Usa-Cina, la segretaria del Tesoro Yellen a Pechino. E il premier Li Qiang vede finalmente “un arcobaleno” tra i due Paesi
dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - Sulle relazioni tra Cina e Stati Uniti “dopo i venti e le piogge, vediamo un arcobaleno”. Ottimista il premier Li Qiang, che nella Grande Sala del Popolo a Pechino ha accolto la titolare del Tesoro Usa Janet Yellen, in visita nella capitale cinese per ben quattro giorni (fino a domenica): a testimoniare l’importanza di questa missione. Un viaggio - dopo quello del Segretario di Stato Antony Blinken qui a metà giugno - per cercare di stemperare le tensioni tra le due superpotenze mondiali. Invischiate come non mai in una guerra commerciale, tecnologica e geopolitica.
Dopo la guerra dei dazi
Toni distensivi ma anche avvertimenti duri alla Cina quelli di Yellen, che giovedì ha messo piede a Pechino esattamente cinque anni dopo l’inizio della guerra dei dazi scatenata dall’ex presidente Donald Trump. L’inviata di Joe Biden si è scagliata contro le "pratiche economiche sleali" della Cina, criticato le rec…
PECHINO - Sulle relazioni tra Cina e Stati Uniti “dopo i venti e le piogge, vediamo un arcobaleno”. Ottimista il premier Li Qiang, che nella Grande Sala del Popolo a Pechino ha accolto la titolare del Tesoro Usa Janet Yellen, in visita nella capitale cinese per ben quattro giorni (fino a domenica): a testimoniare l’importanza di questa missione. Un viaggio - dopo quello del Segretario di Stato Antony Blinken qui a metà giugno - per cercare di stemperare le tensioni tra le due superpotenze mondiali. Invischiate come non mai in una guerra commerciale, tecnologica e geopolitica.
Dopo la guerra dei dazi
Toni distensivi ma anche avvertimenti duri alla Cina quelli di Yellen, che giovedì ha messo piede a Pechino esattamente cinque anni dopo l’inizio della guerra dei dazi scatenata dall’ex presidente Donald Trump. L’inviata di Joe Biden si è scagliata contro le "pratiche economiche sleali" della Cina, criticato le recenti azioni aggressive contro le aziende statunitensi e i controlli sulle esportazioni di due materiali chiave per i semiconduttori, il gallio e il germanio, messi in atto da Pechino: una risposta a quelli Usa sui chip e alle future possibili restrizioni da parte di Washington al cloud computing.
"Cerchiamo una sana competizione economica, non che ci sia un vincitore che prende tutto, ma che, con una serie di regole eque, possa portare benefici a entrambi i Paesi”, dice Yellen. “In alcune circostanze, gli Usa dovranno intraprendere azioni mirate per proteggere la propria sicurezza nazionale. Tuttavia, non dovremmo permettere che ciò porti a malintesi che peggiorino inutilmente le nostre relazioni”. Il premier Li ha auspicato che gli Usa “incontrino la Cina a metà strada. La cultura cinese valorizza la pace, in contrapposizione all'egemonia e alla prepotenza".
Yellen è tornata a respingere l’idea di qualsiasi decoupling: sarebbe “destabilizzante per l’economia globale. Cerchiamo di diversificare, non di disaccoppiare". Gli ultimi dati mostrano che le due economie rimangono profondamente legate, con un commercio bilaterale che ha raggiunto la cifra record di 690 miliardi di dollari lo scorso anno.
La visita è un “segnale positivo” come hanno scritto alla vigilia i giornali di Partito. Anche se entrambe le parti non si aspettano immediati risultati. “Piuttosto, il Tesoro spera di creare canali di comunicazione a lungo termine con il nuovo team economico del governo cinese”, sostengono gli americani. I primi incontri di ieri sono stati però non con la nuova, ma con la vecchia guardia comunista. Yellen ha fatto visita all’ex vicepremier Liu He - fedelissimo di Xi che ha ancora un ruolo influente nelle questioni economiche, con il quale Yellen ha un ottimo rapporto di lunga data - e con il governatore uscente della Banca centrale Yi Gang. Oggi vedrà invece la sua controparte, il vicepremier He Lifeng.
Le prossime visite
Rotta trafficata quella tra Washington e Pechino: la settima prossima arriverà anche l’inviato per il clima John Kerry. Un terreno dove Usa e Cina sono più inclini a collaborare. Tutte visite che servono a spianare la strada ad un incontro tra Biden e Xi. Leader cinese che, in casa, ha dato l’ultimo colpo di coda alla sua guerra alle Big Tech: multe per oltre 1 miliardo di dollari ai giganti Ant e Tencent. Che segnano la fine del giro di vite sul settore.