✕

Bombe a grappolo, lo strappo di Meloni dopo il via libera Usa: “Non datele a Kiev”

Contro anche Parigi, Berlino e Londra. Biden: “Decisione difficile”. Servono ad aiutare l’offensiva per aprire poi un negoziato di pace
2 minuti di lettura

Anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in una rara rottura con il fronte che appoggia l’Ucraina, schiera l’Italia contro l’invio di munizioni a grappolo all’esercito ucraino, perché il nostro Paese «aderisce alla Convenzione che vieta la produzione, il trasferimento e lo stoccaggio delle munizioni a grappolo». 

La sua nota arrivata nel tardo pomeriggio dice anche che «nel quadro dei valori espressi dall’Alleanza atlantica, l’Italia auspica l’applicazione universale dei principi della Convenzione».

È una presa di posizione contro l’amministrazione Biden, che ha annunciato in via ufficiale l’invio di munizioni a grappolo – le cluster bomb – all’Ucraina per alimentare la controffensiva contro le posizioni russe nel sud e nell’est del Paese. Meloni aspetta ancora di sapere la data della sua visita alla Casa Bianca prevista entro la fine di luglio e questa sua dichiarazione sarà notata.

I primi a dirsi contrari erano state Francia e Germania, alle quali si sono agg…

Anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in una rara rottura con il fronte che appoggia l’Ucraina, schiera l’Italia contro l’invio di munizioni a grappolo all’esercito ucraino, perché il nostro Paese «aderisce alla Convenzione che vieta la produzione, il trasferimento e lo stoccaggio delle munizioni a grappolo». 

La sua nota arrivata nel tardo pomeriggio dice anche che «nel quadro dei valori espressi dall’Alleanza atlantica, l’Italia auspica l’applicazione universale dei principi della Convenzione».

È una presa di posizione contro l’amministrazione Biden, che ha annunciato in via ufficiale l’invio di munizioni a grappolo – le cluster bomb – all’Ucraina per alimentare la controffensiva contro le posizioni russe nel sud e nell’est del Paese. Meloni aspetta ancora di sapere la data della sua visita alla Casa Bianca prevista entro la fine di luglio e questa sua dichiarazione sarà notata.

I primi a dirsi contrari erano state Francia e Germania, alle quali si sono aggiunti il premier inglese Rishi Sunak e la ministra della Difesa spagnola, Margarita Robles.

Le cluster bomb sono armi disegnate per colpire un’area vasta con una pioggia di cariche esplosive più piccole invece che con una singola esplosione più potente, per “saturare l’area”, come si dice in un gergo militare molto neutro. È un grappolo di bombe che si sgrana quando ancora è in aria e si disperde sopra al bersaglio, con conseguenze spesso micidiali.

Una parte di queste bombe più piccole inoltre non esplode, resta a terra sparpagliato e crea di fatto un campo minato. Il presidente Biden ha detto che si tratta di una decisione «molto difficile» e il suo consigliere per la Sicurezza nazionale, Jack Sullivan, ha spiegato che si tratta di una decisione-ponte: gli ucraini stanno finendo i colpi per i pezzi di artiglieria, gli Stati Uniti non hanno molte munizioni ordinarie sotto mano ma hanno riserve immense di munizioni a grappolo per i cannoni che hanno già mandato in Ucraina, e così invece che fermare l’offensiva e aspettare che la capacità di produzione delle fabbriche di munizioni ordinarie si metta in pari con le necessità dell’esercito ucraino si mandano i colpi a grappolo. Del resto l’estate è breve e siamo già a luglio inoltrato, la controffensiva ucraina non sarà più la stessa nei mesi invernali.

Dal punto di vista dei fatti: dall’inizio dell’invasione russi e ucraini sparano munizioni a grappolo perché usano lo stesso equipaggiamento militare. Molte di più i russi, come è stato documentato da osservatori indipendenti, perché ne hanno ancora a disposizione quantità enormi.

Amnesty International e Human Right Watch, tra gli altri, hanno pubblicato rapporti sull’uso da parte delle truppe russe di cluster bomb anche contro centri abitati da civili. Inoltre la controffensiva si combatte su un fronte che attraversa la campagna meridionale dell’Ucraina, dove in questi mesi i russi hanno posato quantità enormi di mine – «hanno minato su scala industriale» dice Michael Newton, direttore di un programma di sminamento internazionale - e hanno creato il più grande campo minato del pianeta.

La pianura erbosa tra Zaporizhzhia e la costa del Mar d’Azov, con le sue pochissime città sotto occupazione russa, già adesso è impercorribile per decine di chilometri e non ci si può mettere piede. Se e quando i russi andranno via porteranno con loro ogni informazione necessaria a neutralizzare i campi minati. L’esercito ucraino ha dichiarato che terrà un registro delle zone dove saranno usate le munizioni a grappolo e ha garantito che non le userà per colpire il territorio russo.

Le cluster bomb sono armi efficienti contro il reticolo di trincee preparato in questi mesi dall’esercito russo e permetteranno agli ucraini di esporsi meno e di colpire con effetti più pesanti – per continuare una controffensiva che va avanti senza copertura aerea quindi è priva di un elemento fondamentale. Lo scopo finale della controffensiva cominciata all’inizio di giugno è mettere in grado Kiev di aprire un negoziato utile con Mosca – ma un negoziato utile presuppone che sia stato guadagnato dalle truppe ucraine qualche vantaggio sul terreno.

Leggi i commenti