristiana, e di tutte le guerre. E’ poi preannunciato un viaggio a Marsiglia, in occasione di un incontro di vescovi del Mediterraneo che fa seguito a quelli che si è svolta a Bari nel 2020 e a Firenze nel 2022: dovrebbe svolgersi il 23 settembre, ma il quotidiano cattolica francese La Croix ha scritto che, per ridurre lo …
Francesco si reca in Mongolia dal 31 agosto al 4 settembre, primo Pontefice della storia a visitare il paese dell’Asia centro-orientale che si estende tra la Russia, a Nord, e con la Cina, a Sud.
Non è l’unico viaggio delle prossime settimane per Bergoglio, 86 anni: dal 2 al 6 agosto a Lisbona per la Giornata mondiale della gioventù, con una tappa di un giorno a Fatima: cittadina rurale portoghese la storia delle cui apparizioni mariane, nel 1917, si è intrecciata con la rivoluzione bolscevica e la Russia comunista e dove ora, sottolinea Vatican News, Francesco vuole pregare in modo speciale Maria per la fine della guerra in Ucraina, nel cuore dell’Europa cristiana, e di tutte le guerre. E’ poi preannunciato un viaggio a Marsiglia, in occasione di un incontro di vescovi del Mediterraneo che fa seguito a quelli che si è svolta a Bari nel 2020 e a Firenze nel 2022: dovrebbe svolgersi il 23 settembre, ma il quotidiano cattolica francese La Croix ha scritto che, per ridurre lo sforzo, il viaggio potrebbe essere “spalmato” su due giorni e iniziare il 22 settembre.
Programma light
Per il Pontefice argentino, operato lo scorso mese allo stomaco, il programma, pubblicato oggi dalla sala stampa vaticana, è relativamente leggero. Il Papa pronuncerà quattro discorsi e una omelia.
Francesco, che partirà da Roma il 31 agosto alle 18.30 per arrivare il primo settembre alle 10 all’aeroporto internazionale intitolato a Gengis Khan, resterà quattro giorni nella capitale Ulaanbaatar.
Il primo giorno visiterà il presidente mongolo Ukhnaagiin Khürelsükh e le autorità del paese e nel pomeriggio incontrerà vescovi, sacerdoti, missionari, religiosi e operatori pastorali nella cattedrale dei santi Pietro e Paolo. Domenica 3 settembre il Papa presiederà un incontro interreligioso ed ecumenico al mattino, una messa alla “Steppe Arena” nel pomeriggio. Lunedì, ultimo giorno della visita, si congederà dalle autorità mongole dopo aver incontrato gli operatori della carità.
L’arrivo è previsto a Roma Fiumicino alle 17.20. Il motto del viaggio è “sperare insieme”, perché, spiega la sala stampa della Santa Sede, si tratta di una “virtù prettamente cristiana (la speranza), ma largamente condivisa anche in ambienti non-cristiani”, che, associata all’avverbio insieme, sottolinea “l’importanza della collaborazione bilaterale tra Santa Sede e Mongolia”.
Il piccolo gregge
Su una popolazione complessiva di oltre tre milioni di persone, in Mongolia vivono circa 1400 cattolici suddivisi in 8 parrocchie, una delle più piccole comunità dell’Asia. Nel 2016 è stato ordinato il primo sacerdote autoctono, a ottobre dello scorso anno il secondo. Oltre il 50% della popolazione è buddhista, i musulmani poco più del 3%, i cristiani in tutto sono l’1,3%.
Quello cattolico è un “piccolo gregge” nato trent’anni fa quando, all’indomani della fine del regime comunista, nel paese arrivò il vescovo missionario Venceslao Padilla. Oggi a capo della Chiesa mongola, in qualità di prefetto apostolico di Ulaanbaatar, è Giorgio Marengo, missionario piemontese della Consolata, che, a 49 anni, è il più giovane porporato del collegio cardinalizio. Papa Francesco lo ha nominato a sorpresa nel Concistoro dell’anno scorso.
L’evangelizzazione della Mongolia, ha spiegato Marengo, “è un’avventura molto bella, interessante, guidata dallo Spirito, come nei primi secoli della Chiesa. Ci piace questa immagine di una Chiesa che assomiglia a quella degli Atti degli Apostoli. Sono pochi i Paesi nel mondo in cui i cristiani membri delle nostre comunità sono di prima o di seconda generazione”.
L’Ucraina sullo sfondo
Se il motivo precipuo del viaggio è pastorale, la stessa collocazione della Mongolia ha per il Papa implicazione geopolitiche, analoghe a quelle del vicino Kazakhstan, dove Bergoglio si è recato a settembre dell’anno scorso.
Fin dall’inizio del pontificato il Papa argentino è sensibile alle ragioni dei due giganti che circondano il paese, Cina e Russia. Tanto più dopo l’inizio dell’invasione dell’Ucraina decisa da Mosca, che ha spinto Francesco a impegnarsi in prima persona per tentare di promuovere un percorso di pace, inviando un suo rappresentante, nelle scorse settimane, il cardinale Matteo Zuppi, prima a Kiev, poi a Mosca e nel prossimo futuro, forse, in altre capitali cruciali per i destini della guerra.
Quanto alla Mongolia, un singolare personaggio vicino a Vladimir Putin, Leonid Sebastianov, in contatto con il Papa, nel recente passato ha ipotizzato che di ritorno dal viaggio Francesco possa fare tappa in Russia, a Vladivostok, dove si trova un parco naturale recentemente ripopolato con dei leopardi asiatici: ipotesi, però, mai accreditata dallo stesso Vaticano.