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Dalla California a New York crolla la criminalità. E per Biden può essere un importante assist elettorale

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Il calo dei reati registrato in diverse città americane, tra cui Los Angeles e San Francisco, è merito della presenza diffusa di poliziotti per le strade e del lavoro di psicologi e assistenti sociali che salvano i giovani dalla violenza delle gang
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NEW YORK - Le sparatorie nella città di New York sono calate del 25 per cento nei primi sei mesi dell’anno, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Quelle a Los Angeles del dieci e gli omicidi del ventisette per cento. E a San Francisco è meno 7 per cento.

Se confermato a livello nazionale, il dato potrebbe rappresentare un assist per Joe Biden in vista della campagna per le presidenziali del 2024, perché smonterebbe uno dei cavalli di battaglia dei Repubblicani: nelle città liberal comanda la criminalità.

Secondo i numeri pubblicati dal Consiglio di Giustizia criminale, nella maggior parte delle città americane gli omicidi stanno diminuendo, dopo il picco raggiunto nel 2020 in piena pandemia …

NEW YORK - Le sparatorie nella città di New York sono calate del 25 per cento nei primi sei mesi dell’anno, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Quelle a Los Angeles del dieci e gli omicidi del ventisette per cento. E a San Francisco è meno 7 per cento.

Se confermato a livello nazionale, il dato potrebbe rappresentare un assist per Joe Biden in vista della campagna per le presidenziali del 2024, perché smonterebbe uno dei cavalli di battaglia dei Repubblicani: nelle città liberal comanda la criminalità.

Secondo i numeri pubblicati dal Consiglio di Giustizia criminale, nella maggior parte delle città americane gli omicidi stanno diminuendo, dopo il picco raggiunto nel 2020 in piena pandemia da Covid.

“Dove si stanno ottenendo risultati - ha spiegato Thomas Abt, direttore del Centro per la riduzione della violenza e ricercatore dell’Università del Maryland - in genere si investe su un approccio bilanciato, che prevede il lavoro della polizia e quello degli assistenti sociali”.

New York è specchio del Paese. Negli anni ’90 i reati nella City erano crollati del 56 per cento, e lo stesso era accaduto a livello nazionale, anche se il calo era stato del 28 per cento. Allora venne attribuito il merito alla politica dura del sindaco Rudolph Giuliani. E ora?

Il sindaco è un altro con fama di sceriffo, l'ex poliziotto Eric Adams, che aveva promesso di contrastare la violenza per strada in una città diventata Far West. Edward Caban, commissioner della polizia, ha parlato di calo delle sparatorie per la tredicesima settimana consecutiva.

I numeri sono stati pubblicati all’inizio dell’estate, quando storicamente gli episodi di violenza registrano un balzo, per cui bisogna andarci cauti, ma Caban è convinto che la striscia positiva continuerà. “Non è una coincidenza - ha dichiarato al New York Times - dall’inizio di questa amministrazione abbiamo fatto della guerra alla violenza da armi la nostra priorità”.

Oltre alle sparatorie, si sono ridotti del dieci per cento omicidi, stupri e furti in casa. Le rapine, del cinque per cento, mentre i furti d’auto sono aumentati del diciotto e le aggressioni del sei. Le macchine prese di mira sono soprattutto Hyundai e Kia, così facili da scassinare da essere finite in tutorial pubblicati su YouTube due anni fa.

Secondo Jeffrey Fagan, professore alla Columbia, i dati sul crimine restano “montagne russe”. “Vanno su e giù - ha spiegato al Times - la gente si allarma e la polizia cambia strategia”. “Ma quello che stiamo osservando a New York - ha aggiunto - sta accadendo in tutto il Paese”.

Questo elemento potrebbe incidere sulla campagna elettorale. Con i reati in calo nei grandi santuari democratici, le probabilità di vittoria di Biden aumenterebbero. A incidere sul calo sarebbero due fattori: la presenza diffusa di poliziotti per le strade e l’opera dei servizi sociali, che lavorano soprattutto sui giovani, quelli più a rischio di essere risucchiati dalla violenza delle gang.

Uno dei protagonisti di questa inversione di tendenza è David Caba, vicepresidente di Bronx Rises Against Gun Violence, organizzazione nata a Chicago, Illinois, e che a New York ha messo in campo squadre di operatori sociali impegnati in sei zone del Bronx, le stesse dove sono diminuiti sparatorie e omicidi.

Gli incontri nelle scuole, là dove ci sono ragazzi più fragili, stanno producendo risultati positivi. Una zona di queste, ha spiegato Caba, ha registrato addirittura zero episodi in un anno intero. A New York non era mai successo.

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