Elezioni Spagna: aborto, ambiente, immigrazione. I “No” di Vox che imbarazzano il Pp
dal nostro inviato Alessandro OppesSantiago Abascal in Puerto Almerimar, El Ejido
(reuters)BARCELLONA — Basta con il “falso diritto all’aborto”, blocco navale per fermare gli sbarchi di migranti ed espulsione immediata per chi è riuscito a mettere piede in Spagna, smantellamento delle autonomie locali, abolizione delle leggi contro il cambiamento climatico.
C’è tutto l’armamentario della destra «senza complessi», come ama chiamarla Santiago Abascal, nelle 178 pagine dell’agghiacciante programma elettorale di Vox, che punta a presentarsi come l’unica formazione che cerca la “vera alternativa” al governo progressista, al punto che, tra le 381 misure proposte, compare in 25 occasioni il verbo “derogare”: tante sono le leggi varate dall’esecutivo di Pedro Sánchez che l’ultradestra si propone di eliminare.
Si va, appunto, dall’aborto alla violenza di genere, dall’eutanasia ai diritti delle persone transessuali, dalla legge sulla casa a quella sul cambiamento climatico, dai diritti della comunità Lgbtq+ alla legge sulla memoria democratica (che tutela le vittime della dittatura…
BARCELLONA — Basta con il “falso diritto all’aborto”, blocco navale per fermare gli sbarchi di migranti ed espulsione immediata per chi è riuscito a mettere piede in Spagna, smantellamento delle autonomie locali, abolizione delle leggi contro il cambiamento climatico.
C’è tutto l’armamentario della destra «senza complessi», come ama chiamarla Santiago Abascal, nelle 178 pagine dell’agghiacciante programma elettorale di Vox, che punta a presentarsi come l’unica formazione che cerca la “vera alternativa” al governo progressista, al punto che, tra le 381 misure proposte, compare in 25 occasioni il verbo “derogare”: tante sono le leggi varate dall’esecutivo di Pedro Sánchez che l’ultradestra si propone di eliminare.
Si va, appunto, dall’aborto alla violenza di genere, dall’eutanasia ai diritti delle persone transessuali, dalla legge sulla casa a quella sul cambiamento climatico, dai diritti della comunità Lgbtq+ alla legge sulla memoria democratica (che tutela le vittime della dittatura franchista).
«Difenderemo il diritto alla vita dal concepimento fino alla morte naturale», proclama Vox, opponendosi a quello che chiama “aborto libero”. Ma finché la legge sarà ancora in vigore, chiede che venga eliminato dalla sanità pubblica e propone la stessa misura che aveva già provocato enormi polemiche (anche con gli alleati del Pp) nel governo regionale della Castilla y León: far ascoltare il battito cardiaco fetale alle donne che manifestano l’intenzione di interrompere la gravidanza.
Sull’immigrazione, il partito ultras promette che “qualunque migrante che arrivi illegalmente non potrà mai regolarizzare la sua situazione in Spagna” e prospetta un “blocco navale” che serva a impedire “lo sbarco di massa di migranti illegali, evitando i tragici naufragi di imbarcazioni conseguenza della politica delle frontiere aperte”. Espulsione immediata per chi non è in regola e chiusura dei centri di assistenza per i minori non accompagnati completano un progetto non solo impossibile da realizzare ma anche contrario agli accordi con i Paesi d’origine e in contrasto con la legislazione internazionale.
Sul cambiamento climatico, il partito di Abascal propone non solo lo smantellamento della legge approvata dal governo Sánchez, ma chiede anche la sospensione del Green Deal europeo e l’uscita della Spagna dagli Accordi di Parigi. Un altro elemento di frizione con Bruxelles è nel rifiuto di riconoscere il primato della giustizia europea su quella spagnola. Vox cavalca inoltre uno dei suoi cavalli di battaglia preferiti, quello dell’indipendentismo.
Il progetto prevede un sostanziale smantellamento delle autonomie tornando a uno “Stato unitario amministrativamente decentrato”, con la “devoluzione immediata allo Stato delle competenze in educazione, sanità, sicurezza e giustizia”. La messa fuorilegge sarebbe il destino riservato a partiti e movimenti indipendentisti.
La “semplificazione” del sistema fiscale prevederebbe infine due sole aliquote Irpef: 15% per i redditi fino a 70mila euro, 25% per quelli più alti, con la curiosa riduzione di 4 punti percentuali per figlio: chi ne ha quattro, non paga imposte. Un programma che, in tutti i suoi aspetti, dista anni luce da quello dei potenziali alleati del Partito Popolare. Che per ora, nel totale imbarazzo, non si pronuncia.