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Bombe a grappolo per l’esercito ucraino: Biden dà il via libera

Una bomba a grappolo disinnescata in Ucraina

 (reuters)

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Alla vigilia del viaggio in Europa il presidente Usa sblocca la fornitura ma conferma: il vertice di Vilnius non sancirà l’ingresso di Kiev nella Nato
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NEW YORK — Il presidente Joe Biden parte per l’Europa portando le bombe a grappolo per l’Ucraina. Lo ha confermato il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan, spiegando che sono una necessità strategica.

Il presidente Volodymyr Zelensky sarà accolto a Vilnius, ma il summit non sancirà l’ingresso di Kiev, indicando i passi da compiere per entrare nell’Alleanza. Gli Usa sperano invece di accogliere la Svezia, ma sono comunque sicuri che nel prossimo futuro diventerà membro.

Il presidente americano Joe Biden

 

Il capo della Casa Bianca parte domenica per l’Europa, dove sarà il 10 a Londra, l’11 e il 12 a Vilnius per il vertice Nato, e il 13 a Helsinki per celebrare l’ingresso della Finlandia nell’Alleanza.

Incontrando i giornalisti, Sullivan ha confermato la consegna delle “cluster”. Le bombe a grappolo esplodono sopra gli obiettivi, sganciando ordigni più piccoli che piovono …

NEW YORK — Il presidente Joe Biden parte per l’Europa portando le bombe a grappolo per l’Ucraina. Lo ha confermato il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan, spiegando che sono una necessità strategica.

Il presidente Volodymyr Zelensky sarà accolto a Vilnius, ma il summit non sancirà l’ingresso di Kiev, indicando i passi da compiere per entrare nell’Alleanza. Gli Usa sperano invece di accogliere la Svezia, ma sono comunque sicuri che nel prossimo futuro diventerà membro.

Il presidente americano Joe Biden

 

Il capo della Casa Bianca parte domenica per l’Europa, dove sarà il 10 a Londra, l’11 e il 12 a Vilnius per il vertice Nato, e il 13 a Helsinki per celebrare l’ingresso della Finlandia nell’Alleanza.

Incontrando i giornalisti, Sullivan ha confermato la consegna delle “cluster”. Le bombe a grappolo esplodono sopra gli obiettivi, sganciando ordigni più piccoli che piovono sul terreno. Sono molto efficaci, soprattutto contro i reparti schierati in posizioni difensive, come quelli russi che occupano l’Ucraina.

Il 30 maggio del 2008 però sono state bandite dalla Convention on Cluster Munitions, adottata da 111 Paesi, perché rappresentano una grave minaccia per la popolazione. Molti ordigni che le compongono non esplodono e restano sul terreno, dove spesso uccidono le persone che si trovano nelle vicinanze o li calpestano accidentalmente.

Gli Stati Uniti, come Russia e Ucraina, non hanno aderito al trattato, ma il Congresso ha approvato una legge che vieta di usare le cluster con una “dud rate” superiore all’1%, ossia quelle dove più di una bomba su cento non scoppia.

Biden pensa di avere l’autorità per aggirare questo provvedimento in base al Foreign Assistance Act, che gli consente di fornire aiuti oltre i limiti stabiliti dalle norme sulle armi, se rappresentano un interesse nazionale vitale per gli Usa. Russi e ucraini poi le stanno usando dall’inizio del conflitto, e quindi il peso morale di questa scelta viene alleggerito dalle spalle degli americani.

La ragione strategica invece sta nella mancanza di munizioni, proprio mentre Kiev conduce la sua controffensiva essenziale per spingere Mosca al tavolo delle trattative. Gli ucraini usano migliaia di proiettili calibro 155mm con i loro obici howitzer, ma non sono abbastanza, le scorte occidentali si stanno esaurendo e i russi ne hanno di più.

Gli Usa invece hanno milioni di cluster M864 non utilizzate negli ultimi venti anni, che possono consegnare velocemente a Zelensky, colmando la differenza che avvantaggia Putin. “Servono come ponte" mentre si accelera la produzione di altri proiettili, ha spiegato Sullivan.

Nel mondo ci sono 4,7 milioni di cluster, con 500 milioni di piccoli ordigni. Il Pentagono però nota che la “dud rate” degli ordigni per l’Ucraina è del 2,35%, quindi molto più bassa di quelli già usati dalla Russia, che supera il 30%.

Le proteste però non si sono fatte attendere. Alleati come Germania e Francia sono contrari, e il portavoce del segretario generale Onu ha detto che António Guterres appoggia la Convention on Cluster Munitions e quindi “è sempre contrario al loro impiego".

Sullivan ha risposto che "la Russia sta usando le bombe a grappolo, e quindi quelle che forniremo noi non aumenteranno i rischi già esistenti. Kiev ha dato garanzie che non le lancerà dove ci sono civili, ma solo per difendersi. Le nostre sono molto più sicure ed è essenziale impedire altre avanzate russe, che aumenterebbe l’area dove le cluster sono già impiegate”.

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