Olanda, il modello Ulivo per fermare xenofobi e “no-green”
dal nostro corrispondente Claudio TitoIl primo ministro olandese uscente Mark Rutte
BRUXELLES — La sinistra olandese tenta la svolta “prodiana” per battere i liberali di Mark Rutte e i populisti del Partito dei contadini.
Dopo l’azzardo del premier uscente (ossia proprio Rutte) che ha di fatto portato l’Olanda per l’ennesima volta al voto anticipato, i partiti di Amsterdam si stanno riorganizzando per impedire all’estrema destra di prendere il sopravvento.
E per fronteggiare la nuova formazione dei Contadini che ha già ottenuto un exploit alle ultime elezioni locali e che è nato in particolare per contestare le norme “green” contro l’uso dell’azoto in agricoltura.
I laburisti, iscritti al Partito socialista europeo, stanno allora progettando un’alleanza che sembra richiamare l’Ulivo italiano. L’idea è infatti di dar vita ad un blocco con i Verdi che al momento, secondo i sondag…
BRUXELLES — La sinistra olandese tenta la svolta “prodiana” per battere i liberali di Mark Rutte e i populisti del Partito dei contadini.
Dopo l’azzardo del premier uscente (ossia proprio Rutte) che ha di fatto portato l’Olanda per l’ennesima volta al voto anticipato, i partiti di Amsterdam si stanno riorganizzando per impedire all’estrema destra di prendere il sopravvento.
E per fronteggiare la nuova formazione dei Contadini che ha già ottenuto un exploit alle ultime elezioni locali e che è nato in particolare per contestare le norme “green” contro l’uso dell’azoto in agricoltura.
I laburisti, iscritti al Partito socialista europeo, stanno allora progettando un’alleanza che sembra richiamare l’Ulivo italiano. L’idea è infatti di dar vita ad un blocco con i Verdi che al momento, secondo i sondaggi, potrebbe contare su circa il 25 per cento dei consensi.
Da considerare che il partito dei Contadini è quotato al primo posto al 27 per cento. I liberali di Rutte sarebbero invece al 21. Laburisti e Verdi stanno soprattutto cercando di individuare un “leader candidato premier” comune. Un esponente, anche della società civile, che sia gradito a entrambe le formazioni.
Una sorta di Prodi olandese e del XXI secolo. Un’idea che punta in particolare a disarticolare gli attuali schemi e fornire una novità nel panorama politico di Amsterdam scommettendo sulla tradizionale sensibilità ambientalista dei Paesi bassi.
Secondo gli osservatori, Rutte ha scientemente deciso di far precipitare la situazione e provocare la crisi per bloccare il calo dei suoi consensi. Lo scontro sui migranti, infatti, si basava sul paventato arrivo di 70 mila nuovi extracomunitari (numero che Rutte avrebbe gonfiato), sebbene per molti si limiterebbe a 20 mila.
L’exploit dei Contadini e il consenso alto di Wilders - il capo dell’estrema destra che per i sondaggisti potrebbe contare sul 14% - ha quindi indotto il premier a cogliere la strada del voto anticipato per evitare che la forbice dei suoi consensi rispetto agli altri concorrenti si allargasse ulteriormente.
Il movimento degli agricoltori guidato da Caroline van der Plas secondo l’analisi dei flussi starebbe sottraendo soprattutto consensi al partito di Rutte. La mossa del cavallo del premier uscente, dunque, potrebbe determinare un equilibrio del tutto nuovo.
Anche se tra le exit strategy del capo de governo olandese ci possono essere anche due soluzioni al di fuori dell’Olanda. Tra un anno infatti si apriranno le posizioni della presidenza del consiglio europeo e quella di segretario generale della Nato. Due poltrone cui Rutte (con l’aiuto di Parigi e Berlino) da tempo aspira. Anche se il percorso sarà meno agevole di quel che si possa pensare.